BLACKOUT A OLTRANZA

Le forze armate russe hanno sferrato un attacco violentissimo contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Lo ha reso noto il portavoce dell’aeronautica militare di Kiev, Yuriy Ihnat, spiegando che i missili sono stati lanciati dal Mar Nero e dal Mar Caspio.
Il ministro dell’Energia, German Galushchenko, ha scritto su Facebook che “le centrali elettriche nell’est e nel sud del Paese sono state danneggiate”. In precedenza, il vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kirill Timoshenko aveva riferito su Telegram di blackout di emergenza a livello nazionale.
Il sindaco della capitale, Vitaliy Klitschko, ha annunciato la sospensione della circolazione di tutte le linee della metropolitana della capitale in modo da poter permettere ai suoi cittadini di trovare un rifugio per proteggersi dai raid aerei del nemico. La Russia ha colpito la riva sinistra di Kiev in più località all’inizio della mattinata di ieri. Bersagliati anche i distretti di Desna, nell’area nordorientale, dove si trova un’importante centrale elettrica, e quello di Holosiivskyi. Almeno dodici sono stati i missili lanciati su Zaporizhzhia, dove sorge l’impianto nucleare più grande d’Europa.
Le città di Poltava e quella di Kharkiv, sono rimaste completamente senza elettricità. Le autorità locali hanno spiegato che sono state prese di mira le infrastrutture energetiche. Ukrenergo ha dichiarato lo stato di emergenza. La fitta pioggia di bombe ha provocato una perdita di oltre il 50% del consumo del Sistema Energetico Unificato.
A Kherson, nel sud del Paese, è stato centrato un edificio residenziale usato dalle autorità locali, ong umanitarie e gruppi di volontari per distribuire aiuti. Quattro i morti. Tra le vittime anche una donna che era impegnata come paramedico della Croce Rossa ucraina, come ha spiegato la coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per l’Ucraina, Denise Brown. “E’ scioccante apprendere che venga colpita una struttura usata per sostenere i civili che ne hanno bisogno, in particolare gli anziani”, ha detto Brown.
Mosca starebbe “ammassando” truppe e armi in vista di una nuova grande offensiva invernale. E’ quanto emerso, secondo l’Economist, da un briefing del presidente Volodymyr Zelensky con i suoi generali. L’attacco su vasta scala dal Donbass, da sud o anche dalla Bielorussia, potrebbe essere sferrato già a gennaio con le truppe di Putin pronte a tentare nuovamente la presa di Kiev.
La Russia sta studiando il nono ‘pacchetto di sanzioni’ deciso dall’Unione europea per poter “decidere una risposta adeguata”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che “prima prendiamo conoscenza delle sanzioni, otteniamo informazioni ufficiali e poi formuleremo alcune risposte. Non è stato ancora annunciato nulla”.
“La leadership politico-militare del Paese nemico” è un “obiettivo legittimo”. A lanciare l’avvertimento è stato il vice presidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev. Allo stesso modo, ha aggiunto l’ex presidente, “in tempo di guerra” sono “nell’elenco” anche “le forze armate di altri Paesi entrati ufficialmente in guerra, che sono alleati del Paese nemico” e “qualsiasi oggetto relativo alle infrastrutture militari, nonché alle infrastrutture civili, che contribuisca al raggiungimento di obiettivi militari”.
Le forze armate russe hanno sferrato un attacco violentissimo contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Lo ha reso noto il portavoce dell’aeronautica militare di Kiev, Yuriy Ihnat, spiegando che i missili sono stati lanciati dal Mar Nero e dal Mar Caspio.
Il ministro dell’Energia, German Galushchenko, ha scritto su Facebook che “le centrali elettriche nell’est e nel sud del Paese sono state danneggiate”. In precedenza, il vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kirill Timoshenko aveva riferito su Telegram di blackout di emergenza a livello nazionale.
Il sindaco della capitale, Vitaliy Klitschko, ha annunciato la sospensione della circolazione di tutte le linee della metropolitana della capitale in modo da poter permettere ai suoi cittadini di trovare un rifugio per proteggersi dai raid aerei del nemico. La Russia ha colpito la riva sinistra di Kiev in più località all’inizio della mattinata di ieri. Bersagliati anche i distretti di Desna, nell’area nordorientale, dove si trova un’importante centrale elettrica, e quello di Holosiivskyi. Almeno dodici sono stati i missili lanciati su Zaporizhzhia, dove sorge l’impianto nucleare più grande d’Europa.
Le città di Poltava e quella di Kharkiv, sono rimaste completamente senza elettricità. Le autorità locali hanno spiegato che sono state prese di mira le infrastrutture energetiche. Ukrenergo ha dichiarato lo stato di emergenza. La fitta pioggia di bombe ha provocato una perdita di oltre il 50% del consumo del Sistema Energetico Unificato.
A Kherson, nel sud del Paese, è stato centrato un edificio residenziale usato dalle autorità locali, ong umanitarie e gruppi di volontari per distribuire aiuti. Quattro i morti. Tra le vittime anche una donna che era impegnata come paramedico della Croce Rossa ucraina, come ha spiegato la coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per l’Ucraina, Denise Brown. “E’ scioccante apprendere che venga colpita una struttura usata per sostenere i civili che ne hanno bisogno, in particolare gli anziani”, ha detto Brown.
Mosca starebbe “ammassando” truppe e armi in vista di una nuova grande offensiva invernale. E’ quanto emerso, secondo l’Economist, da un briefing del presidente Volodymyr Zelensky con i suoi generali. L’attacco su vasta scala dal Donbass, da sud o anche dalla Bielorussia, potrebbe essere sferrato già a gennaio con le truppe di Putin pronte a tentare nuovamente la presa di Kiev.
La Russia sta studiando il nono ‘pacchetto di sanzioni’ deciso dall’Unione europea per poter “decidere una risposta adeguata”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che “prima prendiamo conoscenza delle sanzioni, otteniamo informazioni ufficiali e poi formuleremo alcune risposte. Non è stato ancora annunciato nulla”.
“La leadership politico-militare del Paese nemico” è un “obiettivo legittimo”. A lanciare l’avvertimento è stato il vice presidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev. Allo stesso modo, ha aggiunto l’ex presidente, “in tempo di guerra” sono “nell’elenco” anche “le forze armate di altri Paesi entrati ufficialmente in guerra, che sono alleati del Paese nemico” e “qualsiasi oggetto relativo alle infrastrutture militari, nonché alle infrastrutture civili, che contribuisca al raggiungimento di obiettivi militari”.
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