Al Museo Nazionale Romano Numero Cromatico: arte, percorsi multisensoriali, intelligenza artificiale

Il Museo Nazionale Romano presenta nella sede di Crypta Balbi Eternal struggle of my desire, un progetto di Numero Cromatico a cura di Spazio Taverna (Marco Bassan e Ludovico Pratesi). L’opening lo scorso 12 novembre, l’apertura fino all’11 dicembre per una una delle realtà artistiche più interessanti della scena artistica contemporanea, ormai attiva da 11 anni sul territorio internazionale, con una mostra che si inserisce all’interno del progetto di Spazio Taverna sulla riattivazione del Genius Loci attraverso la contaminazione tra arte contemporanea e archeologia.

Il collettivo presenta un progetto diffuso nelle aree archeologiche della Crypta Balbi, mettendo in relazione opere inedite della serie Arazzi (2021-ongoing) con la storia del luogo e la sua particolare morfologia architettonica. La ricerca di Numero Cromatico si muove dai meccanismi della percezione umana in relazione all’opera d’arte, alla progettazione di ambienti e percorsi multisensoriali, sino all’utilizzo di materiali naturali e intelligenze artificiali per la costruzione di dispositivi ambigui e attivanti per l’osservatore.

La mostra è ideata ad hoc per gli spazi del museo e presenta un percorso che si apre con un’opera di grandi dimensioni posta nell’atrio principale del sito. Sulla superficie tattile dell’opera è tessuto un testo generato da I.L.Y., Intelligenza Artificiale istruita da Numero Cromatico a produrre poesie d’amore. All’interno degli ambienti sotterranei della Crypta Balbi sono disposte, nascoste e inserite ulteriori opere di diverse dimensioni con contenuti testuali che, come entità autonome, si rivolgono direttamente all’osservatore.

Le opere di Numero Cromatico si collegano alla dimensione del sito archeologico della Crypta Balbi e, in particolare, alla presenza di una fullonica, una sorta di tintoria di epoca romana, dove veniva tinta la lana, utilizzata negli arazzi di Numero Cromatico. L’interesse per la dimensione artigianale delle loro opere si lega inoltre all’esistenza di molte attività manufatturiere nell’area della Crypta in epoca medievale, per suggerire una riflessione sul perdurare di una manualità di carattere arcaico, che assume nuovi significati nel Ventunesimo Secolo con l’ausilio delle nuove tecnologie.

“Gli Arazzi di Numero Cromatico riattivano l’energia, le suggestioni e la storia di questi spazi, restituiti al pubblico con rinnovata visibilità, fruibilità e continuità”, spiega Ludovico Pratesi. “In questo senso presente e passato, tecnologia e natura, arte contemporanea e archeologia collaborano e lavorano insieme come un’unica entità intelligente”, aggiunge Marco Bassan.

Infine, i testi d’amore selezionati dall’intelligenza artificiale e presenti nelle opere di Numero Cromatico si ricollegano al concetto di amore negato, condizione propria delle ragazze rinchiuse nella Confraternita delle vergini miserabili di Santa Caterina dei Funari, fondata nel 1543, che occupava parte dell’attuale area del sito, alle quali venivano insegnate alcune attività manuali tra le quali il ricamo e il cucito, per trasformarle in “donne oneste e timorate di Dio”.

La ricerca di Numero Cromatico si muove dai meccanismi della percezione umana in relazione all’opera d’arte, alla progettazione di ambienti e percorsi multisensoriali, sino all’utilizzo di materiali naturali e intelligenze artificiali per la costruzione di dispositivi ambigui e attivanti per l’osservatore.

L’azione e l’intervento di Numero Cromatico all’interno della Crypta Balbi nascono con l’intento di trasformare il sito archeologico in un ambiente potenziale e multisensoriale, capace di trasportare l’osservatore in una nuova e inusuale esplorazione di sé. Il collettivo per l’intera durata del progetto condurrà insieme a Brainsigns, una spinoff dell’Università Sapienza di Roma, un esperimento di neuroestetica con il pubblico sull’esperienza della mostra. Il 7 dicembre è prevista la presentazione ufficiale del catalogo della mostra e un intervento critico degli autori.

