bereal REVOLUTION

di Giada Balloch

Be real. Sii reale.
Può sembrare strano ma viene proprio dal web, anzi dal mondo delle app, che tutti considerano un mondo virtuale, il più forte appello ad essere veri, reali, di questo momento. È una piccola, ma come sempre grande, trattandosi di smartphone e dimensioni globali, rivoluzione nella nostra quotidianità.
Bereal, la nuova app del momento. Talmente nuova che ormai solo i cosiddetti boomer sono attaccati mattina e sera a vecchi ruderi del mondo digitale come twitter e facebook. Benvenuti nel futuro, sempre accompagnati da qualche outsider come la nonna che spopola fra i nuovi social a partire da tiktok.
Vi siete mai chiesti perché mentre passeggiate al centro di Milano e alzate gli occhi verso la madonnina in cima al Duomo, oppure vi arrabbiate nel quartiere Prati di Roma perché avevate visto prima voi quel posteggio, e un gruppo di ragazzi e ragazze che camminavano insieme a voi si fermano all’improvviso tutti insieme, guardano il loro telefono e scattano, quasi contemporaneamente, una foto?
Eccolo BeReal nel mondo reale. Con l’arrivo di una notifica, milioni di giovani in tutto il mondo si fermano per un secondo e guardano il telefono per scattare una foto. Una foto molto particolare. Perché lo smartphone fissa sul social nello stesso istante chi guarda e che cosa sta guardando. In pratica essere reali significa mostrarsi in un qualunque momento della giornata mentre il mondo davanti a noi ci mostra dove siamo, perché ci siamo, dove stiamo andando, e cosa stiamo facendo. Una rivoluzione, appunto, che sta prendendo piede fra i giovanissimi ma già attrae anche i più grandi. Dalle mogli che vogliono sapere dove sono i mariti fino ai datori di lavoro che con la scusa della modernità sono a caccia dei dipendenti al bar. Oggi la piattaforma fa passi da gigante. E cresce a colpi di migliaia di utenti all’ora con 21,6 milioni di iscritti attivi nell’ultimo mese e oltre 3 milioni di italiani che accedono una volta al giorno alla nuova app.
Dopo anni di primato supera Snapchat e gli altri social ad una velocità devastante, scalando tutte le classifiche. Su app store è senza dubbio quella più di tendenza: attualmente la prima in classifica nella categoria social network.
Dopo il debutto dei social come Tiktok e Instagram, negli ultimi mesi quindi milioni di persone stanno cambiando le proprie abitudini. A scapito di un vecchio mondo digitale che se mettiamo occhio ai bilanci dei grandi colossi high tech, risultano in calo e spesso costretti a licenziare migliaia di persone in un solo giorno. Se da una parte Zuckerberg investe, infatti, sul Metaverso, il massimo del mondo virtuale, c’è qualcuno nel suo stesso ambiente che crede che tra la vita reale e la vita virtuale non ci sia più tanta distanza. E scommette quindi sul Real Time. Immaginate nel giornalismo cosa potrebbe succedere. Di fronte ad un evento di cronaca avremmo l’istantanea sia del fatto, sia di chi lo racconta e la certificazione che una notizia è avvenuta di fronte di fronte agli occhi di un vero testimone.
E infatti è proprio da questo spirito che la grande rivoluzione BeReal era partita. Si definiscono “non un’altro social network” e accanto al nome presentano la scritta “Your friends for real”, i tuoi amici per davvero. Tradotto letteralmente in italiano, il nome dell’app rispecchia esattamente il suo scopo, ovvero essere reale, mostrando agli amici che cosa si sta facendo in quel preciso istante, senza filtri. Infatti sull’app bisogna scattare contemporaneamente 2 foto da pubblicare una volta al giorno. Una con la telecamera esterna del cellulare e una con quella interna.
La parte interessante è l’arrivo di una notifica durante il corso della giornata che vi avviserà quando è ora del BeReal e quindi quando sarà possibile scattare le due foto. Quando questo avviene, si hanno due minuti a disposizione per trovare la giusta angolazione, dopodiché il vostro post apparirà “late”, in ritardo. Su ogni doppia foto è possibile visualizzare la location, l’ora in cui è stata fatta e commentare, come sugli altri social. La novità sono i cosiddetti Realmoji: delle reazioni che si possono aggiungere alle foto dei vostri amici con la vostra faccia. Le emoji disponibili al momento sono il fulmine da scattare all’istante, quella con i cuori, il pollice in su, le lacrime di gioia, il sorriso e quella stupita. Il vero dilemma sta nel fatto che se prima non si pubblica risulta impossibile vedere i BeReal degli altri, in altre parole non si può ficcare il naso negli affari degli altri se loro non possono fare lo stesso con te.
Ma immaginate se domani il giovane John, oppure Rebecca, che ha scattato un BeReal di fronte alla Casa Bianca a mezzanotte di una qualunque serata trascorsa a Washington con i suoi amici, verrà eletto presidente degli Stati Uniti. E mentre il mondo scaverà nel suo passato, ci sarà una prima foto reale, certificata, del futuro presidente davanti al simbolo della democrazia americana.
Oppure un grande attore, come Timothee Chalamet, prima di girare la scena madre dell’ultimo film di successo mostrasse a tutta la troupe che proprio in quel posto qualche tempo prima grazie ad una notifica di BeReal, c’era già stato. Con il suo nome e cognome. Proprio dove adesso recita la parte che lo renderà di nuovo stella del cinema internazionale.

