Bielorussia, il governo vieta la lettura di Orwell

Il governo di Minsk ha deciso la messa al bando di “1984” di George Orwell: lo hanno reso noto alcuni media locali. A quanto si apprende, il disposto normativo, in vigore da ieri (giovedì 19 maggio) prevede sia il ritiro di tutte le copie del capolavoro distopico dello scrittore britannico dagli scaffali, sia il divieto di vendita del titolo in questione in qualsiasi forma.
Il Kiev Post riferisce che Andrey Yanushkevich, direttore della omonima casa editrice che nel 2020 e nel 2021 aveva pubblicato “1984” in bielorusso, è stato arrestato insieme ad un collega dagli agenti del GuboPiK (il reparto anticrimine e anticorruzione delle forze di sicurezza di Minsk) dopo che, durante una perquisizione nel suo appartamento, sono state rinvenute 200 copie del romanzo “incriminato”.
Circa la motivazione del ban, sembra che abbia radici nel contenuto del romanzo di Orwell che, come è noto, è ambientato in un Paese immaginario in cui tutto viene riscritto secondo i dettami del partito di governo. Scenario questo che secondo molti potrebbe essere ritenuto simile alla Bielorussia del presidente Lukashenko, che starebbe mettendo in atto una politica totalitaria e anti-libertaria. In proposito Serhiy Prylutsky ha dichiarato che secondo lui “vietare la verità su come funziona il meccanismo della repressione è una mossa comune a tutti i dittatori”. Il poeta bielorusso ha quindi sottolineato che quello di cui si parla (la messa al bando di “1984”) è “il 100.500esimo passo di Lukashenko per soffocare la cultura bielorussa”.

Il governo di Minsk ha deciso la messa al bando di “1984” di George Orwell: lo hanno reso noto alcuni media locali. A quanto si apprende, il disposto normativo, in vigore da ieri (giovedì 19 maggio) prevede sia il ritiro di tutte le copie del capolavoro distopico dello scrittore britannico dagli scaffali, sia il divieto di vendita del titolo in questione in qualsiasi forma.
Il Kiev Post riferisce che Andrey Yanushkevich, direttore della omonima casa editrice che nel 2020 e nel 2021 aveva pubblicato “1984” in bielorusso, è stato arrestato insieme ad un collega dagli agenti del GuboPiK (il reparto anticrimine e anticorruzione delle forze di sicurezza di Minsk) dopo che, durante una perquisizione nel suo appartamento, sono state rinvenute 200 copie del romanzo “incriminato”.
Circa la motivazione del ban, sembra che abbia radici nel contenuto del romanzo di Orwell che, come è noto, è ambientato in un Paese immaginario in cui tutto viene riscritto secondo i dettami del partito di governo. Scenario questo che secondo molti potrebbe essere ritenuto simile alla Bielorussia del presidente Lukashenko, che starebbe mettendo in atto una politica totalitaria e anti-libertaria. In proposito Serhiy Prylutsky ha dichiarato che secondo lui “vietare la verità su come funziona il meccanismo della repressione è una mossa comune a tutti i dittatori”. Il poeta bielorusso ha quindi sottolineato che quello di cui si parla (la messa al bando di “1984”) è “il 100.500esimo passo di Lukashenko per soffocare la cultura bielorussa”.

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