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“Allah Akbar” a Parigi: uccide un turista a coltellate e ne ferisce due a martellate. Era nella lista delle persone pericolose, voleva morire da martire, era già stato arrestato nel 2018

di Angelo Vitolo -


Ha gridato “Allah Akbar” uccidendo una persona e ferendone un’altra. L’assalitore, ha detto il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, è stato arrestato. Il fatto è avvenuto nei pressi del Quai de Grenelle, nl 15esimo arrondissement. La vittima dell’aggressione è un turista con doppia nazionalità tedesca e filippina, ed è stata trovata in arresto cardiorespiratorio sul ponte Bir-Hakeim, poco prima delle 22.00 di sabato. L’arresto cardiocircolatorio e la morte, a causa delle ferite ricevute alla testa, alla schiena e alle spalle.

Altre due vittime, turisti inglesi, sono stati feriti dallo stesso aggressore alla testa con un martello in Avenue du Président de l’Avenue Kennedy mentre passeggiavano, raggiunti alle spalle dall’uomo poi arrestato. Anche nelle fasi del fermo l’uomo ha brandito il martello contro gli agenti continuando a gridare “Allah Akbar”. Per immobilizzarlo, gli agenti lo hanno colpito per due volte con le scariche dei taser dopo averlo raggiunto in Avenue du Parc de Passy.

Dopo aver annunciato l’arresto dell’aggressore sui social network, il ministro dell’Interno ha annunciato che si sarebbe recato immediatamente sul posto.

L’arrestato è stato identificato per un uomo nato in Francia ed è di nazionalità francese pur essendo di origine iraniana. Si chiama Armand R., ha 26 anni, ed era stato inserito nella lista S, quella che registra tutte le persone considerate pericolose dalla Francia per la sicurezza dello Stato, anche residenti fuori del territorio nazionale. Dopo il fermo, avrebbe detto alla polizia che non sopportava che “gli arabi venissero uccisi in tutto il mondo” e che voleva morire da martire. Secondo le prime informazioni, pare che soffrisse di problemi psichici.

La lista della “fiche S” è una delle 21 categorie create dal governo francese nel 1969. Le Monde, già nel 2016, scriveva che la lista comprendesse 20mila individui, 2mila dei quali legati all’islamismo radicale. Una registrazione che non prevede abitualmente misure o azioni di polizia rivolte ai loro iscritti, ma che serve principalmente per favorirne le ricerche e il rintraccio.

La procura nazionale antiterrorismo francese sta indagando sull’attacco mortale, cominciato dopo le 21 tra il molo di Grenelle e Bir-Hakeim al grido “Allah Akbar”. L’uomo ha attaccato prima il turista tedesco. È poi fuggito attraversando il ponte Bir-Hakeim. del 7° arrondissement e ha aggredito le altre due persone. Quando quattro agenti di polizia sono scesi dal loro veicolo per arrestare il sospettato, quest’ultimo “teneva le mani nel cappotto dicendo di avere addosso dell’esplosivo”. È fuggito di nuovo prima di essere arrestato. Di fronte alle minacce “violente” del sospettato, uno degli agenti ha usato “due volte” il suo taser, ha spiegato il ministro degli Interni.

Islamico radicalizzato, l’attentatore era già stato arrestato nel luglio 2018 per un’azione violenta, poi condannato a cinque anni di carcere, di cui un anno con la sospensione. Era in cura psichiatrica, secondo il ministro Darmanin. È stato messo in custodia di polizia per omicidio e tentato omicidio e l’ufficio del procuratore nazionale antiterrorismo ha preso in carico il caso.









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