Birmania, altri 38 oppositori assassinati dai militari golpisti

Almeno 38 manifestanti sono stati uccisi domenica in Birmania dalle forze di sicurezza del Paese durante le proteste anti golpe: lo ha reso noto l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici (AAPP), secondo cui il bilancio complessivo delle vittime sale così a 126. Nella sola Yangon, le forze di sicurezza birmane hanno ucciso sabato 59 manifestanti e ferito altri 129. Lo riferisce il sito di informazione birmano Myanmar Now, citando fonti di tre ospedali dell’ex capitale e aggiungendo che gli stessi dottori credono che il bilancio sia ancora più alto.Se confermato, la giornata di sabato sarebbe la più sanguinosa dall’inizio delle proteste contro il golpe del primo febbraio.   Intanto, la terza udienza in teleconferenza del processo contro Aung San Suu Kyi, prevista per oggi, è stata rinviata alla settimana prossima a causa di problemi tecnici con la connessione Internet. Lo ha annunciato l’avvocato del premio Nobel per la Pace, contro la quale sono stati emessi quattro capi di imputazione. Nel Paese la connessione Internet via telefonia mobile è stata interrotta nelle ultime ore, mentre quella via cavo funziona a singhiozzo.

Alessandra Santangelo

Almeno 38 manifestanti sono stati uccisi domenica in Birmania dalle forze di sicurezza del Paese durante le proteste anti golpe: lo ha reso noto l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici (AAPP), secondo cui il bilancio complessivo delle vittime sale così a 126. Nella sola Yangon, le forze di sicurezza birmane hanno ucciso sabato 59 manifestanti e ferito altri 129. Lo riferisce il sito di informazione birmano Myanmar Now, citando fonti di tre ospedali dell’ex capitale e aggiungendo che gli stessi dottori credono che il bilancio sia ancora più alto.Se confermato, la giornata di sabato sarebbe la più sanguinosa dall’inizio delle proteste contro il golpe del primo febbraio.   Intanto, la terza udienza in teleconferenza del processo contro Aung San Suu Kyi, prevista per oggi, è stata rinviata alla settimana prossima a causa di problemi tecnici con la connessione Internet. Lo ha annunciato l’avvocato del premio Nobel per la Pace, contro la quale sono stati emessi quattro capi di imputazione. Nel Paese la connessione Internet via telefonia mobile è stata interrotta nelle ultime ore, mentre quella via cavo funziona a singhiozzo.

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