AMATO: DURANTE UNA CRISI CAPO DI STATO HA PIÙ POTERI

“Nei momenti di crisi il Capo dello Stato diventa il custode della Costituzione e del sistema e può andare al di là dei poteri che ha normalmente a tutela del sistema quando gli altri organi non sono più in grado di farlo”.
Questo il pensiero del presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, che durante il suo discorso alla presentazione del libro su ‘Il settennato presidenziale. Percorsi transnazionali e Italia repubblicana’ ha condiviso la lettura secondo la quale “i poteri residui del Capo dello Stato non sono espressione di una politicità più alta e diversa rispetto alla politica ma espressione della garanzia costituzionale, perché non è un organo politico”.

Amato ha poi continuato: “Rivedo questo negli atteggiamenti di Ciampi che davanti a un governo voglioso di risponde all’appello di Bush e Aznar di concorrere all’operazione militare in Iraq convoca il Consiglio Supremo di Difesa, fa constatare che si tratta di un’operazione aggressiva nei confronti di un altro Stato e quindi che intervenire con mezzi militari poneva un problema e di conseguenza l’Italia si limita a mandare un ospedale, a tutela del quale c’era l’accompagnamento dei militari”.

“Nei momenti di crisi il Capo dello Stato diventa il custode della Costituzione e del sistema e può andare al di là dei poteri che ha normalmente a tutela del sistema quando gli altri organi non sono più in grado di farlo”.
Questo il pensiero del presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, che durante il suo discorso alla presentazione del libro su ‘Il settennato presidenziale. Percorsi transnazionali e Italia repubblicana’ ha condiviso la lettura secondo la quale “i poteri residui del Capo dello Stato non sono espressione di una politicità più alta e diversa rispetto alla politica ma espressione della garanzia costituzionale, perché non è un organo politico”.

Amato ha poi continuato: “Rivedo questo negli atteggiamenti di Ciampi che davanti a un governo voglioso di risponde all’appello di Bush e Aznar di concorrere all’operazione militare in Iraq convoca il Consiglio Supremo di Difesa, fa constatare che si tratta di un’operazione aggressiva nei confronti di un altro Stato e quindi che intervenire con mezzi militari poneva un problema e di conseguenza l’Italia si limita a mandare un ospedale, a tutela del quale c’era l’accompagnamento dei militari”.

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