Allarme suicidi nelle carceri e tra i giovani

In Italia, dall’inizio dell’anno, c’è stato un suicidio ogni sedici ore. Tra le categorie più a rischio ci sono i poliziotti, subito dopo i detenuti. Ma in pericolo ci sono anche i ragazzi, dal momento che il suicidio rappresenta la quinta causa di morte per la fascia d’età tra i dieci e i diciannove anni.
I dati di Brain Research Fondazione raccontano che dal primo gennaio al 31 agosto scorso, si sono registrati ben 351 suicidi a cui vanno affiancati altri 391 episodi di tentato suicidio. Il picco si è avuto a maggio, con 66 morti mentre a febbraio si è registrato il minor numero di suicidi, 25.
Non si apprezza un divario netto tra le diverse aree geografiche del Paese. Al Nord, infatti, i suicidi sono stati 133 mentre al Sud se ne sono verificati 131, appena un paio in meno. Al Centro, invece, hanno scelto di togliersi la vita 87 persone.
Le forze dell’ordine piangono il maggior numero di morti: più di quaranta deceduti. Seguono, immediatamente, i detenuti tra cui si sono avuti più di trenta suicidi. Il tema centrale, dunque, diventa quello che da mesi agita il dibattito pubblico in Italia: quello delle carceri. Nei giorni scorsi anche Papa Francesco aveva fatto sentire la sua voce sulla situazione nelle carceri. “Nelle carceri sono tante le persone che si tolgono la vita, a volte anche giovani. L’amore di una madre può preservare da questo pericolo. La Madonna consoli tutte le madri afflitte per la sofferenza dei figli”. Il capo del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi, ha riferito al Corriere della Sera che in un anno sono stati sventati 1.078 suicidi, grazie alla polizia: 59 episodi si sono verificati dall’inizio del 2022. Ma quello delle carceri è solo uno dei fronti aperti sul tema della prevenzione del suicidio. Negli ultimi tempi, come ha denunciato la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanza e dell’adolescenza ha riferito che, nel periodo della pandemia tra il 2020 e il 2021 “l`autolesionismo e i comportamenti suicidari sono purtroppo numerosi negli adolescenti, e richiedono interventi tempestivi per raccogliere la richiesta di aiuto sottostante”. E dunque il presidente Sinpia Elisa Fazzi ha aggiunto: “Non c`è dubbio che la pandemia da Covid-19 abbia rappresentato e rappresenti un`emergenza per la salute mentale dei ragazzi, con il rischio di conseguenze anche a lungo termine se non vengono messi in atto gli interventi appropriati”. Il presidente del consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi David Lazzari ha riferito, in occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che si celebra oggi, che “senza voler fare allarmismi è giusto ricordare che ogni anno in Italia si registrano circa 4mila morti per suicidio. Con una incidenza particolarmente grave tra i giovani: il suicidio è la quinta causa di morte tra gli adolescenti dai 10 ai 19 anni. Solo con una grande e organica strategia è possibile affrontare questo dramma, sempre più presente e addirittura tra i giovanissimi”.

In Italia, dall’inizio dell’anno, c’è stato un suicidio ogni sedici ore. Tra le categorie più a rischio ci sono i poliziotti, subito dopo i detenuti. Ma in pericolo ci sono anche i ragazzi, dal momento che il suicidio rappresenta la quinta causa di morte per la fascia d’età tra i dieci e i diciannove anni.
I dati di Brain Research Fondazione raccontano che dal primo gennaio al 31 agosto scorso, si sono registrati ben 351 suicidi a cui vanno affiancati altri 391 episodi di tentato suicidio. Il picco si è avuto a maggio, con 66 morti mentre a febbraio si è registrato il minor numero di suicidi, 25.
Non si apprezza un divario netto tra le diverse aree geografiche del Paese. Al Nord, infatti, i suicidi sono stati 133 mentre al Sud se ne sono verificati 131, appena un paio in meno. Al Centro, invece, hanno scelto di togliersi la vita 87 persone.
Le forze dell’ordine piangono il maggior numero di morti: più di quaranta deceduti. Seguono, immediatamente, i detenuti tra cui si sono avuti più di trenta suicidi. Il tema centrale, dunque, diventa quello che da mesi agita il dibattito pubblico in Italia: quello delle carceri. Nei giorni scorsi anche Papa Francesco aveva fatto sentire la sua voce sulla situazione nelle carceri. “Nelle carceri sono tante le persone che si tolgono la vita, a volte anche giovani. L’amore di una madre può preservare da questo pericolo. La Madonna consoli tutte le madri afflitte per la sofferenza dei figli”. Il capo del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi, ha riferito al Corriere della Sera che in un anno sono stati sventati 1.078 suicidi, grazie alla polizia: 59 episodi si sono verificati dall’inizio del 2022. Ma quello delle carceri è solo uno dei fronti aperti sul tema della prevenzione del suicidio. Negli ultimi tempi, come ha denunciato la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanza e dell’adolescenza ha riferito che, nel periodo della pandemia tra il 2020 e il 2021 “l`autolesionismo e i comportamenti suicidari sono purtroppo numerosi negli adolescenti, e richiedono interventi tempestivi per raccogliere la richiesta di aiuto sottostante”. E dunque il presidente Sinpia Elisa Fazzi ha aggiunto: “Non c`è dubbio che la pandemia da Covid-19 abbia rappresentato e rappresenti un`emergenza per la salute mentale dei ragazzi, con il rischio di conseguenze anche a lungo termine se non vengono messi in atto gli interventi appropriati”. Il presidente del consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi David Lazzari ha riferito, in occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che si celebra oggi, che “senza voler fare allarmismi è giusto ricordare che ogni anno in Italia si registrano circa 4mila morti per suicidio. Con una incidenza particolarmente grave tra i giovani: il suicidio è la quinta causa di morte tra gli adolescenti dai 10 ai 19 anni. Solo con una grande e organica strategia è possibile affrontare questo dramma, sempre più presente e addirittura tra i giovanissimi”.

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