Bolsonaro in ospedale a Miami e i dem chiedono l’estradizione

Jair Bolsonaro il nuovo Donald Trump. I democratici esortano Biden a chiedere l’estradizione dell’ex presidente brasiliano dalla Florida, dove si è rifugiato in seguito al tentato colpo di stato. Numerosi quelli che in Florida sostengono che Bolsonaro abbia usato il cosiddetto ‘playbook’ di Trump e abbia inspirato l’attentato al congresso nazionale del paese,(casualmente portato in atto dai suoi sostenitori). Un’insurrezione causata da migliaia di protestanti che a tutti ricorda perfettamente l’assalto a Capitol Hill. L’offensiva risalente a due anni fa che invece vedeva l’ex presidente Trump come causa scatenante. Secondo dei report, il leader dell’estrema destra del Brasile sarebbe scappato in Florida prima dell’elezione del nuovo presidente, avvenuta il primo Gennaio 2023. Il presidente, al momento ricoverato in ospedale per dolori addominali, ha affittato una casa nei pressi di Disney World al sud di Orlando, luogo dove si prevede soggiornerà per almeno un altro mese. Attualmente, gli arresti dei fan vestiti di verde e giallo ammontano a più di 400 e hanno tutti lo stesso target: l’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva. La lotta continua nella capitale Brasilia, anche all’interno del palazzo presidenziale e della corte suprema, oltre le barricate di sicurezza e persino sopra i tetti. Nel frattempo su twitter iniziano ad apparire le incredibili immagini dell’ex presidente, la cui unica preoccupazione sembra essere finire di mangiare le sue alette di pollo al KFC, un famoso fast food americano. Ad oggi Joaquín Castro e molti altri componenti del partito democratico, spingono l’amministrazione Biden a deportare al più presto il da loro definito “pericoloso” Jair. “Stai chiedendo all’amministrazione Biden o alle autorità della Florida di restituire Bolsonaro, metterlo su un aereo e mandarlo in Brasile il prima possibile?” – il conduttore della CNN Jim Acosta ha domandato a Castro. La risposta non si è fatta attendere: “Si assolutamente. Gli Stati Uniti non dovrebbero essere un rifugio per questo autoritario che ispira il terrorismo interno in Brasile”. La presa di posizione dei membri del congresso degli USA non è mai stata così ferma. Il rappresentante del Texas ha rilasciato delle forti dichiarazioni nella sua intervista, affermando che Bolsonaro “dovrebbe essere estradato in Brasile. È stato riferito che era sotto inchiesta per corruzione ed è fuggito dal Brasile negli Stati Uniti. È un uomo pericoloso, dovrebbero rimandarlo nel suo paese d’origine”. Evidente la volontà di evitare di “compromettere la democrazia”. L’obbiettivo finale? Impedire a tutti i costi un ripetersi della precedente situazione Trump. È molto chiaro che questa volta i democratici non hanno intenzione di farla passare liscia all’ex presidente. Infatti non è il solo. Anche la sua collega Alexandria Ocasio-Cortez ha voluto dimostrare il suo supporto per il neoeletto presidente Lula tramite alcuni tweet. “Quasi due anni dopo il giorno in cui il Campidoglio degli Stati Uniti è stato attaccato dai fascisti, vediamo movimenti fascisti all’estero tentare di fare lo stesso in Brasile” scrive la democratica. Una singola richiesta al governo degli Stati Uniti: quella di “essere solidali con il governo democraticamente eletto di Lula” e “cessare di concedere rifugio a Bolsonaro in Florida”.

Jair Bolsonaro il nuovo Donald Trump. I democratici esortano Biden a chiedere l’estradizione dell’ex presidente brasiliano dalla Florida, dove si è rifugiato in seguito al tentato colpo di stato. Numerosi quelli che in Florida sostengono che Bolsonaro abbia usato il cosiddetto ‘playbook’ di Trump e abbia inspirato l’attentato al congresso nazionale del paese,(casualmente portato in atto dai suoi sostenitori). Un’insurrezione causata da migliaia di protestanti che a tutti ricorda perfettamente l’assalto a Capitol Hill. L’offensiva risalente a due anni fa che invece vedeva l’ex presidente Trump come causa scatenante. Secondo dei report, il leader dell’estrema destra del Brasile sarebbe scappato in Florida prima dell’elezione del nuovo presidente, avvenuta il primo Gennaio 2023. Il presidente, al momento ricoverato in ospedale per dolori addominali, ha affittato una casa nei pressi di Disney World al sud di Orlando, luogo dove si prevede soggiornerà per almeno un altro mese. Attualmente, gli arresti dei fan vestiti di verde e giallo ammontano a più di 400 e hanno tutti lo stesso target: l’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva. La lotta continua nella capitale Brasilia, anche all’interno del palazzo presidenziale e della corte suprema, oltre le barricate di sicurezza e persino sopra i tetti. Nel frattempo su twitter iniziano ad apparire le incredibili immagini dell’ex presidente, la cui unica preoccupazione sembra essere finire di mangiare le sue alette di pollo al KFC, un famoso fast food americano. Ad oggi Joaquín Castro e molti altri componenti del partito democratico, spingono l’amministrazione Biden a deportare al più presto il da loro definito “pericoloso” Jair. “Stai chiedendo all’amministrazione Biden o alle autorità della Florida di restituire Bolsonaro, metterlo su un aereo e mandarlo in Brasile il prima possibile?” – il conduttore della CNN Jim Acosta ha domandato a Castro. La risposta non si è fatta attendere: “Si assolutamente. Gli Stati Uniti non dovrebbero essere un rifugio per questo autoritario che ispira il terrorismo interno in Brasile”. La presa di posizione dei membri del congresso degli USA non è mai stata così ferma. Il rappresentante del Texas ha rilasciato delle forti dichiarazioni nella sua intervista, affermando che Bolsonaro “dovrebbe essere estradato in Brasile. È stato riferito che era sotto inchiesta per corruzione ed è fuggito dal Brasile negli Stati Uniti. È un uomo pericoloso, dovrebbero rimandarlo nel suo paese d’origine”. Evidente la volontà di evitare di “compromettere la democrazia”. L’obbiettivo finale? Impedire a tutti i costi un ripetersi della precedente situazione Trump. È molto chiaro che questa volta i democratici non hanno intenzione di farla passare liscia all’ex presidente. Infatti non è il solo. Anche la sua collega Alexandria Ocasio-Cortez ha voluto dimostrare il suo supporto per il neoeletto presidente Lula tramite alcuni tweet. “Quasi due anni dopo il giorno in cui il Campidoglio degli Stati Uniti è stato attaccato dai fascisti, vediamo movimenti fascisti all’estero tentare di fare lo stesso in Brasile” scrive la democratica. Una singola richiesta al governo degli Stati Uniti: quella di “essere solidali con il governo democraticamente eletto di Lula” e “cessare di concedere rifugio a Bolsonaro in Florida”.

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