Boom del food delivery, le mosse di Just Eat

Crescono il settore del food a domicilio e il relativo mercato italiano e internazionale . Just Eat ha raggiunto un accordo con Prosus, multinazionale olandese di servizi internet, per la vendita della partecipazione del 33% di iFood, di cui Prosus detiene già la maggioranza. Prosus verserà 1,5 miliardi di euro in contanti alla chiusura dell’operazione e un corrispettivo a dodici mesi, subordinato all’andamento del settore delle consegne di cibo online, fino a 300 milioni di euro.  Una notizia che ha avutro riflessi di Borsa. A quella di Amsterdam il titolo svetta con un rialzo del 31,3% a 21,89 euro; decisamente più tiepido il mercato con Porsus che avanza solo dello 0,55%. Just Eat punta migliorare la propria redditività  e ha riconfermato, con questa mossa, il board che la guida.

Intanto,  Just Eat conferma che continua a esplorare attivamente il mercato per la vendita parziale o totale di Grubhub, la piattaforma americana di food delivery, ma al momento non vi è “alcuna certezza che verrà raggiunto un accordo con terze parti o sicurezza sui termini di tale accordo”.

in Italia, per l’azienda e per il comparto, è boom. Il settore cresce e alla fine del 2021 registrava un + 59% rispetto al 2020, generando un valore di 1,5 miliardi di euro. Una accelerazione che oggi in Italia assicura al al 68% della popolazione di accedere a servizi del genere.

in questa quota, quasi il 100% è coperto da Just Eat, fattore che fa registrare la soddisfazione dei suoi vertici. “La pandemia ha contribuito a consolidare il digital food delivery come servizio essenziale per i ristoranti, che hanno potuto mantenere aperta la loro attività durante i periodi di chiusura e hanno compreso i benefici della digitalizzazione del business. Infatti, Just Eat offre loro una consulenza costante per trasferire il loro know how sul digitale e aiutarli a incrementare il loro business – aveva commentato Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia-. Oggi contiamo oltre 24.000 ristoranti partner sulla piattaforma e siamo attivi in più di 1.300 comuni, raggiungendo il 66% della popolazione italiana. Vogliamo continuare a garantire ai nostri clienti un’esperienza unica, dal momento dell’ordine alla consegna a domicilio dei loro piatti preferiti, migliorando costantemente il servizio e offrendo varietà e qualità nell’offerta, che oggi è rappresentata da oltre 90 cucine diverse”.

Crescono il settore del food a domicilio e il relativo mercato italiano e internazionale . Just Eat ha raggiunto un accordo con Prosus, multinazionale olandese di servizi internet, per la vendita della partecipazione del 33% di iFood, di cui Prosus detiene già la maggioranza. Prosus verserà 1,5 miliardi di euro in contanti alla chiusura dell’operazione e un corrispettivo a dodici mesi, subordinato all’andamento del settore delle consegne di cibo online, fino a 300 milioni di euro.  Una notizia che ha avutro riflessi di Borsa. A quella di Amsterdam il titolo svetta con un rialzo del 31,3% a 21,89 euro; decisamente più tiepido il mercato con Porsus che avanza solo dello 0,55%. Just Eat punta migliorare la propria redditività  e ha riconfermato, con questa mossa, il board che la guida.

Intanto,  Just Eat conferma che continua a esplorare attivamente il mercato per la vendita parziale o totale di Grubhub, la piattaforma americana di food delivery, ma al momento non vi è “alcuna certezza che verrà raggiunto un accordo con terze parti o sicurezza sui termini di tale accordo”.

in Italia, per l’azienda e per il comparto, è boom. Il settore cresce e alla fine del 2021 registrava un + 59% rispetto al 2020, generando un valore di 1,5 miliardi di euro. Una accelerazione che oggi in Italia assicura al al 68% della popolazione di accedere a servizi del genere.

in questa quota, quasi il 100% è coperto da Just Eat, fattore che fa registrare la soddisfazione dei suoi vertici. “La pandemia ha contribuito a consolidare il digital food delivery come servizio essenziale per i ristoranti, che hanno potuto mantenere aperta la loro attività durante i periodi di chiusura e hanno compreso i benefici della digitalizzazione del business. Infatti, Just Eat offre loro una consulenza costante per trasferire il loro know how sul digitale e aiutarli a incrementare il loro business – aveva commentato Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia-. Oggi contiamo oltre 24.000 ristoranti partner sulla piattaforma e siamo attivi in più di 1.300 comuni, raggiungendo il 66% della popolazione italiana. Vogliamo continuare a garantire ai nostri clienti un’esperienza unica, dal momento dell’ordine alla consegna a domicilio dei loro piatti preferiti, migliorando costantemente il servizio e offrendo varietà e qualità nell’offerta, che oggi è rappresentata da oltre 90 cucine diverse”.

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