Pilato e Tarantino a Singapore fermate per furto: liberate solo perché “azzurre”?
Accusate di furto in uno scalo aereo, come accadde all'ex segretario dem Piero Fassino
Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, due nuotatrici italiane, sono state fermate dalla polizia di Singapore all’aeroporto prima dell’imbarco per il rientro in Italia, con l’accusa di furto e poi liberate. Le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso Tarantino mentre metteva nella borsa di Pilato alcuni oggetti che avrebbe rubato. Le due atlete sono state trattenute per diverse ore in stato di fermo, private del passaporto, interrogate e accusate di furto. Pare che tra gli oggetti ci fosse una confezione di olio.
Barelli chiama Tajani: liberate
L’ambasciata italiana a Singapore – secondo le notizie diffuse in queste ore – si è attivata subito, informando anche Paolo Barelli (capogruppo di Forza Italia, ndr) , presidente della Federazione Italiana Nuoto. È intervenuta direttamente la Farnesina con Antonio Tajani, ministro degli Esteri, che ha risolto la questione “diplomaticamente”.
Grazie al suo intervento, Pilato e Tarantino sono state liberate, portate in un hotel in attesa del volo e poi hanno ricevuto un permesso speciale per imbarcarsi di nuovo verso l’Italia, pare ricevendo “un avvertimento” a non ripetere l’accaduto. Le altre due compagne di vacanza, interrogate e perquisite, sono state autorizzate a partire solo dopo che la vicenda è stata chiarita.
Il caso Fassino
Quella che qualcuno vorrebbe far passare come “una spiacevole disavventura” risolta grazie all’intervento diplomatico del ministro Antonio Tajani, che ha portato al rilascio delle nuotatrici e alla loro possibilità di tornare in Italia senza ulteriori conseguenze formali, ricorda il caso dell’ex segretario dem Piero Fassino, per mesi messo alla gogna per aver pagato un profumo in uno scalo aereo dopo averlo preso dagli scaffali di uno store ed essere stato immortalato dalle telecamere.
C’è oggi da chiedersi legittimamente se le nostre due connazionali sarebbero state liberate rapidamente se non fossero state “atlete” nazionali per le quali c’è stato un rapido intervento della Farnesina auspicato dal loro presidente di federazione.
Italia-Singapore: consolidati rapporti commerciali
L’Italia e Singapore intrattengono relazioni diplomatiche amichevoli e consolidate dal 1965, anno in cui l’Italia fu uno dei primi Paesi a riconoscere l’indipendenza di Singapore. Le relazioni bilaterali sono caratterizzate da una crescente cooperazione economica, con oltre 300 aziende italiane presenti nel Paese e una comunità italiana di circa 5mila persone a Singapore.
Negli ultimi anni, i rapporti si sono intensificati grazie a visite istituzionali e collaborazioni in vari settori, come la difesa, la sicurezza, la tecnologia e la cultura.
Quest’anno, la Farnesina ha rafforzato la cooperazione con missioni e accordi, e vi è una forte collaborazione nel commercio e nelle iniziative culturali, comprese partnership tra artisti italiani e singaporiani.
Sul piano della difesa, sono in atto programmi congiunti e forniture italiane, mentre sul piano economico Singapore è un hub strategico per le imprese italiane verso il Sud-Est asiatico.
E l’Italia partecipa alla Strategia Ue per la cooperazione nella regione indo-pacifica, che prevede numerosi accordi Ue-Singapore in ambito commerciale e digitale, in vigore da anni.
Federnuoto: una precisazione stringata
Dalla Federnuoto arriva una stringata precisazione che però non chiarisce se sia stata la Federazione a sollecitare a Tajani il rapido intervento: “In merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, la Federazione Italiana Nuoto sottolinea che l’episodio a loro ascritto è avvenuto al di fuori delle attività federali, durante un periodo di vacanza. I fatti sono stati chiariti dalle atlete con le autorità locali con il supporto dell’ambasciata italiana, già in contatto con la Federazione in relazione ai Campionati Mondiali delle discipline acquatiche svolti a Singapore dall’11 luglio al 3 agosto scorsi. Stigmatizzando l’accaduto, la Federnuoto si riserva di valutare attentamente la vicenda“. Parole finali che sembrano aprire ad una procedura in qualche modo sanzionatoria all’indirizzo delle atlete. La Federazione – interpellata da L’identità – ha precisato che sulla scorta di quanto emerso chiederà alla procura Federale l’apertura di una inchiesta.
Le due atleti appartengono a Gruppi sportivi Polizia e Guardia di Finanza
Benedetta Pilato, 20 anni, appartiene da tre anni al Gruppo Fiamme Oro della Polizia di Stato. Chiara Tarantino, 22 anni, di Corato, da quattro anni fa parte del Gruppo Fiamme Gialle. Entrambe sono state prima fermate e poi liberate. Dopo di loro, fermate anche altre due loro colleghe, poi rilasciate.
La Pilato ha affidato ai social un lungo post in cui prova a chiarire le circostanze del fatto e avanza le sue giustificazioni, parlando di un suo ruolo indiretto, come se quello della collega Tarantino invece sia stato in qualche modo “diretto”.
“Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona – scrive, guardando alla bufera mediatica che monta -. Durante il mio rientro dall’Asia, a seguito della partecipazione ai Campionati Mondiali e di un breve soggiorno privato con altri miei compagni della nazionale di nuoto, mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore”.
“In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano.Tengo a precisare che ho collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell’Ambasciata Italiana. La vicenda fortunatamente si è conclusa in poche ore, senza nessuna implicazione, grazie anche alla mia massima trasparenza nei confronti delle stesse autorità aeroportuali di Singapore”.
“Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati – aggiunge -, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all’onestà personale. Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano. Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me”.
La ricostruzione del fatto: liberate dopo il fermo
Tarantino, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata sorpresa dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto nell’atto di infilare nella borsa di Pilato alcuni oggetti sottratti da un negozio dello scalo. Le due atlete pugliesi sarebbero quindi state fermate dalla polizia, private del passaporto, interrogate e accusate di furto.
Anche le atlete Bottazzo e Morini sarebbero state bloccate e perquisite, restando impossibilitate a partire finché la situazione non è stata chiarita.
L’intervento dell’ambasciata italiana, immediatamente attivata, avrebbe coinvolto anche il presidente della Federnuoto Paolo Barelli e successivamente la Farnesina.
Sarebbe stato infatti lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani a sbloccare la vicenda, permettendo alle ragazze di trascorrere alcune ore in un hotel e poi di ottenere un permesso speciale per imbarcarsi sul volo di rientro in Italia.
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