ALLA FACCIA DELLE PROMESSE ELETTORALI BORGONZONI LASCIA BOLOGNA E PREFERISCE IL SENATO

 

 A scuola ci hanno insegnato una formuletta – c.v.d. – con la quale si indicava che il problema era stato risolto come, appunto, volevasi dimostrare. E, come volevasi dimostrare, la senatrice Lucia Borgonzoni, trombata come Presidente della Regione Emilia Romagna, si rimangia le tante promesse elettorali fatte da Salvini per interposta persona (appunto la Borgonzoni) e torna a sedersi sullo scranno di Palazzo Madama.

Precedenti del genere in passato ce ne sono stati ma, vista la valenza nazionale data dalla Lega al test locale del 26 gennaio, chi l’ha votata si sarebbe atteso, anche in questo campo, una inversione di marcia. Ma così non è stato. Come non è stato con Salvini che sul “caso Diciotti” sbandierò ai quattro venti la richiesta dei giudici al Senato di autorizzarne il processo ma poi si rifugiò nell’immunità parlamentare minacciando gli alleati di governo di aprire una crisi se non lo avessero coperto. E, come per Berlusconi, torna a denunciare un complotto giudiziario contro di lui.

Anche in questo caso ci si sarebbe atteso un comportamento diverso da chi predica il cambiamento, invoca la “nuova” politica e  poi si “rintana” nelle vecchie liturgie politiche. Vero è che della Borgonzoni in Regione nessuno sentirà la mancanza, come nessuno si è accorto di Lei prima che, alzatasi dal suo scranno aprì la giacchetta del suo tailleur per mostrare una maglietta bianca con la scritta “Parliamo di Bibbiano”. Ecco, senatrice Borgonzoni, se tornerà al Senato come tutto lascia credere, potrebbe indossare un’altra maglietta con su scritto “Parliamo di come si tradisce l’elettorato”. Auguri

PdA

 

 A scuola ci hanno insegnato una formuletta – c.v.d. – con la quale si indicava che il problema era stato risolto come, appunto, volevasi dimostrare. E, come volevasi dimostrare, la senatrice Lucia Borgonzoni, trombata come Presidente della Regione Emilia Romagna, si rimangia le tante promesse elettorali fatte da Salvini per interposta persona (appunto la Borgonzoni) e torna a sedersi sullo scranno di Palazzo Madama.

Precedenti del genere in passato ce ne sono stati ma, vista la valenza nazionale data dalla Lega al test locale del 26 gennaio, chi l’ha votata si sarebbe atteso, anche in questo campo, una inversione di marcia. Ma così non è stato. Come non è stato con Salvini che sul “caso Diciotti” sbandierò ai quattro venti la richiesta dei giudici al Senato di autorizzarne il processo ma poi si rifugiò nell’immunità parlamentare minacciando gli alleati di governo di aprire una crisi se non lo avessero coperto. E, come per Berlusconi, torna a denunciare un complotto giudiziario contro di lui.

Anche in questo caso ci si sarebbe atteso un comportamento diverso da chi predica il cambiamento, invoca la “nuova” politica e  poi si “rintana” nelle vecchie liturgie politiche. Vero è che della Borgonzoni in Regione nessuno sentirà la mancanza, come nessuno si è accorto di Lei prima che, alzatasi dal suo scranno aprì la giacchetta del suo tailleur per mostrare una maglietta bianca con la scritta “Parliamo di Bibbiano”. Ecco, senatrice Borgonzoni, se tornerà al Senato come tutto lascia credere, potrebbe indossare un’altra maglietta con su scritto “Parliamo di come si tradisce l’elettorato”. Auguri

PdA

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