Beppe Grillo è tornato e chiede il rimborso del pieno agli Usa
Il post sul Blog capita a fagiuolo dopo le polemiche per l'incontro tra Conte e l'inviato di Trump
Beppe Grillo è tornato: ora chiede agli italiani di fare il pieno e di chiedere il rimborso agli Stati Uniti. E lo fa mettendo a disposizione un form sul suo blog. Un documento che attesta come lui, e la sua famiglia, abbiano deciso di spedire una “cartolina” a Donald Trump, per il tramite dell’ambasciata americana in Italia, chiedendogli di pagare gli aumenti dei carburanti. Una mossa che assume un valore dal momento che Giuseppe Conte è finito nella buriana per l’incontro con l’inviato speciale di Trump e alla luce della battaglia per nome e simbolo del M5s.
Grillo, il pieno e il rimborso agli Usa
Nel form, si legge che la richiesta di rimborso ha un motivo ben preciso. E intuibile. Nell’oggetto della “fattura proforma”, Beppe Grillo richiede “il rimborso del maggior esborso sostenuto per l’acquisto di carburante”, insomma per fare il pieno, “a seguito dell’aumento dei prezzi energetici determinato dall’escalation militare in Iran e dalle conseguenti tensioni internazionali sui mercati”. La cifra richiesta dall’Elevato è tutt’altro che simbolica: mille euro, solo per cominciare.
“Già lo fanno in Nuova Zelanda”
Stringato, anzi stringatissimo, l’appello di Grillo agli italiani per chiedere il rimborso del pieno agli Stati Uniti e a Trump. “Chi ha dei costi in più per il carburante mandi la fattura all’ Ambasciata Americana per il rimborso, essendo gli Usa responsabili dell’aumento”. E dunque: “P.s. in Nuova Zelanda hanno cominciato a farlo”. Il post del comico non sembra arrivare a caso. Perché la tensione interna al M5s è abbastanza serrata dopo la bagarre in tribunale su simbolo e nome e, soprattutto, dopo la cena tra Giuseppe Conte e l’inviato di Trump Paolo Zampolli. Che, nonostante tutto, alla “base” pentastellata non è andato proprio giù.
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