Ancora l’Ebola in Congo: l’UNICEF al lavoro in Africa

Un nuovo caso di Ebola in Congo: nella parte orientale della Repubblica Democratica africana i team dell’UNICEF stanno lavorando per fornire supporto alle comunità colpite. All’inizio di questa settimana, il governo della Repubblica Democratica del Congo e le autorità sanitarie congolesi hanno confermato che una donna di 46 anni è morta di Ebola il 15 agosto 2022 nella città orientale di Beni, nell’ospedale in cui era stata ricoverata il 23 luglio. Il sequenziamento ha confermato che la sua morte è legata alla ricomparsa del ceppo Zaire di Ebola (collegato alla decima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo nel 2018) e non a un nuovo ceppo del virus.
La Repubblica Democratica del Congo ha registrato 15 focolai di Ebola dal 1976, sei dei quali si sono verificati dal 2018. L’ultimo focolaio prima del caso di Beni (il quattordicesimo) è stato dichiarato a Mbandaka, nella provincia di Equateur, lo scorso anno.

I team di primo soccorso dell’UNICEF stanno sostenendo il coordinamento di zona, la mobilitazione delle comunità, il controllo dei contagi e le attività di decontaminazione per mantenere al sicuro i bambini e le famiglie. Grazie al preposizionamento di attrezzature per il controllo e la prevenzione dei contagi a Beni, le attività di decontaminazione sono potute iniziare subito dopo questa notizia.

È stato inoltre dispiegato altro personale per sostenere la fornitura di servizi nutrizionali e psicosociali alle famiglie e ai bambini colpiti dall’epidemia.

“I team dell’UNICEF sono sul campo e vi rimarranno nell’ambito del nostro impegno a sostenere le autorità negli sforzi per contenere questa nuova epidemia di Ebola e limitarne l’impatto sui bambini”, ha dichiarato Grant Leaity, Rappresentante dell’UNICEF nella Repubblica Democratica del Congo.

L’UNICEF ha anche sostenuto le autorità sanitarie nella decontaminazione dell’ospedale di Beni e ha distribuito kit contenenti dispositivi personali per proteggere le famiglie e i bambini dall’Ebola. Nell’ambito della risposta, l’UNICEF sta trasportando altri materiali, tra cui materassi, acqua clorata e materiale per l’igiene. Attraverso la sua vasta rete di cellule d’azione comunitaria, l’UNICEF è stato in prima linea negli sforzi messi in atto per monitorare, tracciare e analizzare i recenti focolai di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

Un nuovo caso di Ebola in Congo: nella parte orientale della Repubblica Democratica africana i team dell’UNICEF stanno lavorando per fornire supporto alle comunità colpite. All’inizio di questa settimana, il governo della Repubblica Democratica del Congo e le autorità sanitarie congolesi hanno confermato che una donna di 46 anni è morta di Ebola il 15 agosto 2022 nella città orientale di Beni, nell’ospedale in cui era stata ricoverata il 23 luglio. Il sequenziamento ha confermato che la sua morte è legata alla ricomparsa del ceppo Zaire di Ebola (collegato alla decima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo nel 2018) e non a un nuovo ceppo del virus.
La Repubblica Democratica del Congo ha registrato 15 focolai di Ebola dal 1976, sei dei quali si sono verificati dal 2018. L’ultimo focolaio prima del caso di Beni (il quattordicesimo) è stato dichiarato a Mbandaka, nella provincia di Equateur, lo scorso anno.

I team di primo soccorso dell’UNICEF stanno sostenendo il coordinamento di zona, la mobilitazione delle comunità, il controllo dei contagi e le attività di decontaminazione per mantenere al sicuro i bambini e le famiglie. Grazie al preposizionamento di attrezzature per il controllo e la prevenzione dei contagi a Beni, le attività di decontaminazione sono potute iniziare subito dopo questa notizia.

È stato inoltre dispiegato altro personale per sostenere la fornitura di servizi nutrizionali e psicosociali alle famiglie e ai bambini colpiti dall’epidemia.

“I team dell’UNICEF sono sul campo e vi rimarranno nell’ambito del nostro impegno a sostenere le autorità negli sforzi per contenere questa nuova epidemia di Ebola e limitarne l’impatto sui bambini”, ha dichiarato Grant Leaity, Rappresentante dell’UNICEF nella Repubblica Democratica del Congo.

L’UNICEF ha anche sostenuto le autorità sanitarie nella decontaminazione dell’ospedale di Beni e ha distribuito kit contenenti dispositivi personali per proteggere le famiglie e i bambini dall’Ebola. Nell’ambito della risposta, l’UNICEF sta trasportando altri materiali, tra cui materassi, acqua clorata e materiale per l’igiene. Attraverso la sua vasta rete di cellule d’azione comunitaria, l’UNICEF è stato in prima linea negli sforzi messi in atto per monitorare, tracciare e analizzare i recenti focolai di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

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