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Pista straniera per il 13enne che ha accoltellato la prof

Dagli approfondimenti è emerso che l'aggressione veniva trasmessa in tempo reale all'interno di una stanza virtuale su Telegram. Vi partecipavano almeno quattro account anonimi (uno dei quali digitava messaggi in caratteri cirillici)

di Dave Hill Cirio -

Carabinieri davanti l'ingresso della scuola Giovanni Verga a Centocelle


Aggressione alla prof a Roma: l’ombra della “regia occulta” e di una pista straniera, la diretta Telegram e le tracce dell’accelerazionismo. Non più solo la reazione d’ira per un debito in pagella, ma una condotta pianificata e potenzialmente “ispirata” o eterodiretta sul web.

Le indagini

Con il passare delle ore, si intensificano le indagini dei carabinieri e della polizia postale sull’aggressione alla professoressa Isabella Marsilio. Il suo accoltellamento in un istituto scolastico del quartiere Centocelle a Roma da parte di uno studente di 13 anni ha portato alla luce un quadro d’ombra legato alle derive eversive della rete.

La vestizione, i guanti e il filmato: il kit dell’attacco in diretta

Gli accertamenti tecnici sul materiale informatico e sulle immagini mostrano una premeditazione meticolosa.

Il filmato di 3 minuti

Le immagini — riprese con uno smartphone integrato in un elmetto-casco da bicicletta con occhiali da softair — mostrano le fasi preparatorie nei bagni dell’istituto prima dell’ingresso in aula.

Il video contiene anche un avvertimento agghiacciante inviato alle chat poco prima dell’azione: «Guardate il tg dopo».

La diretta su Telegram e la “regia”

Dagli approfondimenti è emerso che l’aggressione veniva trasmessa in tempo reale all’interno di una stanza virtuale su Telegram. Vi partecipavano almeno quattro account anonimi (uno dei quali digitava messaggi in caratteri cirillici).

L’ipotesi degli inquirenti è che il 13enne possa essere stato “arruolato” o spinto all’azione all’interno di canali della cosiddetta True Crime Community o di frange eversive dell’accelerazionismo suprematista.

L’equipaggiamento e gli acquisti online

Il ragazzo si è presentato con un casco, guanti tattici, occhiali protettivi, spray al peperoncino e due coltelli da sub. L’attrezzatura è stata acquistata su piattaforme web utilizzando la carta di credito salvata sul telefono della madre, a dimostrazione di una pianificazione prolungata nel tempo.

La compulsione da smartphone e il racconto dei genitori

Nel corso delle audizioni e dei riscontri investigativi, un elemento centrale riguarda la sfera relazionale e il rapporto morboso con la tecnologia.

Ipertrofia digitale ed isolamento

I familiari e gli inquirenti hanno descritto una vera e propria dipendenza compulsiva dallo smartphone. Il 13enne trascorreva ore e ore isolato nella propria stanza. Li passava immerso in gruppi chiusi e forum privi di moderazione. In essi – avvertono gli inquirenti – il confine tra finzione, violenza estrema ed esaltazione identitaria sfuma rapidamente.

L’effetto “adescamento”

Gli specialisti della PolPost stanno analizzando il cellulare del minore e gli account social (dove contava oltre 4.000 follower) per tracciare la rete dei contatti.

Il timore principale è che il ragazzino sia stato vittima di forme di manipolazione o istigazione a compiere un atto clamoroso per scalare la gerarchia o guadagnare visibilità in queste sottoculture digitali.

Per il momento, la docente ferita resta ricoverata sotto osservazione (non in pericolo di vita) e ha espresso parole di perdono verso l’alunno.

Intanto, le indagini della Procura per i Minorenni proseguono a ritmo serrato per identificare i soggetti che partecipavano alla videochiamata e chiarire se vi sia stata una regia o una vera e propria istigazione all’odio e all’azione violenta.

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