Anthony Albanese, primo presidente dell’Australia di origini italiane ed eroe della working class

Acceso militante labour già da studente, Albanese si è attestato nel tempo su posizioni più moderate. Figlio unico di Maryanne, mamma single che viveva con una pensione di invalidità in una casa popolare, il nuovo premier è il protagonista di una storia from rags to riches che piace molto nei Paesi anglosassoni: “Voglio che ogni genitore possa dire a suo figlio, indipendentemente da dove vive o da dove viene, che in Australia le porte sono aperte a tutti”, ha dichiarato sabato, nel suo discorso post vittoria tenuto nel comitato elettorale labour di Sydney. Il nuovo capo di governo è un veterano del parlamento australiano: ne fa parte da ben 26 anni e ha guidato con successo il partito laburista durante nove anni di opposizione. Con la sua vittoria la sinistra va al governo per la quarta volta nella storia dell’Australia. Il nuovo premier si è guadagnato nel tempo la credibilità di uomo simbolo della working class: soprannominato Albo dai suoi fan, ama il rugby, la birra e la musica rock. “Sono cresciuto con tre grandi fedi: la Chiesa cattolica, il partito laburista e il South Sydney Football Club”, ha dichiarato il nuovo primo ministro. Non solo, Albanese è stato anche una figura di spicco nel circuito dei pub e dei concerti. Noto come Dj Albo, in passato amava proporre dj set a base di Nirvana, New Order e Taylor Swift. É anche un acceso sostenitore della causa LGBTQ +, che ha portato avanti marciando insieme agli attivisti arcobaleno nelle parate del Mardi Gras di Sydney e appoggiando una campagna per la parità di diritti per le coppie omosessuali. Ma la peculiarità di Albo risiede soprattutto nel fatto di essere il primo premier australiano di origini italiane in un Paese in cui i cittadini originari del Bel Paese rappresentano il quarto gruppo etnico subito dopo inglesi, scozzesi e irlandesi. Il neopremier, tuttavia, ha avuto col padre (originario di Barletta), un rapporto pressoché inesistente. Carlo Albanese ha conosciuto Anthony solo nel 2014, poco prima della sua morte: l’uomo aveva abbandonato lui e la madre poco dopo la sua nascita. Per evitare lo scandalo, poiché la famiglia materna era molto cattolica, fu messa in giro la notizia che fosse morto in un incidente. Soltanto quando aveva 14 anni Albo seppe la verità dalla madre. Il padre era steward su una nave da crociera quando conobbe Maryanne la quale, dopo l’incontro, tornò a Sidney single e incinta di quattro mesi. Una storia commovente che ha avuto il suo peso in campagna elettorale: “Siamo ancora il partito in cui il figlio di una madre single delle case popolari può diventare primo ministro – ha dichiarato ieri Wayne Swan, presidente nazionale del partito laburista, – E per questo motivo siamo ancora un Paese in cui i lavoratori possono vedere realizzati i loro sogni. Proprio come è successo ad Anthony”.

Acceso militante labour già da studente, Albanese si è attestato nel tempo su posizioni più moderate. Figlio unico di Maryanne, mamma single che viveva con una pensione di invalidità in una casa popolare, il nuovo premier è il protagonista di una storia from rags to riches che piace molto nei Paesi anglosassoni: “Voglio che ogni genitore possa dire a suo figlio, indipendentemente da dove vive o da dove viene, che in Australia le porte sono aperte a tutti”, ha dichiarato sabato, nel suo discorso post vittoria tenuto nel comitato elettorale labour di Sydney. Il nuovo capo di governo è un veterano del parlamento australiano: ne fa parte da ben 26 anni e ha guidato con successo il partito laburista durante nove anni di opposizione. Con la sua vittoria la sinistra va al governo per la quarta volta nella storia dell’Australia. Il nuovo premier si è guadagnato nel tempo la credibilità di uomo simbolo della working class: soprannominato Albo dai suoi fan, ama il rugby, la birra e la musica rock. “Sono cresciuto con tre grandi fedi: la Chiesa cattolica, il partito laburista e il South Sydney Football Club”, ha dichiarato il nuovo primo ministro. Non solo, Albanese è stato anche una figura di spicco nel circuito dei pub e dei concerti. Noto come Dj Albo, in passato amava proporre dj set a base di Nirvana, New Order e Taylor Swift. É anche un acceso sostenitore della causa LGBTQ +, che ha portato avanti marciando insieme agli attivisti arcobaleno nelle parate del Mardi Gras di Sydney e appoggiando una campagna per la parità di diritti per le coppie omosessuali. Ma la peculiarità di Albo risiede soprattutto nel fatto di essere il primo premier australiano di origini italiane in un Paese in cui i cittadini originari del Bel Paese rappresentano il quarto gruppo etnico subito dopo inglesi, scozzesi e irlandesi. Il neopremier, tuttavia, ha avuto col padre (originario di Barletta), un rapporto pressoché inesistente. Carlo Albanese ha conosciuto Anthony solo nel 2014, poco prima della sua morte: l’uomo aveva abbandonato lui e la madre poco dopo la sua nascita. Per evitare lo scandalo, poiché la famiglia materna era molto cattolica, fu messa in giro la notizia che fosse morto in un incidente. Soltanto quando aveva 14 anni Albo seppe la verità dalla madre. Il padre era steward su una nave da crociera quando conobbe Maryanne la quale, dopo l’incontro, tornò a Sidney single e incinta di quattro mesi. Una storia commovente che ha avuto il suo peso in campagna elettorale: “Siamo ancora il partito in cui il figlio di una madre single delle case popolari può diventare primo ministro – ha dichiarato ieri Wayne Swan, presidente nazionale del partito laburista, – E per questo motivo siamo ancora un Paese in cui i lavoratori possono vedere realizzati i loro sogni. Proprio come è successo ad Anthony”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli