Istanza di fallimento per Varta, Europa senza batterie
Un'altra mazzata per l'occupazione in Germania a rischio 3.600 posti. Il ruolo di Apple
Batterie Varta: presentata l’istanza di fallimento. L’Europa rischia di restare (anche) senza accumulatori e micro batterie. Sono quattro le istanze pervenute al tribunale di Stoccarda, in Germania, competente sul caso. Tutte restano in fase di valutazione. Sono quattro i creditori che hanno deciso di rompere gli indugi e di indurre Varta a consegnare i libri in tribunali. C’è Deutsche Bank, e poi gli “attori” finanziari di Rbc BlueBay, Blantyre e Whitebox. Servirebbero decine di milioni per scamparla. E chi vorrebbe pure metterli, però, non è disposto ad accollarsi tutta l’azienda.
Varta, Europa senza più batterie
La vicenda è semplice. Il colosso tedesco delle batterie di Varta potrebbe sopravvivere perché qualche investitore deciso a spendere c’è ancora. Però vorrebbe separare i rami d’azienda. Prendersi ciò che funziona ancora lasciando perdere ciò che invece non va. Insomma, la speranza (flebile) è appesa al superamento dell’unità e alla separazione della divisione batterie per il mercato interno dal resto del gruppo. Più facile a dirsi che a farsi, naturalmente.
Un altro bagno di sangue per l’occupazione
A rischio, per il fallimento imminente di Varta, ci sono ben 3.300 posti di lavoro circa connessi alle fabbriche di batterie e di accumulatori industriali. Il fatturato dell’azienda è rilevante: sfiora gli 800 milioni di euro, si stabilizza attorno ai 793 milioni. Il guaio, però, sta negli altri numeri quelli, cioè, che segnalano una perdita da 64,5 milioni di euro. Che sembra inarrestabile. La crisi va avanti da anni. Già nel 2024 era stata avviata la ristrutturazione del debito. E nonostante i tagli (ben 350 dipendenti hanno dovuto salutare con la chiusura della fabbrica bavarese di Nordlingen) non sembra che la soluzione sia vicina.
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Il ruolo di Apple
A complicare il quadro sarebbe stato il clamoroso dietrofront di Apple. Principale cliente di Varta, dal momento che produce per gli americani le batterie a bottone utilizzate per le cuffie wireless della Mela. Solo che a Cupertino hanno deciso di cambiare fornitore e, con ogni probabilità, acquisteranno merce in Asia. Le commesse, in Germania, restano attive fino a novembre, poi chissà. Intanto c’è un’istanza di fallimento. Che incombe sull’azienda e, con essa, sull’economia della sempre più ex locomotiva d’Europa.
La puntualizzazione
La vertenza non riguarda Varta Consumer Europe Holding GmbH, che rappresenta, come si legge in una nota “una società diversa e non in alcun modo coinvolta nella procedura di insolvenza che riguarda il gruppo Varta Ag”. Pertanto Varta Consumer Batteries Italia S.r.l., controllata da VARTA Consumer Europe Holding GmbH, “opera regolarmente sul mercato in totale continuità aziendale e finanziaria”. Le batterie per uso domestico, dunque, non sono interessate dalla vicenda che, invece, investe le società produttrici di microbatterie e di sistemi di accumulo industriali.
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