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Attualità

Scambisti di fronte alla chiesa, la polemica che divide il Veneto

Un’attività da mettere in croce, ma quella di Sant’Andrea

di Gianluca Pascutti -


Un fatto insolito sta accendendo il dibattito pubblico e mediatico in un tranquillo comune della provincia padovana. Un club privé riservato agli scambisti ha infatti aperto i battenti proprio a pochissimi metri dalla chiesa parrocchiale di Carmignano. La vicinanza tra un luogo sacro e una sede dedicata agli incontri per adulti ha subito provocato reazioni contrastanti tra la popolazione residente.

La posizione e l’impatto sulla comunità locale

Il nuovo locale per adulti. L’Oblivium, ha trovato spazio negli ambienti che un tempo ospitavano un noto pub della zona. La distanza dall’edificio religioso risalta subito agli occhi di chiunque passi nella via principale della piccola frazione. La notizia dell’apertura si è diffusa molto rapidamente tra le vie del centro urbano e nei paesi limitrofi. I residenti si sono divisi immediatamente tra chi manifesta un forte disappunto per motivi etici e chi invece difende il rispetto della privacy.

Le reazioni della popolazione e le norme vigenti

Da un lato si posizionano molti fedeli che considerano inopportune le attività svolte così vicino a un luogo di culto. Dall’altro lato diversi cittadini sottolineano come la struttura operi nel pieno rispetto delle normative di legge sulla riservatezza. Il club privato funziona infatti tramite un sistema d’iscrizione riservato esclusivamente ai soci maggiorenni. L’accesso alle sale interne avviene in modo discreto e non ci sono insegne provocatorie visibili dalla strada pubblica.

Un dibattito aperto che infiamma il territorio

La presenza di questo tipo di attività commerciali continua, comunque, a far discutere l’opinione pubblica locale e le istituzioni del territorio. Non si segnalano violazioni delle norme amministrative vigenti né disturbi diretti all’ordine pubblico o alla quiete. La vicenda evidenzia tuttavia il costante contrasto tra la tutela della sfera individuale e le sensibilità tradizionali delle comunità locali. Nei prossimi mesi si vedrà se le tensioni sociali si placheranno oppure se la discussione attorno a questa controversa convivenza continuerà a far parlare di sé.

L’ironia del Don

Don Cristiano Giacon, il parroco di Sant’Urbano, avrebbe preferito ovviamente che il locale fosse destinato ad altre attività, ma il Don la butta con stile e senza creare polemiche sterili sull’ironia, “Dubito che mi verrà chiesta la benedizione del locale”.

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