Blackout

“Attualmente, 1.162 città sono senza elettricità”. Il portavoce dei servizi di emergenza dell’Ucraina, Oleksandr Jorunzhyi, fa la conta dei danni provocati dai bombardamenti russi degli ultimi 10 giorni, molti dei quali hanno preso di mira le infrastrutture energetiche del Paese.

Mosca parla di risultato giornaliero raggiunto. “Le forze armate russe hanno continuato a colpire con armi aeree e navali di alta precisione e a lungo raggio i sistemi di comando militare e i sistemi energetici ucraini”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo, assicurando che “tutti gli obiettivi sono stati colpiti”.

Dall’altro lato della barricata, Kiev rivendica di aver abbattuto il 70% dei droni del nemico. A sostenerlo, è il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrilo Budanov, intervistato dal sito ucraino Obozrevatel e rilanciato da Ukrainska pravda.

“La prima tranche dell’ordine consisteva in 1.750 droni, seguita da altri ordini”, ha detto Budanov. “Stanno gradualmente esaurendoli, gli iraniani ne stanno facendo di nuovi, ma noi abbattiamo circa il 70% di tutti i droni”, ha aggiunto il capo dell’intelligence di Zelensky.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba vorrebbe troncare i rapporti diplomatici con Teheran, a causa della fornitura di droni kamikaze a Putin. Lo riferisce il Guardian, secondo il quale Kuleba ha formulato una proposta in tal senso al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il ministro intende anche chiedere ufficialmente ad Israele una fornitura di mezzi di difesa aerea e l’avvio di una cooperazione militare.

Da fonti russe si apprende la riconquista del villaggio di Gorobivka, di cui l’Ucraina aveva ripreso il controllo lo scorso settembre con la controffensiva nella regione di Kharkiv.

Il presidente russo Vladimir Putin parteciperà oggi ad un incontro virtuale del Consiglio di Sicurezza. In base a quanto annunciato dal Cremlino, riferisce la Tass, si parlerà di “neutralizzazione delle minacce alla sicurezza nazionale nell’area delle migrazioni e della regolamentazione dei processi migratori nell’interesse dello sviluppo socio economico del paese e la stabilità socio-politica”. All’incontro interverrà il vice presidente del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev, che leggerà un rapporto.

Durissima presa di posizione anti-russa dell’Estonia. Il parlamento dello Stato baltico ha approvato a larghissima maggioranza la definizione della Russia come stato “terrorista” e “sponsor del terrorismo”. “Non è possibile creare una legge con un crimine”, si legge nel documento, con un chiaro riferimento ai contestatissimi referendum di annessione del mese scorso.

L’Estonia accusa il presidente russo Vladimir Putin di aver trasformato la Russia “in un paese paria”, appoggia le inchieste internazionali sui crimini di guerra commessi dalle sue truppe e la proposta di revocare a Mosca lo status di membro permanente del Consiglio di Sicurezza Onu.

Il testo è stato approvato da 88 dei 101 deputati del Riigikogu. Sono stati bocciati, invece, i cinque emendamenti voluti dal Partito popolare conservatore (Ekre) con i quali si chiedeva a tutti i paesi baltici di chiudere le proprie ambasciate a Mosca e procedere all’espulsione degli ambasciatori russi.

“Attualmente, 1.162 città sono senza elettricità”. Il portavoce dei servizi di emergenza dell’Ucraina, Oleksandr Jorunzhyi, fa la conta dei danni provocati dai bombardamenti russi degli ultimi 10 giorni, molti dei quali hanno preso di mira le infrastrutture energetiche del Paese.

Mosca parla di risultato giornaliero raggiunto. “Le forze armate russe hanno continuato a colpire con armi aeree e navali di alta precisione e a lungo raggio i sistemi di comando militare e i sistemi energetici ucraini”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo, assicurando che “tutti gli obiettivi sono stati colpiti”.

Dall’altro lato della barricata, Kiev rivendica di aver abbattuto il 70% dei droni del nemico. A sostenerlo, è il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrilo Budanov, intervistato dal sito ucraino Obozrevatel e rilanciato da Ukrainska pravda.

“La prima tranche dell’ordine consisteva in 1.750 droni, seguita da altri ordini”, ha detto Budanov. “Stanno gradualmente esaurendoli, gli iraniani ne stanno facendo di nuovi, ma noi abbattiamo circa il 70% di tutti i droni”, ha aggiunto il capo dell’intelligence di Zelensky.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba vorrebbe troncare i rapporti diplomatici con Teheran, a causa della fornitura di droni kamikaze a Putin. Lo riferisce il Guardian, secondo il quale Kuleba ha formulato una proposta in tal senso al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il ministro intende anche chiedere ufficialmente ad Israele una fornitura di mezzi di difesa aerea e l’avvio di una cooperazione militare.

Da fonti russe si apprende la riconquista del villaggio di Gorobivka, di cui l’Ucraina aveva ripreso il controllo lo scorso settembre con la controffensiva nella regione di Kharkiv.

Il presidente russo Vladimir Putin parteciperà oggi ad un incontro virtuale del Consiglio di Sicurezza. In base a quanto annunciato dal Cremlino, riferisce la Tass, si parlerà di “neutralizzazione delle minacce alla sicurezza nazionale nell’area delle migrazioni e della regolamentazione dei processi migratori nell’interesse dello sviluppo socio economico del paese e la stabilità socio-politica”. All’incontro interverrà il vice presidente del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev, che leggerà un rapporto.

Durissima presa di posizione anti-russa dell’Estonia. Il parlamento dello Stato baltico ha approvato a larghissima maggioranza la definizione della Russia come stato “terrorista” e “sponsor del terrorismo”. “Non è possibile creare una legge con un crimine”, si legge nel documento, con un chiaro riferimento ai contestatissimi referendum di annessione del mese scorso.

L’Estonia accusa il presidente russo Vladimir Putin di aver trasformato la Russia “in un paese paria”, appoggia le inchieste internazionali sui crimini di guerra commessi dalle sue truppe e la proposta di revocare a Mosca lo status di membro permanente del Consiglio di Sicurezza Onu.

Il testo è stato approvato da 88 dei 101 deputati del Riigikogu. Sono stati bocciati, invece, i cinque emendamenti voluti dal Partito popolare conservatore (Ekre) con i quali si chiedeva a tutti i paesi baltici di chiudere le proprie ambasciate a Mosca e procedere all’espulsione degli ambasciatori russi.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli