Adolescenti insoddisfatti, percentuale raddoppiata

È raddoppiata la percentuale di adolescenti insoddisfatti e con un basso punteggio di salute mentale: erano il 3,2% del totale nel 2019, sono cresciuti fino ad arrivare al 6,2% nel 2021. “Si tratta di circa 220 mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni che si dichiarano insoddisfatti della propria vita e si trovano, allo stesso tempo, in una condizione di scarso benessere psicologico – spiega il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, alla presentazione del rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) -. Il quadro di insieme è composito, ed è ancora adombrato dalla pandemia. Molti divari si sono mantenuti, o addirittura allargati: dalla speranza di vita alla nascita, che recupera in buona parte al Nord nel 2021 ma diminuisce ancora nel Mezzogiorno, alla mortalità̀ evitabile, che resta più̀ elevata in molte regioni del Sud; dalla spesa dei Comuni per la cultura, per la quale il divario è nettamente a vantaggio del Centro-nord, all’impatto degli incendi boschivi e dell’abusivismo”.
D’altra parte, gli stessi fenomeni di bullismo, violenza e vandalismo a opera di giovanissimi, che negli ultimi mesi hanno occupato le cronache, sono manifestazioni estreme di una sofferenza e di una irrequietezza diffuse e forse non transitorie”, dichiara il presidente dell’Istat, nella presentazione del rapporto. In questo stesso gruppo di età, la sedentarietà̀ è passata dal 18,6 al 20,9%. E tra i ragazzi di 14-17 anni, sono state osservate quote elevate di consumatori di alcol a rischio (23,6%). È diminuita “in modo tangibile” anche la soddisfazione per le relazioni con gli amici.
“La pandemia – commenta Blangiardo – si è tradotta per lo più̀ in arretramenti nel benessere della popolazione femminile: ad esempio, nei livelli di benessere mentale e di occupazione, soprattutto per le madri con figli piccoli. Ma sono stati anche i bambini, gli adolescenti e i giovanissimi a pagare un altissimo tributo alla pandemia e alle restrizioni imposte dalle misure di contrasto ai contagi. Sono loro a richiedere, oggi e negli anni a venire, la massima attenzione da parte delle politiche, e in tal senso i dati e i corrispondenti indicatori non lasciano dubbi”.
Nel 2021 sono peggiorate le condizioni di benessere psicologico dei ragazzi di 14-19 anni. Il punteggio di questa fascia di età è sceso a 66,6 su 100 per le ragazze (-4,6 punti rispetto al 2020) e 74,1 per i ragazzi (-2,4 punti rispetto al 2020). Negli anni di pandemia sono proprio i giovani tra 14 e 19 anni gli unici ad aver conosciuto un “deterioramento significativo della soddisfazione per la vita, con la percentuale di molto soddisfatti che è passata dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021”.

È raddoppiata la percentuale di adolescenti insoddisfatti e con un basso punteggio di salute mentale: erano il 3,2% del totale nel 2019, sono cresciuti fino ad arrivare al 6,2% nel 2021. “Si tratta di circa 220 mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni che si dichiarano insoddisfatti della propria vita e si trovano, allo stesso tempo, in una condizione di scarso benessere psicologico – spiega il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, alla presentazione del rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) -. Il quadro di insieme è composito, ed è ancora adombrato dalla pandemia. Molti divari si sono mantenuti, o addirittura allargati: dalla speranza di vita alla nascita, che recupera in buona parte al Nord nel 2021 ma diminuisce ancora nel Mezzogiorno, alla mortalità̀ evitabile, che resta più̀ elevata in molte regioni del Sud; dalla spesa dei Comuni per la cultura, per la quale il divario è nettamente a vantaggio del Centro-nord, all’impatto degli incendi boschivi e dell’abusivismo”.
D’altra parte, gli stessi fenomeni di bullismo, violenza e vandalismo a opera di giovanissimi, che negli ultimi mesi hanno occupato le cronache, sono manifestazioni estreme di una sofferenza e di una irrequietezza diffuse e forse non transitorie”, dichiara il presidente dell’Istat, nella presentazione del rapporto. In questo stesso gruppo di età, la sedentarietà̀ è passata dal 18,6 al 20,9%. E tra i ragazzi di 14-17 anni, sono state osservate quote elevate di consumatori di alcol a rischio (23,6%). È diminuita “in modo tangibile” anche la soddisfazione per le relazioni con gli amici.
“La pandemia – commenta Blangiardo – si è tradotta per lo più̀ in arretramenti nel benessere della popolazione femminile: ad esempio, nei livelli di benessere mentale e di occupazione, soprattutto per le madri con figli piccoli. Ma sono stati anche i bambini, gli adolescenti e i giovanissimi a pagare un altissimo tributo alla pandemia e alle restrizioni imposte dalle misure di contrasto ai contagi. Sono loro a richiedere, oggi e negli anni a venire, la massima attenzione da parte delle politiche, e in tal senso i dati e i corrispondenti indicatori non lasciano dubbi”.
Nel 2021 sono peggiorate le condizioni di benessere psicologico dei ragazzi di 14-19 anni. Il punteggio di questa fascia di età è sceso a 66,6 su 100 per le ragazze (-4,6 punti rispetto al 2020) e 74,1 per i ragazzi (-2,4 punti rispetto al 2020). Negli anni di pandemia sono proprio i giovani tra 14 e 19 anni gli unici ad aver conosciuto un “deterioramento significativo della soddisfazione per la vita, con la percentuale di molto soddisfatti che è passata dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021”.

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