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Sociale

“Angeli senza Ali”, quando la solidarietà cresce in periferia

Nata poco più di due anni fa a Roma, nel quartiere Settecamini, l’associazione presieduta da Lorenzo Urbani lavora in rete con i servizi sociali per il trasporto, l’assistenza e la compagnia agli anziani e alle persone con disabilità

di Redazione -

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Una scommessa vinta. A poco più di due anni dalla sua fondazione “Angeli senza Ali”, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, è una realtà ben strutturata che continua a crescere e ad allargare i suoi confini. Presieduta dallo psicologo clinico Lorenzo Urbani, ha la sede operativa in via Forno Casale 46, a Settecamini, in zona Tiburtina.

“Angeli senza Ali” è nata appunto nel maggio 2024 con un’idea di partenza semplice ma difficile da realizzare: riunire giovani operatori impegnati nel sociale per dare assistenza ad anziani e a persone con disabilità. I primi passi si sono mossi tra Case Rosse e le frazioni di Guidonia Montecelio, Setteville e Marco Simone.

Oggi l’associazione opera soprattutto nei Municipi IV e V, con un servizio che va dal trasporto all’assistenza fino all’ascolto e alla compagnia di chi vive una condizione di fragilità. “Quando abbiamo cominciato, sapevamo che nelle periferie la domanda di assistenza superava di molto l’offerta”, racconta Urbani. “Adesso, dopo aver già assistito oltre duecento persone, possiamo dire che non ci eravamo sbagliati”.

Ma la vera forza di “Angeli senza Ali”, che si sta espandendo in altri quartieri di Roma, è la rete. Fin dalla fondazione, tra i punti cardine della mission c’era lo sviluppo di rapporti con le strutture e i servizi del territorio. Promessa mantenuta: ora è l’associazione stessa a lavorare al fianco di assistenti sociali e amministratori di sostegno e a collaborare con la psicoterapeuta Elena Cornacchione. È la concretizzazione di quanto annunciato agli esordi, quando Urbani prevedeva di affiancare all’aiuto materiale un sostegno psicologico: la fragilità di un anziano o di una persona con disabilità, infatti, raramente riguarda soltanto il corpo.

Così il lavoro di questi anni non è passato inosservato e “oggi – spiega Urbani – è lo stesso Municipio V a suggerire il nostro nome a chi ha bisogno di assistenza”. Per una realtà nata dal basso e senza scopo di lucro è il riconoscimento più concreto: essere indicata come punto di riferimento proprio da chi, ogni giorno, raccoglie le richieste di aiuto dei cittadini.

Il contesto, intanto, non è cambiato. In città le persone anziane, con disabilità o in condizione di fragilità, sono sempre di più, mentre le realtà capaci di rispondere in modo capillare restano poche. È in questo spazio che “Angeli senza Ali” ha trovato la propria ragion d’essere: migliorare la qualità della vita di chi è in difficoltà, sviluppare progetti anche per anziani con patologie degenerative e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della terza età.

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