“Basta terrorismo in tv alle immagini isteriche si replica con la scienza”

Allarmismo, terrorismo mediatico e dati poco credibili. Ecco cosa si nasconde, secondo il Professore Mariano Bizzarri, dietro le ultime notizie che arrivano da Pechino sui contagi da Covid-19. Secondo il ricercatore della Sapienza “bisogna tornare con i piedi per terra e fare informazione con dati scientifici certi”.
Le notizie di nuovi contagi che arrivano dalla Cina crede siano preoccupanti?
“Innanzitutto, l’informazione scientifica non si basa sulle immagini isteriche trasmesse dai telegiornali, ma su dati scientifici certi, perché le immagini sono soggette a cauzione da tanti punti di vista, ricordiamo che dall’inizio della pandemia ci hanno propinato delle immagini di persone che stramazzavano al suolo. Sono immagini che stridono con i dati. Primo dato, comunicato oggi dal ministro Schillaci è che non ci sono nuove varianti e questo è un virus che sta già circolando. Il secondo dato è che l’Unione europea ci aveva aspramente criticato la misura dei tamponi, che non è giustificata, e molti paesi, tra cui la Francia, hanno detto che i cinesi sono ben accetti. Terzo dato, stiamo parlando di un vaccino – quello cinese – che è stato riconosciuto dall’Oms, esattamente come fatto con Pfizer e credo che ciò abbia la stessa valenza. A maggior ragione, se siamo stati vaccinati non dovremmo avere paura di un eventuale ritorno di fiamma di varianti già circolanti”.
Reazione esagerata?
“Innanzitutto, le persone che fanno esercizio di terrorismo mediatico sono chiamate a rispondere di quello che dicono. Un mese fa Pregliasco parlava di migliaia di morti e centomila ricoverati: dove sono questi dati oggi? Siamo in calma piatta. Anche Bassetti, non più tardi di una settimana fa, ha detto di preoccuparsi dell’influenza australiana e non del Covid. A cosa serve ora rianimare questa condizione di emergenza e ricreare questo clima di terrorismo? Inoltre, in molti elogiavano il sistema cinese fino a poco tempo fa: pensano che il Covid si sconfigga con un eterno lockdown? Torniamo con i piedi per terra e non facciamo terrorismo mediatico”.
Oggi ci sarà la cabina di regia di Schillaci, crede ci sia necessità di prevedere nuove restrizioni o ulteriori misure nei confronti di chi arriva dalla Cina?
“È esagerato: in primo luogo, se una misura è efficace allora viene presa a livello europeo. Se l’Europa c’è allora bisogna decidere insieme. Ma a livello europeo ci hanno guardato tutti come scemi. Le decisioni vanno prese a livello comunitario: bloccando i cinesi poniamo discriminazioni all’ingresso in Europa. In secondo luogo, se dovevamo credere ai cinesi tre anni fa, perché non ci crediamo ora? Non hanno deciso di liberalizzare casualmente: ci dicono che la situazione è sotto controllo e non gli crediamo, però dovevamo farlo tre anni fa. Vedo che alcuni studi arrivano a cifre impossibili: se è vero che 250 milioni di cinesi sono positivi, tra una settimana tutta la Cina sarà positiva. Mi sembrano cifre non credibili, quando è successo, in una notte? C’è un limite anche nel voler prendere per i fondelli la gente. Non si risponde con i procurati allarmi, ma con dati certi. Lo stesso Oms non ha sollecitato l’allarme e io preferisco credere alle autorità sanitarie piuttosto che all’esperto di turno”.
Alcuni esperti e autorità dicono che i dati che arrivano dalla Cina non sono trasparenti…
“Sono le stesse persone che giuravano su quei dati fino a dieci giorni fa. Ricciardi, ricordo, aveva proposto il modello cinese e ora invece ci dicono che i dati non sono più credibili. Mi sono confrontato con dei colleghi alla Sapienza e ci chiediamo perché dare credito ai soliti quattro noti. Ci sono migliaia di persone che la pensano in modo opposto. Nessuno li ha delegati a rappresentare la scienza. Ognuno porta il suo contributo e deve esserci il coraggio di dire ‘questa è un’opinione’”.
