Biodiversità a rischio in Liguria per il calabrone importato dalla Cina

Biodiversità a rischio da 8 anni in Liguria, a causa dell’invasione del calabrone asiatico, la Vespa velutina importata dalla Cina nel 2004. Il 2021 si è chiuso con 745 interventi (2mila dal via del progetto) coordinati dall’Ente Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri sul territorio regionale per la rimozione dei nidi. L’obiettivo è combattere l’imenottero alloctono invasivo che è ormai una presenza stabile sul territorio ligure, con seri e importanti danni all’apicoltura e alla biodiversità locale.

Introdotta accidentalmente, ha infatti prodotto un forte impatto sulla biodiversità autoctona, in particolare per la forte pressione predatoria nei confronti delle api. Per questo è inclusa dall’Unione Europea nell’elenco delle specie esotiche invasive di maggiore rilevanza.

Individuato poco più di due anni fa dalla Regione Liguria quale Ente competente sulla materia, il Parco delle Alpi Liguri si è occupato e si occupa tuttora di coordinare il servizio di segnalazione ed eliminazione dei nidi in collaborazione con i volontari delle Squadre di Protezione Civile e i Rangers d’Italia.

E gli addetti a questo programma usufruiscono ormai di attrezzature specialistiche: tute anti-puntura, aste telescopiche con prolunghe e insetticida in polvere. Un armamentario utile a raggiungere il calabrone killer della biodiversità anche in ambiente urbano, di solito ad oltre 20 metri dal suolo.

Alessandro Piana, vicepresidente della Regione Liguria spiega che “Il costante impegno di contrasto effettuato con assiduità in questi mesi non ci deve fare abbassare la guardia, per arginare la diffusione della Vespa velutina con sempre maggiore precisione ed efficacia. E continuiamo la ricerca per supportare azioni mirate e contribuire, step by step, alla diminuzione e ad una progressiva eradicazione locale nelle zone di recente colonizzazione di questo insetto dannoso per le api e per l’equilibrio del nostro territorio”.

 

 

Biodiversità a rischio da 8 anni in Liguria, a causa dell’invasione del calabrone asiatico, la Vespa velutina importata dalla Cina nel 2004. Il 2021 si è chiuso con 745 interventi (2mila dal via del progetto) coordinati dall’Ente Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri sul territorio regionale per la rimozione dei nidi. L’obiettivo è combattere l’imenottero alloctono invasivo che è ormai una presenza stabile sul territorio ligure, con seri e importanti danni all’apicoltura e alla biodiversità locale.

Introdotta accidentalmente, ha infatti prodotto un forte impatto sulla biodiversità autoctona, in particolare per la forte pressione predatoria nei confronti delle api. Per questo è inclusa dall’Unione Europea nell’elenco delle specie esotiche invasive di maggiore rilevanza.

Individuato poco più di due anni fa dalla Regione Liguria quale Ente competente sulla materia, il Parco delle Alpi Liguri si è occupato e si occupa tuttora di coordinare il servizio di segnalazione ed eliminazione dei nidi in collaborazione con i volontari delle Squadre di Protezione Civile e i Rangers d’Italia.

E gli addetti a questo programma usufruiscono ormai di attrezzature specialistiche: tute anti-puntura, aste telescopiche con prolunghe e insetticida in polvere. Un armamentario utile a raggiungere il calabrone killer della biodiversità anche in ambiente urbano, di solito ad oltre 20 metri dal suolo.

Alessandro Piana, vicepresidente della Regione Liguria spiega che “Il costante impegno di contrasto effettuato con assiduità in questi mesi non ci deve fare abbassare la guardia, per arginare la diffusione della Vespa velutina con sempre maggiore precisione ed efficacia. E continuiamo la ricerca per supportare azioni mirate e contribuire, step by step, alla diminuzione e ad una progressiva eradicazione locale nelle zone di recente colonizzazione di questo insetto dannoso per le api e per l’equilibrio del nostro territorio”.

 

 

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