Esteri

Argentina: Milei non sfonda, ballottaggio a novembre

di Angelo Vitolo -


Tensioni senza precedenti nell’Argentina al voto. Allarme bomba alla Casa Rosada, la sede del presidente della Repubblica argentina, pochi minuti prima della chiusura delle urne: una segnalazione telefonica ha lanciato l’allarme della minaccia di una bomba alla Casa Rosada. Lo hanno confermato al quotidiano argentino fonti della polizia. Intanto le urne si sono chiuse per le elezioni presidenziali e secondo i primi dati avrebbero votato il 74% degli elettori, un dato che se confermato sarebbe il più basso registrato per un’elezione generale dal 1983. “Le elezioni si sono svolte normalmente, con calma e in modo pacifico”, ha affermato il segretario generale della Presidenza, Julio Vitobello.

Poi, la notizia dell’impasse: il ministro dell’Economia Sergio Massa e l’ultranazionalista Javier Milei, i più votati alle elezioni presidenziali che si sono tenute in Argentina, torneranno a scontrarsi il prossimo 19 novembre per il ballottaggio.

Nessuno dei due ha infatti ottenuto oltre il 45 per cento dei voti. La vera sorpresa è stato il progressista candidato di ‘Unione per la Patria’, che ha ottenuto il 36,1 per cento delle preferenze. Il favorito Milei, candidato di ‘La Libertà avanza’, ha ricevuto il 30,3 per cento dei voti. Terza più votata Patricia Bullrich, ex ministra della Sicurezza durante la presidenza di Mauricio Macri, candidata di ‘Insieme per il cambiamento’.


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