Basi aeree per gli Usa, Crosetto replica alle polemiche
Nessuna frizione con Washington, solo l'applicazione di norme condivise
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Il ministro della Difesa Guido Crosetto replica alle polemiche emerse nelle ultime ore sulla presunta sospensione dell’uso delle basi aeree militari italiane da parte degli Usa.
E respinge su X una ricostruzione che, secondo il titolare di Palazzo Baracchini, non trova alcun riscontro nei fatti.
L’uso basi aeree da parte degli Usa
Al centro della vicenda, interpretazioni divergenti su alcune procedure autorizzative legate all’impiego delle basi italiane da parte degli assetti americani. In particolare, alcune letture avevano suggerito un possibile cambio di linea dell’Italia nei confronti degli Usa, ipotizzando restrizioni o un raffreddamento nei rapporti bilaterali.
Una narrazione che ha rapidamente alimentato il confronto politico, rendendo necessario un chiarimento ufficiale.
Cosa dice Crosetto in replica alle polemiche
A questo punto è arrivata la presa di posizione diretta del ministro, che ha voluto ristabilire il quadro normativo e operativo. Crosetto ha scritto: “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa”.
“Cosa semplicemente falsa – precisa -, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani. In totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”.
“Gli accordi internazionali – spiega – disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento). In assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur“.
“In ultimo – conclude -voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”.
La precisazione
Le parole del ministro chiariscono quindi un punto centrale: non c’è stata alcuna decisione politica di bloccare o limitare l’utilizzo delle basi. Semplicemente, l’applicazione delle regole già previste dagli accordi internazionali in vigore tra Italia e Stati Uniti.
Il riferimento è agli accordi bilaterali che, dal secondo dopoguerra, disciplinano la presenza militare americana nel Paese e stabiliscono quando sia necessaria un’autorizzazione politica esplicita e quando invece le attività rientrino in ambiti già autorizzati.
La risposta di Crosetto punta anche a disinnescare queste letture, escludendo qualsiasi frizione nei rapporti con Washington. Il messaggio del governo è quello della continuità: nessuna svolta, ma il rispetto di un quadro normativo consolidato e condiviso.
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