Il Museo Nazionale Romano presenta nella sede di Crypta Balbi Eternal struggle of my desire, un progetto di Numero Cromatico a cura di Spazio Taverna (Marco Bassan e Ludovico Pratesi). L’opening lo scorso 12 novembre, l’apertura fino all’11 dicembre per una una delle realtà artistiche più interessanti della scena artistica contemporanea, ormai attiva da 11 anni sul territorio internazionale, con una mostra che si inserisce all’interno del progetto di Spazio Taverna sulla riattivazione del Genius Loci attraverso la contaminazione tra arte contemporanea e archeologia.

Il collettivo presenta un progetto diffuso nelle aree archeologiche della Crypta Balbi, mettendo in relazione opere inedite della serie Arazzi (2021-ongoing) con la storia del luogo e la sua particolare morfologia architettonica. La ricerca di Numero Cromatico si muove dai meccanismi della percezione umana in relazione all’opera d’arte, alla progettazione di ambienti e percorsi multisensoriali, sino all’utilizzo di materiali naturali e intelligenze artificiali per la costruzione di dispositivi ambigui e attivanti per l’osservatore.

La mostra è ideata ad hoc per gli spazi del museo e presenta un percorso che si apre con un’opera di grandi dimensioni posta nell’atrio principale del sito. Sulla superficie tattile dell’opera è tessuto un testo generato da I.L.Y., Intelligenza Artificiale istruita da Numero Cromatico a produrre poesie d’amore. All’interno degli ambienti sotterranei della Crypta Balbi sono disposte, nascoste e inserite ulteriori opere di diverse dimensioni con contenuti testuali che, come entità autonome, si rivolgono direttamente all’osservatore.

Le opere di Numero Cromatico si collegano alla dimensione del sito archeologico della Crypta Balbi e, in particolare, alla presenza di una fullonica, una sorta di tintoria di epoca romana, dove veniva tinta la lana, utilizzata negli arazzi di Numero Cromatico. L’interesse per la dimensione artigianale delle loro opere si lega inoltre all’esistenza di molte attività manufatturiere nell’area della Crypta in epoca medievale, per suggerire una riflessione sul perdurare di una manualità di carattere arcaico, che assume nuovi significati nel Ventunesimo Secolo con l’ausilio delle nuove tecnologie.

“Gli Arazzi di Numero Cromatico riattivano l’energia, le suggestioni e la storia di questi spazi, restituiti al pubblico con rinnovata visibilità, fruibilità e continuità”, spiega Ludovico Pratesi. “In questo senso presente e passato, tecnologia e natura, arte contemporanea e archeologia collaborano e lavorano insieme come un’unica entità intelligente”, aggiunge Marco Bassan.

Infine, i testi d’amore selezionati dall’intelligenza artificiale e presenti nelle opere di Numero Cromatico si ricollegano al concetto di amore negato, condizione propria delle ragazze rinchiuse nella Confraternita delle vergini miserabili di Santa Caterina dei Funari, fondata nel 1543, che occupava parte dell’attuale area del sito, alle quali venivano insegnate alcune attività manuali tra le quali il ricamo e il cucito, per trasformarle in “donne oneste e timorate di Dio”.

La ricerca di Numero Cromatico si muove dai meccanismi della percezione umana in relazione all’opera d’arte, alla progettazione di ambienti e percorsi multisensoriali, sino all’utilizzo di materiali naturali e intelligenze artificiali per la costruzione di dispositivi ambigui e attivanti per l’osservatore.

L’azione e l’intervento di Numero Cromatico all’interno della Crypta Balbi nascono con l’intento di trasformare il sito archeologico in un ambiente potenziale e multisensoriale, capace di trasportare l’osservatore in una nuova e inusuale esplorazione di sé. Il collettivo per l’intera durata del progetto condurrà insieme a Brainsigns, una spinoff dell’Università Sapienza di Roma, un esperimento di neuroestetica con il pubblico sull’esperienza della mostra. Il 7 dicembre è prevista la presentazione ufficiale del catalogo della mostra e un intervento critico degli autori.

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