Allarmismo, terrorismo mediatico e dati poco credibili. Ecco cosa si nasconde, secondo il Professore Mariano Bizzarri, dietro le ultime notizie che arrivano da Pechino sui contagi da Covid-19. Secondo il ricercatore della Sapienza “bisogna tornare con i piedi per terra e fare informazione con dati scientifici certi”.
Le notizie di nuovi contagi che arrivano dalla Cina crede siano preoccupanti?
“Innanzitutto, l’informazione scientifica non si basa sulle immagini isteriche trasmesse dai telegiornali, ma su dati scientifici certi, perché le immagini sono soggette a cauzione da tanti punti di vista, ricordiamo che dall’inizio della pandemia ci hanno propinato delle immagini di persone che stramazzavano al suolo. Sono immagini che stridono con i dati. Primo dato, comunicato oggi dal ministro Schillaci è che non ci sono nuove varianti e questo è un virus che sta già circolando. Il secondo dato è che l’Unione europea ci aveva aspramente criticato la misura dei tamponi, che non è giustificata, e molti paesi, tra cui la Francia, hanno detto che i cinesi sono ben accetti. Terzo dato, stiamo parlando di un vaccino – quello cinese – che è stato riconosciuto dall’Oms, esattamente come fatto con Pfizer e credo che ciò abbia la stessa valenza. A maggior ragione, se siamo stati vaccinati non dovremmo avere paura di un eventuale ritorno di fiamma di varianti già circolanti”.
Reazione esagerata?
“Innanzitutto, le persone che fanno esercizio di terrorismo mediatico sono chiamate a rispondere di quello che dicono. Un mese fa Pregliasco parlava di migliaia di morti e centomila ricoverati: dove sono questi dati oggi? Siamo in calma piatta. Anche Bassetti, non più tardi di una settimana fa, ha detto di preoccuparsi dell’influenza australiana e non del Covid. A cosa serve ora rianimare questa condizione di emergenza e ricreare questo clima di terrorismo? Inoltre, in molti elogiavano il sistema cinese fino a poco tempo fa: pensano che il Covid si sconfigga con un eterno lockdown? Torniamo con i piedi per terra e non facciamo terrorismo mediatico”.
Oggi ci sarà la cabina di regia di Schillaci, crede ci sia necessità di prevedere nuove restrizioni o ulteriori misure nei confronti di chi arriva dalla Cina?
“È esagerato: in primo luogo, se una misura è efficace allora viene presa a livello europeo. Se l’Europa c’è allora bisogna decidere insieme. Ma a livello europeo ci hanno guardato tutti come scemi. Le decisioni vanno prese a livello comunitario: bloccando i cinesi poniamo discriminazioni all’ingresso in Europa. In secondo luogo, se dovevamo credere ai cinesi tre anni fa, perché non ci crediamo ora? Non hanno deciso di liberalizzare casualmente: ci dicono che la situazione è sotto controllo e non gli crediamo, però dovevamo farlo tre anni fa. Vedo che alcuni studi arrivano a cifre impossibili: se è vero che 250 milioni di cinesi sono positivi, tra una settimana tutta la Cina sarà positiva. Mi sembrano cifre non credibili, quando è successo, in una notte? C’è un limite anche nel voler prendere per i fondelli la gente. Non si risponde con i procurati allarmi, ma con dati certi. Lo stesso Oms non ha sollecitato l’allarme e io preferisco credere alle autorità sanitarie piuttosto che all’esperto di turno”.
Alcuni esperti e autorità dicono che i dati che arrivano dalla Cina non sono trasparenti…
“Sono le stesse persone che giuravano su quei dati fino a dieci giorni fa. Ricciardi, ricordo, aveva proposto il modello cinese e ora invece ci dicono che i dati non sono più credibili. Mi sono confrontato con dei colleghi alla Sapienza e ci chiediamo perché dare credito ai soliti quattro noti. Ci sono migliaia di persone che la pensano in modo opposto. Nessuno li ha delegati a rappresentare la scienza. Ognuno porta il suo contributo e deve esserci il coraggio di dire ‘questa è un’opinione’”.
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