L’ultimo telegramma di Leone prima del ricovero: “Custodire la pace”
Papa Leone, prima del ricovero al Gemelli di oggi, ha trovato il tempo di inviare un telegramma alla platea del convegno internazionale dedicato alla memoria e al magistero di Papa Luciani. Il Pontefice ha indirizzato un messaggio in cui torna a ribadire la responsabilità, centrale, che ogni cristiano ha nel custodire la pace. E, di questo, l’importanza che c’è nel farne una precisa missione. Che ogni giorno, quotidianamente, va onorata e portata avanti. Per il bene di tutta l’umanità.
Il telegramma di Papa Leone prima del ricovero
L’incipit del telegramma di Papa Leone, letto in aula dal cardinale Pietro Parolin, è già un preciso programma. “Custodire la pace e incrementarla è per ciascuno di noi una responsabilità. Una missione che va coltivata con pazienza in qualsiasi ambito del nostro vivere quotidiano”. Quindi Prevost ha proseguito. “Siamo ben consapevoli che la pace non è solo assenza di guerra, la pace internazionale nasce a partire dalla scuola, dalla famiglia, dalla comunità per arrivare alle istituzioni”. Ecco è una missione.
“Un mondo scosso”
Papa Leone ha dunque aggiunto un altro alto monito per la pace e ha concluso il suo telegramma ricordando che pace non è “una parola astratta affidata unicamente a chi è preposto all’alto compito di garantire alle nazioni stabilità e armonia sociale”. E che in “un mondo così scosso”, tutelare e far aumentare la pace vuol dire “ricucire ciò che è diviso”. Non basta ancora: “Proteggere chi è più fragile, ascoltare e riconoscere l’Altro”. E infine: “Educare al dialogo sincero e restituire alla parola fraternità una concreta dimensione ecclesiale e politica”.
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