ADDIO BERSAGLIERA

Bersagliera fino alla fine. Si è spenta a 95 anni La Gina, come amava farsi chiamare dagli amici. E come amava chiamare se stessa quando parlava di sé in terza persona senza mai lasciare troppo da parte La Lollo, che l’ha accompagnata tra lustrini, parrucche e una voglia di conoscere il mondo e tutto ciò che ha da offrire, dal primo all’ultimo giorno.
Disse che al cinema sarebbe tornata ma solo se chiamata da Steven Spielberg: “Ho capito che il mio cervello funziona meglio di prima, chi non fa niente invecchia prima”. All’epoca aveva “solo” 80 anni. E amava scolpire, scrivere andare in giro. Adorava il fast food così come le tavole piùricche e fastose. Raccontava di Fidel Castro e si entusiasmava dei nuovi talenti del cinema e della tv verso i quali non ha mai avuto inutili snobismi. Si sentiva a cavallo della vita, perché non faceva l’artista, era un’artista. Protagonista del grande cinema italiano, era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927. Comencini ne fece la Bersagliera seducente e la Fata turchina dolcissima e materna. Il pubblico la ricorda per aver dato il volto alle storie di tante ragazze del suo tempo (dalla romana di Zampa, alla provinciale di Soldati), tante seduttrici (l’Esmeralda del Gobbo Anthony Quinn, la regina di Saba accanto a Yul Brynner).
Nell’italia dei due poli, che vuole e chiede rivali e antagonisti in tutti i campi, insieme alla “rivale” Sophia Loren ha esportato nel mondo l’immagine della diva italiana.
Profondamente addolorati ne danno il triste annuncio il figlio Milko e suo nipote Dimitri. La famiglia chiede, in questo momento di grande dolore, da parte dei media il massimo rispetto”, fanno sapere.
La “rivale”, commenta la notizia così “Sono profondamente scossa e addolorata” ha detto Sophia Loren.
Con Gina se ne va un pezzo di Dolce Vita.
Una carriera iniziata poco più che adolescente nei fotoromanzi, rapidamente giunta al cinema fino ai film televisivi negli anni Ottanta e Novanta tra cui la ripresa de La romana di Alberto Moravia in una miniserie di Patroni Griffi.
Nnumerosi i riconoscimenti, tra cui un Golden Globe per il film Torna a settembre con Rock Hudson, sette David di Donatello e due Nastri d’argento. È stata nominata Cavaliere della Repubblica e nell’ottobre 1996 Accademica onoraria dell’antica Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Nel ’99 è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Nel 2016 un David speciale alla carriera le è stato consegnato dal presidente Mattarella. Nel 2018 la stella sulla Walk of Fame di Los Angeles.
Partecipò a Miss Italia classificandosi terza dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale, quando aveva appena vent’anni e quello fu il primo di un numero inimmaginabile di red carpet. Da allora ha presenziato alle prime dei suoi film, in Italia e all’estero, ai festival, ai premi.
Iniziata la carriera cinematografica, come comparsa e controfigura, e successivamente in piccoli ruoli di contorno nei popolari film operistici dell’immediato dopoguerra, la sua aspirazione oltre al cinema era la lirica che frequenta con i suoi studi da soprano, con la bella voce che dimostrerà di avere ne La donna più bella del mondo (1955), con Vittorio Gassman.
Nel gennaio 1949 sposò il medico sloveno Milko Skofic, che prestava servizio fra i profughi temporaneamente alloggiati a Cinecittà. Nell’agosto 1957 nasce il primo figlio Milko jr. Nel 1950 vola sola verso Hollywood accettando un invito del miliardario Howard Hughes, a tempo perso produttore e scopritore di dive come Jane Russell. Ma col sentore che stava per essere chiusa in una gabbia dorata, torna a Roma.
Negli anni 50, Campane a martello di Luigi Zampa 1949, Achtung, Banditi! (1951) di Carlo Lizzani e soprattutto Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952, che la consacra star in Francia, mentre in Italia, nello stesso anno, conquista una vasta popolarità con Altri tempi di Alessandro Blasetti, nell’episodio Il processo di Frine con Vittorio De Sica, che conierà per lei il neologismo “maggiorata fisica”. E fu accanto a De Sica che arrivò il ruolo più popolare: è del 1953 il ruolo della Bersagliera, premiato con il Nastro d’Argento, in Pane, amore e fantasia .

