Alfonsina e la strada

Il romanzo, la storia e le avventure

della ciclista che partecipò a un Giro d’Italia

 

Nel 1924 il Giro d’Italia rischiava di non partire. Gli organizzatori non erano in grado di fare fronte alle richieste economiche delle squadre che rinunciarono: i corridori dovevano iscriversi a titolo personale e la corsa rischiava di passare inosservata. Occorreva qualcosa che richiamasse l’attenzione dell’opinione pubblica: fu deciso di accogliere la richiesta di una donna di trentatrè anni che insisteva da tempo per partecipare. Era Alfonsina Strada che aveva affrontato due Giri di Lombardia. Il tracciato della competizione attraversava la penisola, gli iscritti furono 108, al via si presentarono in novanta: fra questi Alfonsina con il numero 72. Per lei era difficoltoso tenere il passo dei colleghi, ma riuscì sempre a tagliare il traguardo, anche se in ritardo. Silvio Zambaldi su “La Gazzetta dello Sport” del 14 maggio 1924 scrisse: “In sole due tappe la popolarità di questa donnina si è fatta più grande di quella di tutti i campioni assenti messi insieme”. Il maschilismo imperante le impedì di partecipare ai Giri degli anni successivi; comunque, Alfonsina vinse 36 corse e conquistò la stima di numerosi campioni del ciclismo, tra cui Costante Girardengo. Ingaggiata dal club Montmartre Sportif, all’età di 43 anni, partecipò il 16 settembre 1934 al primo campionato del mondo femminile (non ufficiale), disputato in Belgio (arrivò quindicesima).

“Alfonsina e la strada” (Ed. Sellerio) di Simona Baldelli racconta la storia di Alfonsina, dai tempi duri di Fossamarcia, nei pressi di Bologna, dove nacque nel 1891. Dalla povertà alla fama (la zarina Alessandra le appuntò sul petto una medaglia), all’oblio, alla fine nel 1959, Alfonsina è stata pioniera della parificazione nello sport tra uomini e donne. l media hanno evidenziato che Simona Baldelli ha trovato le parole per trasformare l’epopea di Alfonsina in romanzo, attento alla verità della storia e alle sfumature dei sentimenti, intrecciando i fatti realmente accaduti con una certa invenzione “necessaria al gesto letterario”.

Simona Baldelli è Autrice di vari libri; i più recenti: “L’ultimo spartito di Rossini” (2018), “Vicolo dell’immaginario” (2019) e “Fiaba di Natale. Il sorprendente viaggio dell’Uomo dell’aria” (2020).

M.D.

 

Il romanzo, la storia e le avventure

della ciclista che partecipò a un Giro d’Italia

 

Nel 1924 il Giro d’Italia rischiava di non partire. Gli organizzatori non erano in grado di fare fronte alle richieste economiche delle squadre che rinunciarono: i corridori dovevano iscriversi a titolo personale e la corsa rischiava di passare inosservata. Occorreva qualcosa che richiamasse l’attenzione dell’opinione pubblica: fu deciso di accogliere la richiesta di una donna di trentatrè anni che insisteva da tempo per partecipare. Era Alfonsina Strada che aveva affrontato due Giri di Lombardia. Il tracciato della competizione attraversava la penisola, gli iscritti furono 108, al via si presentarono in novanta: fra questi Alfonsina con il numero 72. Per lei era difficoltoso tenere il passo dei colleghi, ma riuscì sempre a tagliare il traguardo, anche se in ritardo. Silvio Zambaldi su “La Gazzetta dello Sport” del 14 maggio 1924 scrisse: “In sole due tappe la popolarità di questa donnina si è fatta più grande di quella di tutti i campioni assenti messi insieme”. Il maschilismo imperante le impedì di partecipare ai Giri degli anni successivi; comunque, Alfonsina vinse 36 corse e conquistò la stima di numerosi campioni del ciclismo, tra cui Costante Girardengo. Ingaggiata dal club Montmartre Sportif, all’età di 43 anni, partecipò il 16 settembre 1934 al primo campionato del mondo femminile (non ufficiale), disputato in Belgio (arrivò quindicesima).

“Alfonsina e la strada” (Ed. Sellerio) di Simona Baldelli racconta la storia di Alfonsina, dai tempi duri di Fossamarcia, nei pressi di Bologna, dove nacque nel 1891. Dalla povertà alla fama (la zarina Alessandra le appuntò sul petto una medaglia), all’oblio, alla fine nel 1959, Alfonsina è stata pioniera della parificazione nello sport tra uomini e donne. l media hanno evidenziato che Simona Baldelli ha trovato le parole per trasformare l’epopea di Alfonsina in romanzo, attento alla verità della storia e alle sfumature dei sentimenti, intrecciando i fatti realmente accaduti con una certa invenzione “necessaria al gesto letterario”.

Simona Baldelli è Autrice di vari libri; i più recenti: “L’ultimo spartito di Rossini” (2018), “Vicolo dell’immaginario” (2019) e “Fiaba di Natale. Il sorprendente viaggio dell’Uomo dell’aria” (2020).

M.D.

 

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