AGOSTINO CIUCCI “No all’obbligo vaccinale lo Stato deve dare consigli”

Contro la decisione della Corte Costituzione sull’obbligo vaccinale si solleva il dottor Agostino Ciucci, no vax convinto e unico tra i medici del pronto soccorso Vito Fazzi di Lecce a essere stato sospeso dal servizio per non aver ceduto alla vaccinazione. Per lui la Consulta, bocciando i ricorsi dei sanitari, “si è voluta lavare le mani. Non ha detto né sì, né no, perché dichiarare l’inammissibilità non vuol dire niente, avrebbe dovuto dichiarare il ricorso incostituzionale”.
Dottor Ciucci, lei sta dicendo che la Corte Costituzionale, con quella pronuncia, non si è voluta prendere la responsabilità?
Esatto. La decisione non è stata presa su basi scientifiche, ma è frutto di convinzioni ideologiche.
Ci spiega il suo punto di vista?
Sono deluso da questa situazione, perché è chiaro che l’obbligo vaccinale avrebbe avuto un senso se il vaccino fosse stato utile per la comunità.
E invece non lo è?
L’obbligatorietà era nata perché all’inizio si diceva che il vaccino poteva prevenire il contagio e quindi che sarebbe stato utile per le altre persone, soprattutto i fragili. Invece abbiamo visto che così non è. Anche i vaccinati si contagiano, per cui viene meno la base su cui si è fondato l’obbligo vaccinale.
Però scusi, nessuno ha mai garantito che il vaccino rendesse immuni dal contagio. La scienza sostiene che il siero evita le conseguenze gravi della malattia, come la polmonite interstiziale.
Ecco, appunto, quindi non è più utile per la comunità, ma per il singolo. Sarò libero di decidere su me stesso? La vaccinazione in questo caso non è più una condizione obbligatoria data dal fatto che posso essere pericoloso per la collettività e allora devo vaccinarmi per non contagiare gli altri, ma è soltanto un fatto personale. La decisione di fare il vaccino, che mi aiuterà soltanto a non avere la malattia grave, deve essere una decisione che devo prendere io. Per questo l’obbligo diventa incostituzionale, perché viene meno l’obbligatorietà data dal beneficio per la comunità e se questo beneficio non c’è, allora ognuno deve decidere in modo autonomo del proprio corpo e anche delle conseguenze, gravi o meno, di non eseguire il vaccino.
Questo discorso allora potrebbe valere per tutti i tipi di vaccino. Eppure non mi pare che contro l’esavalente o per il morbillo siano state alzate le barricate. E alcuni di questi non rendono immuni dal contagio. Non crede?
Ma infatti non è detto che l’obbligo della vaccinazione dei bambini sia giusto.
Eppure non ci sono mai state categorie in rivolta.
Solo perché esistono da anni ed è una situazione consolidata. Anche se bisogna vedere, perché tutte le vaccinazioni arrivano sempre nelle fasi discendenti della malattia, compresa quella per il covid. Il vaccino è arrivato quando il virus stava in una fase in cui era diventato meno virulento. Quindi noi dobbiamo sempre mettere un punto interrogativo se è il vaccino o l’evoluzione naturale del virus che lo fa diventare meno virulento da avere meno ricoveri in ospedale. È chiaro che l’obbligo vaccinale dovrebbe essere rivisto anche per gli altri vaccini e dovrebbe essere un consiglio.
Come un consiglio?
Dobbiamo dire alle mamme che probabilmente, tra rischi e benefici, alcuni tipi di vaccini è meglio farli perché il beneficio è più alto del rischio. Ma per l’anti covid, contro un virus per il quale sappiamo benissimo che è difficile creare un vaccino definitivo, visto che muta continuamente, è sbagliato mettere l’obbligatorietà sapendo che il vaccino non fa effetto e non darà la copertura vaccinale per tutta la vita. È un vaccino antinfluenzale imposto alla popolazione come un salvavita dicendo che non c’erano altre terapie, mentre c’erano. E questa imposizione, questo aspetto un po’ subdolo di aver aspettato il vaccino e non curato i malati, ha creato allarme nella popolazione. È stata una gestione sbagliata della pandemia.
Ma è stato così in tutto il mondo.
Certo, il problema è Big Pharma. È stata gestita male dappertutto e chi voleva gestirla diversamente è stato zittito.

