I “progressi” registrati nei colloqui tra Stati Uniti e Iran non hanno attenuato il rischio dell’escalation militare. Le divergenze tra le parti, secondo Axios, sono ampie e i funzionari statunitensi sono scettici rispetto alla possibilità di appianarle. “Il capo (Donald Trump) si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”, ha affermato un consigliere del presidente americano alla testata.
Il tipo di intervento degli Usa contro l’Iran
Un’operazione militare di Washington contro Teheran sarebbe probabilmente una campagna massiccia, della durata di settimane, che assomiglierebbe più a una guerra vera che a un’azione circoscritta, simile a quella condotta il mese scorso in Venezuela. Al fianco degli Usa si schiererebbe Israele, per regolare i conti con lo storico rivale nella regione.
Il dispiegamento militare statunitense
L’armata americana schierata nel Golfo, per ora in un’ottica di deterrenza, comprende due portaerei, una dozzina di navi da guerra, centinaia di aerei da combattimento e molteplici sistemi di difesa aerea con altra potenza di fuoco ancora in arrivo e “non è nella natura di Trump spostare tutto quell’hardware come un bluff”. In conclusione – si legge – “non ci sono prove che una svolta diplomatica con l’Iran sia all’orizzonte ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente”. Per il Wall Street Journal, la leadership iraniana “teme che il divario tra ciò che Washington è disposta ad accettare e ciò che Teheran è disposta a dare sia incolmabile”.
Gli Stati Uniti impediranno alla Repubblica islamica dell’Iran di acquisire armi nucleari “in un modo o nell’altro”, ha avvertito il Segretario all’Energia americano Chris Wright. “Sono stati molto chiari su cosa avrebbero fatto con le armi nucleari. È del tutto inaccettabile”, ha aggiunto Wright ai giornalisti a Parigi, a margine delle riunioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia.
Un incendio è stato segnalato ieri nella città di Parand, vicino alla capitale iraniana e all’aeroporto internazionale Imam Khomeini, in un’area in cui sono presenti strutture militari strategiche, comprese quelle legate alle attività missilistiche.
Il lavoro diplomatico della Turchia
Ankara continua a muoversi per evitare il peggio. “Come Turchia, abbiamo comunicato a tutti i nostri interlocutori che siamo contrari a un intervento militare contro l’Iran”. Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo che nelle scorse settimane aveva già espresso ferma contrarietà a interventi militari contro la Repubblica islamica. “Una nuova guerra contro l’Iran non porterebbe alcun vantaggio a nessuno, anzi, la nostra regione ne subirebbe le conseguenze”, ha avvertito il leader turco parlando con giornalisti a bordo dell’aereo che lo riportava in Turchia dopo una visita ufficiale in Etiopia.
La conversazione tra Araghchi e Grossi
L’ “attenzione” dell’Iran è concentrata sullo “sviluppo di un quadro iniziale e complessivo” per “futuri colloqui”. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di una telefonata con il numero uno dell’Aiea, Rafael Grossi, all’indomani dei negoziati indiretti in Svizzera con gli Stati Uniti, con la mediazione dell’Oman.
Araghchi e Grossi, hanno discusso dei “meccanismi” per la definizione di un “quadro negoziale”. Inoltre “hanno esaminato i risultati dell’ultimo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti a Ginevra hanno parlato e avuto uno scambio di opinioni su meccanismi e requisiti per lo sviluppo di un quadro negoziale”.
Le esercitazioni militari congiunte di Iran e Russia
Il comandante del primo distretto navale della Marina della Repubblica islamica, Hassan Maghsoodloo, ha annunciato che oggi si terrà un’esercitazione navale congiunta con la Russia nel mare di Oman, che si trova nei pressi dello stretto di Hormuz, e nell’Oceano Indiano settentrionale.
Stando alla Mehr, Maghsoodloo ha riferito che tra gli obiettivi dell’esercitazione militare congiunta con la Russia c’è la “cooperazione navale” con Mosca, “la convergenza e il coordinamento nelle azioni congiunte per contrastare le attività che minacciano la sicurezza marittima, in particolare nel campo della protezione delle navi commerciali e delle petroliere nonché la lotta al terrorismo marittimo”. Le manovre sono state pianificate anche con l’obiettivo di approfondire le relazioni amichevoli tra Iran e Russia.