Bersagliera fino alla fine. Si è spenta a 95 anni La Gina, come amava farsi chiamare dagli amici. E come amava chiamare se stessa quando parlava di sé in terza persona senza mai lasciare troppo da parte La Lollo, che l’ha accompagnata tra lustrini, parrucche e una voglia di conoscere il mondo e tutto ciò che ha da offrire, dal primo all’ultimo giorno.
Disse che al cinema sarebbe tornata ma solo se chiamata da Steven Spielberg: “Ho capito che il mio cervello funziona meglio di prima, chi non fa niente invecchia prima”. All’epoca aveva “solo” 80 anni. E amava scolpire, scrivere andare in giro. Adorava il fast food così come le tavole piùricche e fastose. Raccontava di Fidel Castro e si entusiasmava dei nuovi talenti del cinema e della tv verso i quali non ha mai avuto inutili snobismi. Si sentiva a cavallo della vita, perché non faceva l’artista, era un’artista. Protagonista del grande cinema italiano, era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927. Comencini ne fece la Bersagliera seducente e la Fata turchina dolcissima e materna. Il pubblico la ricorda per aver dato il volto alle storie di tante ragazze del suo tempo (dalla romana di Zampa, alla provinciale di Soldati), tante seduttrici (l’Esmeralda del Gobbo Anthony Quinn, la regina di Saba accanto a Yul Brynner).
Nell’italia dei due poli, che vuole e chiede rivali e antagonisti in tutti i campi, insieme alla “rivale” Sophia Loren ha esportato nel mondo l’immagine della diva italiana.
Profondamente addolorati ne danno il triste annuncio il figlio Milko e suo nipote Dimitri. La famiglia chiede, in questo momento di grande dolore, da parte dei media il massimo rispetto”, fanno sapere.
La “rivale”, commenta la notizia così “Sono profondamente scossa e addolorata” ha detto Sophia Loren.
Con Gina se ne va un pezzo di Dolce Vita.
Una carriera iniziata poco più che adolescente nei fotoromanzi, rapidamente giunta al cinema fino ai film televisivi negli anni Ottanta e Novanta tra cui la ripresa de La romana di Alberto Moravia in una miniserie di Patroni Griffi.
Nnumerosi i riconoscimenti, tra cui un Golden Globe per il film Torna a settembre con Rock Hudson, sette David di Donatello e due Nastri d’argento. È stata nominata Cavaliere della Repubblica e nell’ottobre 1996 Accademica onoraria dell’antica Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Nel ’99 è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Nel 2016 un David speciale alla carriera le è stato consegnato dal presidente Mattarella. Nel 2018 la stella sulla Walk of Fame di Los Angeles.
Partecipò a Miss Italia classificandosi terza dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale, quando aveva appena vent’anni e quello fu il primo di un numero inimmaginabile di red carpet. Da allora ha presenziato alle prime dei suoi film, in Italia e all’estero, ai festival, ai premi.
Iniziata la carriera cinematografica, come comparsa e controfigura, e successivamente in piccoli ruoli di contorno nei popolari film operistici dell’immediato dopoguerra, la sua aspirazione oltre al cinema era la lirica che frequenta con i suoi studi da soprano, con la bella voce che dimostrerà di avere ne La donna più bella del mondo (1955), con Vittorio Gassman.
Nel gennaio 1949 sposò il medico sloveno Milko Skofic, che prestava servizio fra i profughi temporaneamente alloggiati a Cinecittà. Nell’agosto 1957 nasce il primo figlio Milko jr. Nel 1950 vola sola verso Hollywood accettando un invito del miliardario Howard Hughes, a tempo perso produttore e scopritore di dive come Jane Russell. Ma col sentore che stava per essere chiusa in una gabbia dorata, torna a Roma.
Negli anni 50, Campane a martello di Luigi Zampa 1949, Achtung, Banditi! (1951) di Carlo Lizzani e soprattutto Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952, che la consacra star in Francia, mentre in Italia, nello stesso anno, conquista una vasta popolarità con Altri tempi di Alessandro Blasetti, nell’episodio Il processo di Frine con Vittorio De Sica, che conierà per lei il neologismo “maggiorata fisica”. E fu accanto a De Sica che arrivò il ruolo più popolare: è del 1953 il ruolo della Bersagliera, premiato con il Nastro d’Argento, in Pane, amore e fantasia .

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