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Primo Piano

Attentato Isis per Capodanno sventato dall’Fbi negli Usa

Mesi di indagini di copertura, un giovane bloccato poche ora prima che passasse all'azione

di Dave Hill Cirio -


Attentato ispirato all’Isis sventato dall’Fbi: i segnali digitali che hanno fermato il piano di Capodanno. Un piano nato online e maturato in isolamento stava per trasformarsi in tragedia la notte di Capodanno 2025 in Carolina del Nord.

Il sospettato, Christian Sturdivant, 18 anni, residente a Mint Hill, aveva scelto obiettivi civili e stabilito luoghi pubblici frequentati da famiglie come supermercati e ristoranti fast food.

L’Fbi, seguendo i segnali digitali lasciati dal giovane e con mesi di lavoro sotto copertura, è intervenuta poche ore prima che il piano potesse essere messo in atto. Il caso mette in luce come la minaccia terroristica contemporanea sia interna, digitale e silenziosa, capace di crescere in pochi giorni senza contatti diretti con cellule organizzate.

Il piano per Capodanno: gli obiettivi e la tempistica

Sturdivant aveva fissato la data tra il 31 dicembre e il giorno successivo, calcolando ogni dettaglio per massimizzare impatto e visibilità. Gli obiettivi individuati erano esercizi commerciali affollati, scelti per la loro frequentazione e simbolismo: negozi di alimentari e ristoranti.

Nei suoi appunti sequestrati sono comparsi riferimenti precisi alla “Notte di Capodanno” e alla volontà di colpire civili, coerenti con la propaganda dell’ISIS che incoraggia attacchi a basso costo ma ad alto impatto psicologico.

Il caso di Christian Sturdivant mostra come la radicalizzazione digitale possa trasformarsi rapidamente in pericolo concreto. L’Fbi ha fermato un piano avanzato prima che potesse produrre vittime, ma la vicenda evidenzia una nuova geografia del terrorismo interno: invisibile, interna e digitale, dove la prevenzione resta la principale difesa.

Il profilo del sospettato, la radicalizzazione online

Christian Sturdivant, residente a Mint Hill, Carolina del Nord, si era radicalizzato online negli ultimi anni, seguendo contenuti jihadisti e manifestando fedeltà allo Stato Islamico. Secondo l’Fbi, il giovane appartiene al profilo del “lupo solitario”: isolato, senza legami diretti con gruppi terroristici, ma profondamente convinto della sua causa.

I contatti con gli agenti sotto copertura

Convinto di dialogare con membri dell’Isis, Sturdivant era invece in contatto con agenti sotto copertura. Durante queste comunicazioni ha condiviso dettagli su armi rudimentali, appunti operativi e dinamiche dell’attacco, fornendo agli investigatori elementi decisivi per fermarlo in tempo.

Le armi e la preparazione

Durante la perquisizione sono stati sequestrati coltelli e martelli, oltre a appunti manoscritti con liste di materiali e strategie. L’assenza di armi da fuoco non ha ridotto il rischio: la propaganda jihadista contemporanea incoraggia attacchi con strumenti semplici ma letali.

L’Fbi sottolinea come il piano fosse concreto e maturato nel tempo, con indicazioni precise su luoghi, modalità e tempistica.

L’intervento dell’Fbi e il tempismo degli investigatori

L’arresto è scattato il 31 dicembre, a poche ore dal momento previsto per l’attacco. L’operazione, coordinata tra Fbi e polizia locale, ha evitato vittime e fermato un piano pronto all’azione. Secondo le autorità, il caso dimostra come la prevenzione del terrorismo interno richieda monitoraggio digitale costante e operazioni sotto copertura, strumenti essenziali per neutralizzare minacce cresciute in isolamento.

Una minaccia interna e digitale

Il fallito attentato conferma una tendenza crescente: la minaccia non proviene più solo da cellule organizzate, ma da giovani radicalizzati online, soli e facilmente influenzabili. Questo nuovo scenario rende più complessa la prevenzione: la minaccia è reale, ma nascosta, silenziosa e difficilmente intercettabile senza strumenti investigativi mirati.

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