Vitamina D e salute del cuore: cosa bisogna sapere
La vitamina D non serve soltanto a rafforzare le ossa, ma agisce come un vero e proprio ormone capace di influenzare la salute dei vasi sanguigni, la pressione arteriosa e i processi infiammatori dell’organismo. Numerosi studi indicano che bassi livelli sierici di questa vitamina si associano a un rischio più elevato di ipertensione, infarto miocardico, ictus e scompenso cardiaco.
La vitamina D e il nostro cuore
Non a caso, nei mesi invernali — quando l’esposizione al sole diminuisce — la carenza tende ad aumentare e si registra un’incidenza maggiore di eventi cardiaci.
Integratori per tutti? Cosa dice la ricerca
Sebbene la carenza sia frequente nei pazienti cardiopatici, i grandi studi clinici evidenziano che l’assunzione generica di integratori non riduce in automatico il rischio di infarto o ictus nella popolazione generale.
Per questa ragione, gli esperti dell’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari raccomandano di superare l’approccio “uguale per tutti”. La strategia corretta consiste nel personalizzare l’intervento. Bisogna misurare i livelli ematici nei soggetti a rischio e intervenire con dosaggi mirati solo quando viene accertato un deficit effettivo.
Consigli pratici e prevenzione
Per proteggere l’apparato cardiovascolare e mantenere i giusti valori di vitamina D, è utile seguire alcune regole chiave.
Bastano circa 10-20 minuti al giorno di esposizione al sole con viso e braccia scoperte durante la bella stagione per favorire la sintesi cutanea.
Aiuta non poco inserire nella dieta cibi che la contengono naturalmente, come pesce grasso, uova, fegato e latticini.
Infine, in presenza di ipertensione, diabete o fattori di rischio cardiovascolare, è opportuno verificare i livelli di 25-OH-vitamina D tramite un semplice esame del sangue e ricorrere agli integratori solo su prescrizione medica, evitando il fai-da-te.
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