La ricetta di Claudio Pisapia: “Turismo e cultura motore del sistema Italia”
Claudio Pisapia è responsabile del Dipartimento Turismo del partito Noi Moderati e ha le idee chiare su temi cardine come Made in Italy, turismo, dazi e rilancio del sistema Paese. L’identità lo ha intervistato.
Dottor Pisapia, i terrazzamenti in pietra a secco della Costiera Amalfitana, coltivati con limoneti, uliveti e vigneti, sono stati riconosciuti patrimonio dell’umanità per il loro valore agricolo. Qual è il suo giudizio?
“Conosco e apprezzo profondamente quei territori, anche perché, in qualità di delegato Unesco della Provincia nel 2010, abbiamo compiuto scelte significative per la Divina, che allora mostrava una forte coesione nel perseguire obiettivi condivisi. Sono felice di questo riconoscimento e auspico che si possa riavviare un percorso unitario, superando la prevaricazione di Amalfi che, negli ultimi anni, con una DMO inefficace, il ricorso all’inesistente concetto di “overtourism” per celare una disorganizzazione interna, e un piano strategico mai realmente aderente alle esigenze degli operatori locali, ha generato non poche criticità nell’ambito dell’accoglienza turistica. Già da quest’anno però gli altri comuni hanno mostrato unità e Positano, Atrani, Vietri sul Mare e Ravello hanno fatto registrare numeri importanti, rieqilibrando i flussi. Si può ripartire con il concetto di intermodalità del turismo che comprende tutti i settori e quindi anche per l’agroalimentare è giunto il momento di Destagionalizzazare”.
Turismo, anche quest’anno l’Italia si è riconfermata al top per sentiment dei turisti. È sorpreso?
“L’Italia, quest’anno, ha dimostrato che oltre al sentiment positivo e all’apprezzamento diffuso, si è registrato un importante incremento negli arrivi di turisti stranieri. Questo rappresenta solo il primo passo di un percorso che dovrebbe condurre alla valorizzazione di nuove destinazioni, sfruttando il capitale reputazionale per far conoscere luoghi meno noti. È proprio da questa visione che nasce il progetto Culturitalia CooltourItaly: girare l’Italia è divertente, e il passaggio “dalla reputazione alla destinazione” è il cuore da cui prende forma l’articolo 31 della legge sul Made in Italy”.
Quali sono le ricette per il rilancio del turismo di Noi Moderati?
“Noi Moderati ha avuto un ruolo fondamentale nell’approvazione dell’articolo 31 della legge sul Made in Italy, grazie alla possibilità concessami dall’onorevole Bicchielli di intervenire in audizione e alla determinazione dell’onorevole Cavo, che ha sostenuto l’approvazione dell’articolo così come era stato concepito e strutturato. Il nostro contributo è stato decisivo per la valorizzazione del territorio, in particolare delle identità locali, che possono diventare protagoniste competitive. Stiamo inoltre lavorando alla preparazione di una nuova legge sulla riqualificazione del turismo extralberghiero, con l’obiettivo di servire meglio le aree interne e promuovere nuove destinazioni. In aggiunta, il concetto di umanesimo del turismo rimane centrale: il rispetto per il turista, la regolazione dei prezzi in relazione alla qualità dei servizi offerti e il riequilibrio complessivo del settore sono elementi chiave. Il turismo ci ha riportato in auge, ma ora è il momento di tornare a guidare”.
Domanda tranchant: quali sono i punti forti e i punti deboli del sistema turistico italiano?
“L’Italia è bella e deve puntare tutto sulle sue prerogative: il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico. È fondamentale aumentare la comunicazione del racconto territoriale e, contestualmente, trasformarlo in accoglienza concreta nelle destinazioni, valorizzando anche quelle meno note attraverso il capitale reputazionale. Solo così si potrà costruire un sistema turistico più equilibrato, inclusivo e competitivo”.
Quando si parla di turismo, si parla forse anche di Made in Italy. Secondo lei, quanto possono incidere i dazi italiani sul comparto?
“Il sistema turistico di Destinazione, gestito in modo manageriale secondo quanto previsto dall’articolo 31 della legge Made in Italy n. 206 del 2023, da noi fortemente voluto, ha introdotto nella governance la figura del manager di Destinazione: un vero riequilibratore dei rapporti tra chi elabora le policy e chi è chiamato ad attuarle. I dazi, in questo contesto, possono rappresentare un elemento marginale, nemmeno fastidioso, se si reagisce in modo coeso attraverso un modello di indirizzo condiviso, con il coinvolgimento attivo di tutte le Regioni, che devono imparare a parlare la stessa lingua nel turismo. Accoglienza, rispetto per le comunità locali, valorizzazione delle identità e delle potenzialità: questi sono i principi che devono guidare il sistema, affinché i benefici ricadano su tutti gli operatori, incentivando il loro impegno nello sviluppo del comparto. Le figure chiave, come il manager di Destinazione — l’unica figura riconosciuta dalla legge 206/2023 come riferimento normativo per le destinazioni in Italia — stanno contribuendo in modo significativo all’uniformità del sistema, promuovendo modelli come Culturitalia. Questi modelli mirano a riequilibrare le distorsioni generate dalle DMO, che possono continuare a esistere solo se tornano alla loro funzione originaria: la gestione dei flussi, dei dati e dei posti letto”.
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