Archeologi: nuovo Governo continui nelle politiche di riforma

Lo afferma in una nota Alessandro Garrisi, presidente dell’Ana (associazione nazionale archeologi), ha quest’oggi reso noto tramite un comunicato che: “Raccogliere il testimone lasciato da un ministro di lunga durata come Dario Franceschini è sicuramente una sfida per il ministro Sangiuliano. Auspichiamo che il nuovo governo prosegua, senza cedere alla tentazione di pericolose restaurazioni, nelle politiche di riforma del settore dei beni culturali, operando i necessari correttivi dove le precedenti riforme avevano fallito nel rendere il ministero e i suoi organi periferici sempre più efficaci nelle loro funzioni di tutela del nostro patrimonio archeologico. Il nostro impegno, come associazione di categoria, è quello di rendere quella dell`archeologo una professione sempre più al servizio dello sviluppo del Paese: non un impedimento alla realizzazione delle necessarie infrastrutture ed opere pubbliche, ma un accompagnamento affinché la loro realizzazione avvenga non solo speditamente, ma anche in piena coerenza col mandato costituzionale di tutela e valorizzazione del nostro ingente patrimonio culturale. Una sfida che i nostri archeologi, adeguatamente formati nelle università e aggiornati professionalmente nell`associazione di categoria, sono in grado di raccogliere e mettere al servizio dello sviluppo del Paese”.

Garrisi ha poi continuato: “come prima associazione di categoria degli archeologi italiani, da anni siamo impegnati, attraverso un fitto dialogo con le istituzioni ad ogni livello, a costruire un settore professionale dell`archeologia moderno, socialmente ed economicamente sostenibile, nel quale siano garantite piena integrazione e tutele a tutti i professionisti di settore, a prescindere dall`ambito nel quale viene svolta la professione”. Inoltre “con pieno spirito di collaborazione, che negli anni mai è mancato sulle dirimenti questioni che hanno vista attiva l`azione del ministero, l`Ana è a disposizione per costruire un fruttuoso confronto con il ministero della cultura nell`interesse di tutta la nazione”.

Lo afferma in una nota Alessandro Garrisi, presidente dell’Ana (associazione nazionale archeologi), ha quest’oggi reso noto tramite un comunicato che: “Raccogliere il testimone lasciato da un ministro di lunga durata come Dario Franceschini è sicuramente una sfida per il ministro Sangiuliano. Auspichiamo che il nuovo governo prosegua, senza cedere alla tentazione di pericolose restaurazioni, nelle politiche di riforma del settore dei beni culturali, operando i necessari correttivi dove le precedenti riforme avevano fallito nel rendere il ministero e i suoi organi periferici sempre più efficaci nelle loro funzioni di tutela del nostro patrimonio archeologico. Il nostro impegno, come associazione di categoria, è quello di rendere quella dell`archeologo una professione sempre più al servizio dello sviluppo del Paese: non un impedimento alla realizzazione delle necessarie infrastrutture ed opere pubbliche, ma un accompagnamento affinché la loro realizzazione avvenga non solo speditamente, ma anche in piena coerenza col mandato costituzionale di tutela e valorizzazione del nostro ingente patrimonio culturale. Una sfida che i nostri archeologi, adeguatamente formati nelle università e aggiornati professionalmente nell`associazione di categoria, sono in grado di raccogliere e mettere al servizio dello sviluppo del Paese”.

Garrisi ha poi continuato: “come prima associazione di categoria degli archeologi italiani, da anni siamo impegnati, attraverso un fitto dialogo con le istituzioni ad ogni livello, a costruire un settore professionale dell`archeologia moderno, socialmente ed economicamente sostenibile, nel quale siano garantite piena integrazione e tutele a tutti i professionisti di settore, a prescindere dall`ambito nel quale viene svolta la professione”. Inoltre “con pieno spirito di collaborazione, che negli anni mai è mancato sulle dirimenti questioni che hanno vista attiva l`azione del ministero, l`Ana è a disposizione per costruire un fruttuoso confronto con il ministero della cultura nell`interesse di tutta la nazione”.

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