BENVENUTI A BORDO 

 

Le storie di volo del Comandante Adalberto Pellegrino

 

aA venticinque anni dalla prima edizione è riproposto, in una versione ampliata e rinnovata, un classico dell’aviazione civile italiana: “Benvenuti a bordo” (Ed. Cartabianca) di Adalberto Pellegrino, che è stato Comandante dell’Alitalia, un vero “lupo dell’aria”. Ricordi che sono diventati racconti – commentava Pellegrino, presentando la prima edizione – per la voglia di dare un futuro alla memoria.

Con “Benvenuti a bordo”, il Comandante Pellegrino concludeva il trittico delle sue testimonianze aeronautiche, cominciato con “Una giornata di volo” (1991) e con il saggio “Trappole nel Cielo” (1992). Tre libri diversi per ritmo di scrittura e documentazione, ma somiglianti  per sapere trasferire nel lettore l’intensità della narrazione e la conoscenza degli aspetti meno conosciuti del trasporto aereo. Nel 1997, per i cinquant’anni dell’Alitalia ha pubblicato “Quelli della stanza uno”. Nel 1947, quando la Compagnia cominciò a volare, l’aeroporto di Roma-Ciampino divenne lo scalo principale delle sue rotte nazionali e internazionali; nonché base di armamento delle principali aerolinee nazionali di quel tempo. Nella aerostazione, un corridoio, con l’ingresso riservato, portava agli uffici dell’Alitalia e, in particolare, alla stanza del casellario per il personale navigante, punto di ritrovo e di presentazione degli equipaggi: era la “Stanza uno”. In quel locale si sono avvicendate due generazioni di piloti: quella proveniente dalle esperienze drammatiche della seconda guerra mondiale e quella formata nei primi corsi post-bellici dell’Aviazione Militare, destinata a condurre gli aerei con il tricolore sul timone di coda. In questo libro, l’Autore fa rivivere il clima iniziale, vissuto con entusiasmo, avventura e – con la testimonianza diretta di coloro “che c’erano” – il processo di modernizzazione che ha permesso l’affermazione del trasporto aereo italiano nel contesto internazionale. I racconti-ricordo di “Benvenuti a bordo”, nella nuova edizione, comprendono episodi, storie e protagonisti dal 1954, anno del primo brevetto di pilotaggio del Comandante Pellegrino, fino all’atterraggio del Boeing 747 I-DEMV (10 gennaio 1994), sulla pista 16/sinistra di Roma-Fiumicino. Le innumerevoli variabili del volo si incrociano, in queste pagine, con le interrelazioni tra equipaggi, passeggeri, tecnici, controllori di volo: prima e dopo un decollo c’è un universo che opera in modo che ogni aereo arrivi felicemente a destinazione. Non sempre tutto scorre serenamente; talvolta ci sono contrattempi e, spesso, anche fatti curiosi. Tutte storie  di uomini e di aeroplani: talune scritte con la calligrafia resa incerta da una turbolenza o dal wind shear, altre che tentano, con un sorriso, di ricacciare in gola il groppo formatosi durante un racconto animato dai molti, come ricorda Adalberto Pellegrino, che lo hanno preceduto o talvolta accompagnato nella vita errabonda del pilota di linea che, per quarant’anni, gli è parsa “nuova ad ogni nuovo mattino”. Adalberto Pellegrino paracadutista sportivo, pilota militare e Comandante di linea con Alitalia per oltre trentacinque anni, è tra i protagonisti dell’Aviazione Civile italiana. Rappresentante per più di quindici anni dell’Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale (ANPAC), della Federazione autonoma dei lavoratori dell’Aviazione Civile (FAAPAC) e della Gente dell’Aria, membro dell’Associazione Trasvolatori Atlantici, è stato consigliere di amministrazione del Centro Sviluppo Trasporti Aerei.  Al termine del servizio di linea è stato presidente dell’aeroporto “Friuli Venezia Giulia” e, successivamente, coordinatore tecnico operativo e portavoce dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo. Ha presieduto il Comitato internazionale per le celebrazioni del sessantesimo anniversario del primo volo di bandiera italiano con il Sud America. Svolge attività di giornalista specializzato e collabora a pubblicazioni di carattere aeronautico.