di Giada Balloch

Be real. Sii reale.
Può sembrare strano ma viene proprio dal web, anzi dal mondo delle app, che tutti considerano un mondo virtuale, il più forte appello ad essere veri, reali, di questo momento. È una piccola, ma come sempre grande, trattandosi di smartphone e dimensioni globali, rivoluzione nella nostra quotidianità.
Bereal, la nuova app del momento. Talmente nuova che ormai solo i cosiddetti boomer sono attaccati mattina e sera a vecchi ruderi del mondo digitale come twitter e facebook. Benvenuti nel futuro, sempre accompagnati da qualche outsider come la nonna che spopola fra i nuovi social a partire da tiktok.
Vi siete mai chiesti perché mentre passeggiate al centro di Milano e alzate gli occhi verso la madonnina in cima al Duomo, oppure vi arrabbiate nel quartiere Prati di Roma perché avevate visto prima voi quel posteggio, e un gruppo di ragazzi e ragazze che camminavano insieme a voi si fermano all’improvviso tutti insieme, guardano il loro telefono e scattano, quasi contemporaneamente, una foto?
Eccolo BeReal nel mondo reale. Con l’arrivo di una notifica, milioni di giovani in tutto il mondo si fermano per un secondo e guardano il telefono per scattare una foto. Una foto molto particolare. Perché lo smartphone fissa sul social nello stesso istante chi guarda e che cosa sta guardando. In pratica essere reali significa mostrarsi in un qualunque momento della giornata mentre il mondo davanti a noi ci mostra dove siamo, perché ci siamo, dove stiamo andando, e cosa stiamo facendo. Una rivoluzione, appunto, che sta prendendo piede fra i giovanissimi ma già attrae anche i più grandi. Dalle mogli che vogliono sapere dove sono i mariti fino ai datori di lavoro che con la scusa della modernità sono a caccia dei dipendenti al bar. Oggi la piattaforma fa passi da gigante. E cresce a colpi di migliaia di utenti all’ora con 21,6 milioni di iscritti attivi nell’ultimo mese e oltre 3 milioni di italiani che accedono una volta al giorno alla nuova app.
Dopo anni di primato supera Snapchat e gli altri social ad una velocità devastante, scalando tutte le classifiche. Su app store è senza dubbio quella più di tendenza: attualmente la prima in classifica nella categoria social network.
Dopo il debutto dei social come Tiktok e Instagram, negli ultimi mesi quindi milioni di persone stanno cambiando le proprie abitudini. A scapito di un vecchio mondo digitale che se mettiamo occhio ai bilanci dei grandi colossi high tech, risultano in calo e spesso costretti a licenziare migliaia di persone in un solo giorno. Se da una parte Zuckerberg investe, infatti, sul Metaverso, il massimo del mondo virtuale, c’è qualcuno nel suo stesso ambiente che crede che tra la vita reale e la vita virtuale non ci sia più tanta distanza. E scommette quindi sul Real Time. Immaginate nel giornalismo cosa potrebbe succedere. Di fronte ad un evento di cronaca avremmo l’istantanea sia del fatto, sia di chi lo racconta e la certificazione che una notizia è avvenuta di fronte di fronte agli occhi di un vero testimone.
E infatti è proprio da questo spirito che la grande rivoluzione BeReal era partita. Si definiscono “non un’altro social network” e accanto al nome presentano la scritta “Your friends for real”, i tuoi amici per davvero. Tradotto letteralmente in italiano, il nome dell’app rispecchia esattamente il suo scopo, ovvero essere reale, mostrando agli amici che cosa si sta facendo in quel preciso istante, senza filtri. Infatti sull’app bisogna scattare contemporaneamente 2 foto da pubblicare una volta al giorno. Una con la telecamera esterna del cellulare e una con quella interna.
La parte interessante è l’arrivo di una notifica durante il corso della giornata che vi avviserà quando è ora del BeReal e quindi quando sarà possibile scattare le due foto. Quando questo avviene, si hanno due minuti a disposizione per trovare la giusta angolazione, dopodiché il vostro post apparirà “late”, in ritardo. Su ogni doppia foto è possibile visualizzare la location, l’ora in cui è stata fatta e commentare, come sugli altri social. La novità sono i cosiddetti Realmoji: delle reazioni che si possono aggiungere alle foto dei vostri amici con la vostra faccia. Le emoji disponibili al momento sono il fulmine da scattare all’istante, quella con i cuori, il pollice in su, le lacrime di gioia, il sorriso e quella stupita. Il vero dilemma sta nel fatto che se prima non si pubblica risulta impossibile vedere i BeReal degli altri, in altre parole non si può ficcare il naso negli affari degli altri se loro non possono fare lo stesso con te.
Ma immaginate se domani il giovane John, oppure Rebecca, che ha scattato un BeReal di fronte alla Casa Bianca a mezzanotte di una qualunque serata trascorsa a Washington con i suoi amici, verrà eletto presidente degli Stati Uniti. E mentre il mondo scaverà nel suo passato, ci sarà una prima foto reale, certificata, del futuro presidente davanti al simbolo della democrazia americana.
Oppure un grande attore, come Timothee Chalamet, prima di girare la scena madre dell’ultimo film di successo mostrasse a tutta la troupe che proprio in quel posto qualche tempo prima grazie ad una notifica di BeReal, c’era già stato. Con il suo nome e cognome. Proprio dove adesso recita la parte che lo renderà di nuovo stella del cinema internazionale.

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