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Chi governa la Chiesa durante il ricovero di Papa Leone? Ecco cosa prevede il diritto canonico

La risposta, almeno sul piano giuridico, è piuttosto chiara: nella Chiesa cattolica non esiste un vice-Papa e nessuno può sostituire automaticamente il Pontefice

di Lino Sasso -


Papa Leone XIV domani sarà ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per sottoporsi a un intervento chirurgico di rimozione di un nodulo polmonare. Il nodulo, ha spiegato Papa Prevost, è “circoscritto e in una fase molto iniziale e ben localizzato”. Da qui la decisione di seguire il parere dei medici e procedere alla sua asportazione chirurgica. L’annuncio ha inevitabilmente acceso l’attenzione sulle condizioni di salute del Pontefice. Ma ha anche riportato al centro una questione che periodicamente si ripropone in occasione dei ricoveri papali: chi governerà la Chiesa durante il ricovero di Papa Leone? E cosa accadrà durante la sua momentanea impossibilità nell’esercitare le proprie funzioni? La risposta, almeno sul piano giuridico, è piuttosto chiara: nella Chiesa cattolica non esiste un vice-Papa e nessuno può sostituire automaticamente il Pontefice.

Cosa prevede il diritto canonico

Il Codice di diritto canonico stabilisce che il Pontefice esercita sulla Chiesa una potestà suprema, piena, immediata e universale. Un’autorità che non viene meno per effetto di un ricovero ospedaliero, di un intervento chirurgico o di una temporanea impossibilità a svolgere gli impegni pubblici. La carica pontificia diventa vacante soltanto in seguito alla morte del Papa. Oppure alla sua rinuncia, come avvenne nel febbraio 2013 con Benedetto XVI. Diverso è il caso di una malattia che renda il Pontefice temporaneamente incapace di esercitare le proprie funzioni. Il diritto canonico contempla infatti l’ipotesi della Sede apostolica impedita, ma non disciplina una procedura generale per trasferire i poteri del Papa a un sostituto. Non esiste dunque un meccanismo automatico che consenta a un cardinale di assumere le prerogative pontificie durante un periodo di incoscienza o di incapacità.

Chi sostituisce Leone XIV durante l’intervento al Gemelli?

Durante il ricovero di Papa Leone XIV, la macchina amministrativa e pastorale del Vaticano potrà continuare a funzionare attraverso gli organismi della Curia romana e i rispettivi responsabili. Il cardinale Segretario di Stato e gli altri collaboratori del Pontefice potranno proseguire nelle attività di propria competenza, assicurando la continuità dell’amministrazione ordinaria. Questo, tuttavia, non significa che uno di loro possa assumere il ruolo di capo della Chiesa cattolica. Le decisioni che richiedono l’intervento personale del Papa restano infatti riservate al Pontefice. Un’eventuale impossibilità temporanea di esercitare tali funzioni non determina alcun trasferimento automatico dei suoi poteri. Anche l’anestesia generale, che comporta una perdita temporanea di coscienza durante l’operazione, non modifica la titolarità dell’ufficio pontificio.

I precedenti

La storia recente della Chiesa offre diversi precedenti di Pontefici costretti ad affrontare ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici e periodi di convalescenza anche prolungati. Giovanni Paolo II, soprattutto negli ultimi anni del pontificato, dovette convivere con condizioni di salute sempre più precarie, fino agli ultimi giorni di vita nell’aprile 2005. Nonostante le difficoltà fisiche e le limitazioni che ne derivavano, nessun cardinale assunse le sue funzioni di Pontefice. Anche Papa Francesco affrontò diversi ricoveri, alcuni particolarmente lunghi, durante i quali fu costretto a sospendere gli impegni pubblici e a delegare ad altri ecclesiastici la celebrazione di appuntamenti liturgici. In nessuna di queste circostanze si è verificato un passaggio temporaneo dell’autorità pontificia. La continuità del governo della Chiesa è stata garantita dalle strutture vaticane, senza che fosse necessario individuare un sostituto del Papa.

Cosa accadrebbe in caso di impedimento prolungato?

Più complessa è l’ipotesi di un Pontefice che, a causa di una grave malattia, perda stabilmente la capacità di comunicare o di assumere decisioni. Si tratta di una questione delicata, sulla quale il diritto canonico non offre una soluzione operativa completa e universalmente definita. A differenza di quanto avviene in molti ordinamenti statali, dove sono previsti meccanismi di supplenza per i vertici istituzionali temporaneamente impossibilitati a esercitare le proprie funzioni, nella Chiesa cattolica non esiste una figura equivalente a quella di un vicepresidente.

Anche durante l’intervento e la successiva convalescenza, Papa Prevost conserverà quindi integralmente il proprio ruolo di Pontefice, mentre la gestione ordinaria delle attività vaticane proseguirà attraverso le strutture già esistenti.

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