L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Sociale

L’Europa è congelata in una politica laica

Il momento storico a livello politico che stiamo vivendo è un riflesso politico che giunge direttamente dall'Europa

di Vincenzo Viti -


Consentitemi una riflessione privata, ma che riflette uno stato della mente e del cuore molto diffuso nella condizione meridiana di un  Paese, il nostro. Paese che preferisco a Nazione, rispettabile se non apparisse aulico e pruriginoso. La meridianità (dal Medioccidente di Giuseppe Lupo) è propria del carattere transitivo di una società collocata nel farsi di una storia nella quale operano potenze e fattori estranei ad ogni previsione razionale. 

Ne è prova la lenta dissoluzione di Occidente con il progressivo declinare delle democrazie liberali e il conseguente restringersi del perimetro delle libertà regolate dalle Costituzioni. Un recinto ormai insidiato da culture e costumi propizi al baratto fra diritti e interessi e al barbarico dominio del mercantilismo come dottrina e pratica universali. 

L’Europa e l’assenza di risorse intellettuali e morali

L’Europa, si appresta così a vivere una stagione necessariamente e drammaticamente rifondativa in una condizione di grande debolezza. Non si intravedono risorse intellettuali morali, politiche e perfino religiose, che portino alla crescita di un “nuovo europeismo” né sovviene, come in passato accadde, una vera “fede laica”, un ossimoro in grado di farsi potenza civile, politica e istituzionale in grado di reggere oltre la  deterrenza, la dissuasione o la mera difesa dei confini.  

Soffriamo, purtroppo, di una grave progressiva estenuazione che ci sta portando a chiuderci nel fossato di paure, difese e solitudini collettive su cui sempre più aleggeranno spiriti e profezie evocati nelle limpide modernissime prose di Alexis de Tocqueville sulla Democrazia in America.  

Siamo a un punto di svolta che meriterebbe una comprensione larga diffusa e una condivisione forte e coraggiosa, ma che rischia di essere inghiottita nel politicismo delle retrovie nazionali su cui, peraltro, opera la disinformazione orchestrata sia da dispotismi imperiali che da plutocrazie con derive psicotiche. Insomma quel ” mondo all’incontrario” che occorrerà pur raccontare da osservatori obiettivi. 

Noi ci sforziamo di leggerne i caratteri e le tristezze. Ma occorrerà fare ben altro. Insomma ripartire del Caos globale che ci sfugge e ci distrae. Non è un bel vedere né un libro dei sogni. Occorrerà lavorare di vanga e di cervello anche contro i venditori di vecchi almanacchi. 

Il paradosso? Che addirittura ci tocchi di ringraziare Trump che esonda  dal fumetto americano per aver sfasciato un mondo da reinventare e da ricostruire? Chissà!

PER TUTTE LE NEWS DI ATTUALITA’


Torna alle notizie in home