“Basta corruzione: l’Albania scelga la destra”. Il Partito democratico albanese in piazza a Roma

“L’Albania è in pericolo: non dire che non ti importa”. Questo uno degli slogan sostenuti a gran voce dal gruppo di albanesi che sabato pomeriggio hanno manifestato a Roma in piazza Albania contro il governo di Edi Rama. Erano più di cento i simpatizzanti del Partito Democratico albanese con sede a Roma (compagine di centrodestra e membro del Partito Popolare Europeo) che sono scesi in strada nonostante il caldo torrido e che hanno voluto così dare il via alla lunga campagna elettorale che porterà l’Albania alle prossime elezioni amministrative tra un anno.

I sostenitori di Sali Berisha accusano l’attuale esecutivo di corruzione e inefficienza, sognano un ritorno in patria dei loro connazionali non senza lesinare accuse ai vertici di Bruxelles, rei –a parer loro- di considerare l’Albania un Paese rimasto alla situazione socio-economica post Belgrado. Il loro obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere i connazionali residenti in Italia che votano, però, anche nel loro Paese: si tratta di circa 183mila persone.

La Redazione

“L’Albania è in pericolo: non dire che non ti importa”. Questo uno degli slogan sostenuti a gran voce dal gruppo di albanesi che sabato pomeriggio hanno manifestato a Roma in piazza Albania contro il governo di Edi Rama. Erano più di cento i simpatizzanti del Partito Democratico albanese con sede a Roma (compagine di centrodestra e membro del Partito Popolare Europeo) che sono scesi in strada nonostante il caldo torrido e che hanno voluto così dare il via alla lunga campagna elettorale che porterà l’Albania alle prossime elezioni amministrative tra un anno.

I sostenitori di Sali Berisha accusano l’attuale esecutivo di corruzione e inefficienza, sognano un ritorno in patria dei loro connazionali non senza lesinare accuse ai vertici di Bruxelles, rei –a parer loro- di considerare l’Albania un Paese rimasto alla situazione socio-economica post Belgrado. Il loro obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere i connazionali residenti in Italia che votano, però, anche nel loro Paese: si tratta di circa 183mila persone.

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