Contro la decisione della Corte Costituzione sull’obbligo vaccinale si solleva il dottor Agostino Ciucci, no vax convinto e unico tra i medici del pronto soccorso Vito Fazzi di Lecce a essere stato sospeso dal servizio per non aver ceduto alla vaccinazione. Per lui la Consulta, bocciando i ricorsi dei sanitari, “si è voluta lavare le mani. Non ha detto né sì, né no, perché dichiarare l’inammissibilità non vuol dire niente, avrebbe dovuto dichiarare il ricorso incostituzionale”.
Dottor Ciucci, lei sta dicendo che la Corte Costituzionale, con quella pronuncia, non si è voluta prendere la responsabilità?
Esatto. La decisione non è stata presa su basi scientifiche, ma è frutto di convinzioni ideologiche.
Ci spiega il suo punto di vista?
Sono deluso da questa situazione, perché è chiaro che l’obbligo vaccinale avrebbe avuto un senso se il vaccino fosse stato utile per la comunità.
E invece non lo è?
L’obbligatorietà era nata perché all’inizio si diceva che il vaccino poteva prevenire il contagio e quindi che sarebbe stato utile per le altre persone, soprattutto i fragili. Invece abbiamo visto che così non è. Anche i vaccinati si contagiano, per cui viene meno la base su cui si è fondato l’obbligo vaccinale.
Però scusi, nessuno ha mai garantito che il vaccino rendesse immuni dal contagio. La scienza sostiene che il siero evita le conseguenze gravi della malattia, come la polmonite interstiziale.
Ecco, appunto, quindi non è più utile per la comunità, ma per il singolo. Sarò libero di decidere su me stesso? La vaccinazione in questo caso non è più una condizione obbligatoria data dal fatto che posso essere pericoloso per la collettività e allora devo vaccinarmi per non contagiare gli altri, ma è soltanto un fatto personale. La decisione di fare il vaccino, che mi aiuterà soltanto a non avere la malattia grave, deve essere una decisione che devo prendere io. Per questo l’obbligo diventa incostituzionale, perché viene meno l’obbligatorietà data dal beneficio per la comunità e se questo beneficio non c’è, allora ognuno deve decidere in modo autonomo del proprio corpo e anche delle conseguenze, gravi o meno, di non eseguire il vaccino.
Questo discorso allora potrebbe valere per tutti i tipi di vaccino. Eppure non mi pare che contro l’esavalente o per il morbillo siano state alzate le barricate. E alcuni di questi non rendono immuni dal contagio. Non crede?
Ma infatti non è detto che l’obbligo della vaccinazione dei bambini sia giusto.
Eppure non ci sono mai state categorie in rivolta.
Solo perché esistono da anni ed è una situazione consolidata. Anche se bisogna vedere, perché tutte le vaccinazioni arrivano sempre nelle fasi discendenti della malattia, compresa quella per il covid. Il vaccino è arrivato quando il virus stava in una fase in cui era diventato meno virulento. Quindi noi dobbiamo sempre mettere un punto interrogativo se è il vaccino o l’evoluzione naturale del virus che lo fa diventare meno virulento da avere meno ricoveri in ospedale. È chiaro che l’obbligo vaccinale dovrebbe essere rivisto anche per gli altri vaccini e dovrebbe essere un consiglio.
Come un consiglio?
Dobbiamo dire alle mamme che probabilmente, tra rischi e benefici, alcuni tipi di vaccini è meglio farli perché il beneficio è più alto del rischio. Ma per l’anti covid, contro un virus per il quale sappiamo benissimo che è difficile creare un vaccino definitivo, visto che muta continuamente, è sbagliato mettere l’obbligatorietà sapendo che il vaccino non fa effetto e non darà la copertura vaccinale per tutta la vita. È un vaccino antinfluenzale imposto alla popolazione come un salvavita dicendo che non c’erano altre terapie, mentre c’erano. E questa imposizione, questo aspetto un po’ subdolo di aver aspettato il vaccino e non curato i malati, ha creato allarme nella popolazione. È stata una gestione sbagliata della pandemia.
Ma è stato così in tutto il mondo.
Certo, il problema è Big Pharma. È stata gestita male dappertutto e chi voleva gestirla diversamente è stato zittito.

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