Mauro De Vincentiis

 

Le storie di volo del Comandante Adalberto Pellegrino

 

aA venticinque anni dalla prima edizione è riproposto, in una versione ampliata e rinnovata, un classico dell’aviazione civile italiana: “Benvenuti a bordo” (Ed. Cartabianca) di Adalberto Pellegrino, che è stato Comandante dell’Alitalia, un vero “lupo dell’aria”. Ricordi che sono diventati racconti – commentava Pellegrino, presentando la prima edizione – per la voglia di dare un futuro alla memoria.

Con “Benvenuti a bordo”, il Comandante Pellegrino concludeva il trittico delle sue testimonianze aeronautiche, cominciato con “Una giornata di volo” (1991) e con il saggio “Trappole nel Cielo” (1992). Tre libri diversi per ritmo di scrittura e documentazione, ma somiglianti  per sapere trasferire nel lettore l’intensità della narrazione e la conoscenza degli aspetti meno conosciuti del trasporto aereo. Nel 1997, per i cinquant’anni dell’Alitalia ha pubblicato “Quelli della stanza uno”. Nel 1947, quando la Compagnia cominciò a volare, l’aeroporto di Roma-Ciampino divenne lo scalo principale delle sue rotte nazionali e internazionali; nonché base di armamento delle principali aerolinee nazionali di quel tempo. Nella aerostazione, un corridoio, con l’ingresso riservato, portava agli uffici dell’Alitalia e, in particolare, alla stanza del casellario per il personale navigante, punto di ritrovo e di presentazione degli equipaggi: era la “Stanza uno”. In quel locale si sono avvicendate due generazioni di piloti: quella proveniente dalle esperienze drammatiche della seconda guerra mondiale e quella formata nei primi corsi post-bellici dell’Aviazione Militare, destinata a condurre gli aerei con il tricolore sul timone di coda. In questo libro, l’Autore fa rivivere il clima iniziale, vissuto con entusiasmo, avventura e – con la testimonianza diretta di coloro “che c’erano” – il processo di modernizzazione che ha permesso l’affermazione del trasporto aereo italiano nel contesto internazionale. I racconti-ricordo di “Benvenuti a bordo”, nella nuova edizione, comprendono episodi, storie e protagonisti dal 1954, anno del primo brevetto di pilotaggio del Comandante Pellegrino, fino all’atterraggio del Boeing 747 I-DEMV (10 gennaio 1994), sulla pista 16/sinistra di Roma-Fiumicino. Le innumerevoli variabili del volo si incrociano, in queste pagine, con le interrelazioni tra equipaggi, passeggeri, tecnici, controllori di volo: prima e dopo un decollo c’è un universo che opera in modo che ogni aereo arrivi felicemente a destinazione. Non sempre tutto scorre serenamente; talvolta ci sono contrattempi e, spesso, anche fatti curiosi. Tutte storie  di uomini e di aeroplani: talune scritte con la calligrafia resa incerta da una turbolenza o dal wind shear, altre che tentano, con un sorriso, di ricacciare in gola il groppo formatosi durante un racconto animato dai molti, come ricorda Adalberto Pellegrino, che lo hanno preceduto o talvolta accompagnato nella vita errabonda del pilota di linea che, per quarant’anni, gli è parsa “nuova ad ogni nuovo mattino”. Adalberto Pellegrino paracadutista sportivo, pilota militare e Comandante di linea con Alitalia per oltre trentacinque anni, è tra i protagonisti dell’Aviazione Civile italiana. Rappresentante per più di quindici anni dell’Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale (ANPAC), della Federazione autonoma dei lavoratori dell’Aviazione Civile (FAAPAC) e della Gente dell’Aria, membro dell’Associazione Trasvolatori Atlantici, è stato consigliere di amministrazione del Centro Sviluppo Trasporti Aerei.  Al termine del servizio di linea è stato presidente dell’aeroporto “Friuli Venezia Giulia” e, successivamente, coordinatore tecnico operativo e portavoce dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo. Ha presieduto il Comitato internazionale per le celebrazioni del sessantesimo anniversario del primo volo di bandiera italiano con il Sud America. Svolge attività di giornalista specializzato e collabora a pubblicazioni di carattere aeronautico.

Mauro De Vincentiis

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