Amnesty lotta contro i crimini di guerra in Ucraina

Anche Amnesty International è impegnata nella guerra in Ucraina a difesa dei diritti violati e delle vite strappate. L’impegno di Amnesty continua incessante e molti efferati crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani trovano conferma grazie al lavoro del Crisis Response Programme, messo su dalla Ong. 

Bombardamenti indiscriminati, armi vietate, distruzioni massicce di strutture civili e di ampie aree residenziali da parte delle forze armate russe hanno causato la morte di centinaia di vittime innocenti a Kharkiv, Mariupol, nell’Oblast di Kiev e a Serhiivka, così come in altre parti dell’Ucraina: è questo lo scenario drammatico indagato e denunciato da Amnesty International fin dall’inizio dell’aggressione russa. A conferma dei sospetti, i ricercatori del Crisis Response Programme di Amnesty International – il programma che l’Organizzazione attiva in risposta alle situazioni di emergenza – sono rimasti a lungo sui luoghi degli attacchi per raccogliere e analizzare prove materiali, in particolare i residui di munizioni che sono stati poi valutati da esperti di armi. Le missioni sul campo hanno permesso di raccogliere numerose testimonianze dirette di sopravvissuti agli attacchi e di rinvenire prove concrete del ripetuto uso di armi proibite dalle convenzioni internazionali per i loro effetti incontrollabili, come bombe a grappolo 9N210/9N235 e mine a frammentazione. Sono stati inoltre trovati resti di razzi Uragan e sono stati accertati attacchi effettuati con mine terrestri e altre armi esplosive, tra cui i razzi Grad. Dall’inizio del conflitto, Amnesty International è impegnata in Ucraina al fine di favorire la giustizia internazionale e chiede che i processi giudiziari per i crimini di guerra commessi nel paese siano il più completi possibile, garantendo che tutti i responsabili siano assicurati alla giustizia attraverso procedimenti indipendenti, imparziali ed equi per tutti i crimini previsti dal diritto internazionale. “Sin dall’inizio della guerra, la popolazione ucraina ha subìto attacchi incessanti che hanno ucciso centinaia di civili e ferito un numero ancora maggiore di persone. Abbiamo documentato bombardamenti indiscriminati con armi vietate come le bombe a grappolo e con armi imprecise, come i razzi privi di guida, dagli effetti incontrollabili. Uno scenario terribile, che conferma ancora una volta che non c’è mai una ‘guerra pulita’, in cui i civili vengano risparmiati – denuncia Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia – Nel caso dell’Ucraina, il fatto che le forze russe abbiano ripetutamente usato armi vietate dal diritto internazionale, generando morte e distruzioni su scala massiccia, ci dice ancora quanto profondo sia il loro disprezzo per le vite umane. Per permettere ad Amnesty International di continuare a denunciare crimini di guerra come quelli consumati in Ucraina e difendere i diritti umani in tutto il mondo, è necessario il sostegno di tutte e tutti, anche nella prospettiva di quando non ci saremo più. Un lascito testamentario è un atto di generosità alla portata di tutti, capace di fare la differenza per chi vede ogni giorno calpestati i propri diritti e la propria dignità”.
Per sostenere le attività di Amnesty, visita il sito: https://www.amnesty.it/

Anche Amnesty International è impegnata nella guerra in Ucraina a difesa dei diritti violati e delle vite strappate. L’impegno di Amnesty continua incessante e molti efferati crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani trovano conferma grazie al lavoro del Crisis Response Programme, messo su dalla Ong. 

Bombardamenti indiscriminati, armi vietate, distruzioni massicce di strutture civili e di ampie aree residenziali da parte delle forze armate russe hanno causato la morte di centinaia di vittime innocenti a Kharkiv, Mariupol, nell’Oblast di Kiev e a Serhiivka, così come in altre parti dell’Ucraina: è questo lo scenario drammatico indagato e denunciato da Amnesty International fin dall’inizio dell’aggressione russa. A conferma dei sospetti, i ricercatori del Crisis Response Programme di Amnesty International – il programma che l’Organizzazione attiva in risposta alle situazioni di emergenza – sono rimasti a lungo sui luoghi degli attacchi per raccogliere e analizzare prove materiali, in particolare i residui di munizioni che sono stati poi valutati da esperti di armi. Le missioni sul campo hanno permesso di raccogliere numerose testimonianze dirette di sopravvissuti agli attacchi e di rinvenire prove concrete del ripetuto uso di armi proibite dalle convenzioni internazionali per i loro effetti incontrollabili, come bombe a grappolo 9N210/9N235 e mine a frammentazione. Sono stati inoltre trovati resti di razzi Uragan e sono stati accertati attacchi effettuati con mine terrestri e altre armi esplosive, tra cui i razzi Grad. Dall’inizio del conflitto, Amnesty International è impegnata in Ucraina al fine di favorire la giustizia internazionale e chiede che i processi giudiziari per i crimini di guerra commessi nel paese siano il più completi possibile, garantendo che tutti i responsabili siano assicurati alla giustizia attraverso procedimenti indipendenti, imparziali ed equi per tutti i crimini previsti dal diritto internazionale. “Sin dall’inizio della guerra, la popolazione ucraina ha subìto attacchi incessanti che hanno ucciso centinaia di civili e ferito un numero ancora maggiore di persone. Abbiamo documentato bombardamenti indiscriminati con armi vietate come le bombe a grappolo e con armi imprecise, come i razzi privi di guida, dagli effetti incontrollabili. Uno scenario terribile, che conferma ancora una volta che non c’è mai una ‘guerra pulita’, in cui i civili vengano risparmiati – denuncia Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia – Nel caso dell’Ucraina, il fatto che le forze russe abbiano ripetutamente usato armi vietate dal diritto internazionale, generando morte e distruzioni su scala massiccia, ci dice ancora quanto profondo sia il loro disprezzo per le vite umane. Per permettere ad Amnesty International di continuare a denunciare crimini di guerra come quelli consumati in Ucraina e difendere i diritti umani in tutto il mondo, è necessario il sostegno di tutte e tutti, anche nella prospettiva di quando non ci saremo più. Un lascito testamentario è un atto di generosità alla portata di tutti, capace di fare la differenza per chi vede ogni giorno calpestati i propri diritti e la propria dignità”.
Per sostenere le attività di Amnesty, visita il sito: https://www.amnesty.it/

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