Ai domiciliari Chattava su Telegram, in carcere Guttadauro

Era convinto che l’app non fosse intercettabile, il boss-medico preso a Palermo

Era ai domiciliari perché ritenuto contiguo alla mafia, ma la convinzione di aver trovato in Telegram un’app inattacabile alle microspie lo ha tradito. Giuseppe Guttadauro è stato arrestato ieri dai carabinieri che gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, questa volta in carcere. L’uomo è accusato di aver utilizzato il servizio di messaggistica istantanea per comunicare con persone diverse dai suoi conviventi, violando il regime cautelare cui era sottoposto. Secondo gli inquirenti, Guttadauro si sarebbe servito di Telegram nell’illusione che questa fosse l’unica App non intercettabile. Una convinzione evidentemente fallace se gli investigatori hanno scoperto cosa l’uomo facesse sul web e hanno ottenuto elementi tali da convincere il giudice per le indagini preliminari di Palermo ad aggravare la misura cautelare che gli era stata imposta a febbraio scorso.

In quell’occasione, Giuseppe Guttadauro fu raggiunto da un’inchiesta che lo aveva individuato quale esponente di Cosa Nostra, referente della famiglia di Roccella – inserita nel mandamento Ciaculli insieme alla famiglia omonima, a quella di Brancaccio e di Corso dei Mille a Palermo -, per cui avrebbe svolto funzioni strategiche. Medico chirurgo e già aiuto primario all’ospedale Civico di Palermo, Guttadauro era stato raggiunto dai domiciliari riconosciutigli per l’età avanzata. ‘U dutturi, che ha 73 anni, ha avuto accesso ai benefici riservati agli indagati con più di settant’anni. Inoltre il quadro dell’inchiesta avrebbe verificato, al momento del blitz, l’assenza di eccezionali ragioni cautelari che avrebbero giustificato una deroga al beneficio.

Guttadauro è accusato di aver gestito un fiorente traffico di droga internazionale. Avrebbe aperto canali per l’approvvigionamento di hashish dall’Albania e della cocaina dal Sud America, via Olanda. L’indagine avrebbe svelato i rapporti del medico con broker locali della droga, il ruolo del figlio Mario Carlo (che fu raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere) e quello di un assistente di volo grazie al quale riusciva a far recapitare denaro ai suoi fornitori nell’altra parte del mondo. Fiero oppositore dei nuovi costumi che si andavano imponendo in Cosa Nostra,  Guttadauro avrebbe vantato rapporti con la buona borghesia romana.

Era convinto che l’app non fosse intercettabile, il boss-medico preso a Palermo

Era ai domiciliari perché ritenuto contiguo alla mafia, ma la convinzione di aver trovato in Telegram un’app inattacabile alle microspie lo ha tradito. Giuseppe Guttadauro è stato arrestato ieri dai carabinieri che gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, questa volta in carcere. L’uomo è accusato di aver utilizzato il servizio di messaggistica istantanea per comunicare con persone diverse dai suoi conviventi, violando il regime cautelare cui era sottoposto. Secondo gli inquirenti, Guttadauro si sarebbe servito di Telegram nell’illusione che questa fosse l’unica App non intercettabile. Una convinzione evidentemente fallace se gli investigatori hanno scoperto cosa l’uomo facesse sul web e hanno ottenuto elementi tali da convincere il giudice per le indagini preliminari di Palermo ad aggravare la misura cautelare che gli era stata imposta a febbraio scorso.

In quell’occasione, Giuseppe Guttadauro fu raggiunto da un’inchiesta che lo aveva individuato quale esponente di Cosa Nostra, referente della famiglia di Roccella – inserita nel mandamento Ciaculli insieme alla famiglia omonima, a quella di Brancaccio e di Corso dei Mille a Palermo -, per cui avrebbe svolto funzioni strategiche. Medico chirurgo e già aiuto primario all’ospedale Civico di Palermo, Guttadauro era stato raggiunto dai domiciliari riconosciutigli per l’età avanzata. ‘U dutturi, che ha 73 anni, ha avuto accesso ai benefici riservati agli indagati con più di settant’anni. Inoltre il quadro dell’inchiesta avrebbe verificato, al momento del blitz, l’assenza di eccezionali ragioni cautelari che avrebbero giustificato una deroga al beneficio.

Guttadauro è accusato di aver gestito un fiorente traffico di droga internazionale. Avrebbe aperto canali per l’approvvigionamento di hashish dall’Albania e della cocaina dal Sud America, via Olanda. L’indagine avrebbe svelato i rapporti del medico con broker locali della droga, il ruolo del figlio Mario Carlo (che fu raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere) e quello di un assistente di volo grazie al quale riusciva a far recapitare denaro ai suoi fornitori nell’altra parte del mondo. Fiero oppositore dei nuovi costumi che si andavano imponendo in Cosa Nostra,  Guttadauro avrebbe vantato rapporti con la buona borghesia romana.

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