Alle radici della nascita dell’ideologia Woke

In un periodo in cui, sotto vari aspetti e in innumerevoli circostanze, si parla molto della condizione di minoranze di vario tipo, acquistano particolare importanza gli approfondimenti che chiariscono, anche dal punto di vista terminologico, gli argomenti in questione.
Tra essi va sicuramente segnalato Woke, il recentissimo saggio di Francesco Erario pubblicato da Idrovolante edizioni (maggio 2022, € 17). Si tratta di un volume che, nelle sue duecento pagine, propone un percorso tra i concetti legati allo scenario di discussione indicato: tra essi, solo per citarne alcuni, woke, Social Justice movement, cancel culture, politicamente corretto. E ancora: razzismo sistemico, privilegio bianco, ignoranza bianca, decostruzione dell’identità nazionale, intersezionalità della lotta, problematizzazione del passato coloniale, queerizzazione delle frontiere geografiche e dei corpi, ingiustizia e violenza epistemiche, decostruzione dei valori del liberalismo e del razionalismo.
Come spiegato dettagliatamente nella quarta di copertina “per comprendere appieno la portata politica e sociale delle idee a cui queste locuzioni rimandano è necessario, oggi più che mai, indagarne origini e sviluppo”.
Ecco perché Erario parte appunto dall’analisi storica per poi procedere “nell’approfondimento delle teorie che animano questa nuova formula radicale di studi e attivismo politico, auto propostasi come ortodossia di una corrente di pensiero progressista volta alla lotta contro ingiustizie e diseguaglianze sociali”. La woke (o Social Justice) appunto, che tende ad “una rivoluzione vera e propria” finalizzata, come già sottolineato, alla “decostruzione del mondo” occidentale “per come oggi lo si intende”, ridotto dalla ideologia woke “al mero dominio di patriarcato, sessismo, omotransfobia e abilismo nascosti dietro la strumentale imposizione del liberalismo, del razionalismo, dell’universalismo e del metodo scientifico”. Circostanze queste che, nel pieno del loro manifestarsi, rischiano “di travolgere l’intero mondo occidentale”.

  • Francesco Erario, classe 1985, si occupa di marketing e sviluppo commerciale in Italia da più di 10 anni. Appassionato di mass media, social media e di politica, effettua ricerche e studi sulle interazioni tra queste dimensioni e sugli effetti che producono sulla società e sui nuovi fenomeni culturali e subculturali, principalmente italiani ed occidentali.

In un periodo in cui, sotto vari aspetti e in innumerevoli circostanze, si parla molto della condizione di minoranze di vario tipo, acquistano particolare importanza gli approfondimenti che chiariscono, anche dal punto di vista terminologico, gli argomenti in questione.
Tra essi va sicuramente segnalato Woke, il recentissimo saggio di Francesco Erario pubblicato da Idrovolante edizioni (maggio 2022, € 17). Si tratta di un volume che, nelle sue duecento pagine, propone un percorso tra i concetti legati allo scenario di discussione indicato: tra essi, solo per citarne alcuni, woke, Social Justice movement, cancel culture, politicamente corretto. E ancora: razzismo sistemico, privilegio bianco, ignoranza bianca, decostruzione dell’identità nazionale, intersezionalità della lotta, problematizzazione del passato coloniale, queerizzazione delle frontiere geografiche e dei corpi, ingiustizia e violenza epistemiche, decostruzione dei valori del liberalismo e del razionalismo.
Come spiegato dettagliatamente nella quarta di copertina “per comprendere appieno la portata politica e sociale delle idee a cui queste locuzioni rimandano è necessario, oggi più che mai, indagarne origini e sviluppo”.
Ecco perché Erario parte appunto dall’analisi storica per poi procedere “nell’approfondimento delle teorie che animano questa nuova formula radicale di studi e attivismo politico, auto propostasi come ortodossia di una corrente di pensiero progressista volta alla lotta contro ingiustizie e diseguaglianze sociali”. La woke (o Social Justice) appunto, che tende ad “una rivoluzione vera e propria” finalizzata, come già sottolineato, alla “decostruzione del mondo” occidentale “per come oggi lo si intende”, ridotto dalla ideologia woke “al mero dominio di patriarcato, sessismo, omotransfobia e abilismo nascosti dietro la strumentale imposizione del liberalismo, del razionalismo, dell’universalismo e del metodo scientifico”. Circostanze queste che, nel pieno del loro manifestarsi, rischiano “di travolgere l’intero mondo occidentale”.

  • Francesco Erario, classe 1985, si occupa di marketing e sviluppo commerciale in Italia da più di 10 anni. Appassionato di mass media, social media e di politica, effettua ricerche e studi sulle interazioni tra queste dimensioni e sugli effetti che producono sulla società e sui nuovi fenomeni culturali e subculturali, principalmente italiani ed occidentali.
Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli