Bioplastiche, pressing di EUBP per un quadro politico più forte e condiviso in Europa

Occorre un sostegno politico più forte per raggiungere un quadro di intervento più forte e condiviso che favorisca l’uso delle bioplastiche. Lo chiede European Bioplastics, l’associazione europea delle industrie del settore. “La Commissione europea dovrebbe guidare gli sforzi per facilitare e coordinare la condivisione dei dati al fine di sviluppare un quadro che evidenzi che l’uso delle bioplastiche porta benefici reali nella riduzione dell’inquinamento da plastica convenzionale”, dice Hasso von Pogrell, ad di EUBP. Il suo intervento, a commento di un recente rapporto FAO, che ha raccomandato la sostituzione dei polimeri convenzionali non biodegradabili con polimeri biodegradabili a base biologica.

Il rapporto ha messo in risalto anche il ruolo delle sovvenzioni per la ricerca e l’innovazione quale mezzo per sviluppare nuove idee che portino a realizzare nuovi prodotti. “Tuttavia – aggiunge von Pogrell – , il finanziamento della ricerca da solo non è sufficiente. Serve un quadro politico appropriato per le biotecnologie, poiché è necessaria anche la plastica biodegradabile e compostabile per catturare il potenziale di innovazione e i benefici economici, ambientali e sociali sostenibili di questi prodotti per l’Unione europea”.

I film di pacciamatura a base biologica e biodegradabili nel suolo, ha rilevato il rapporto, aiutano sia a ridurre la dipendenza da fonti di carbonio fossile utilizzando invece carbonio rinnovabile, sia a svolgere un ruolo prezioso nel ridurre l’inquinamento plastico residuo nel suolo, che può avere un impatto significativo sulla produttività agricola.

Lo studio si è concentrato sui prodotti agricoli in plastica utilizzati in una serie di diverse catene del valore.

Occorre un sostegno politico più forte per raggiungere un quadro di intervento più forte e condiviso che favorisca l’uso delle bioplastiche. Lo chiede European Bioplastics, l’associazione europea delle industrie del settore. “La Commissione europea dovrebbe guidare gli sforzi per facilitare e coordinare la condivisione dei dati al fine di sviluppare un quadro che evidenzi che l’uso delle bioplastiche porta benefici reali nella riduzione dell’inquinamento da plastica convenzionale”, dice Hasso von Pogrell, ad di EUBP. Il suo intervento, a commento di un recente rapporto FAO, che ha raccomandato la sostituzione dei polimeri convenzionali non biodegradabili con polimeri biodegradabili a base biologica.

Il rapporto ha messo in risalto anche il ruolo delle sovvenzioni per la ricerca e l’innovazione quale mezzo per sviluppare nuove idee che portino a realizzare nuovi prodotti. “Tuttavia – aggiunge von Pogrell – , il finanziamento della ricerca da solo non è sufficiente. Serve un quadro politico appropriato per le biotecnologie, poiché è necessaria anche la plastica biodegradabile e compostabile per catturare il potenziale di innovazione e i benefici economici, ambientali e sociali sostenibili di questi prodotti per l’Unione europea”.

I film di pacciamatura a base biologica e biodegradabili nel suolo, ha rilevato il rapporto, aiutano sia a ridurre la dipendenza da fonti di carbonio fossile utilizzando invece carbonio rinnovabile, sia a svolgere un ruolo prezioso nel ridurre l’inquinamento plastico residuo nel suolo, che può avere un impatto significativo sulla produttività agricola.

Lo studio si è concentrato sui prodotti agricoli in plastica utilizzati in una serie di diverse catene del valore.

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