Buonvino e il caso del bambino scomparso

Al centro di “Assassinio a Villa Borghese” di Walter Veltroni del 2019, c’è il Commissario Giovanni Buonvino e il parco romano di Villa Borghese. La storia è dipanata dall’Autore con mano leggera e con il gusto di spaziare tra cinema e letteratura, tra rimandi e richiami. Il racconto nasce quando il sindaco di Roma decide di aprire un commissariato di Polizia al centro della città, esattamente a Villa Borghese. Si ironizza: “per arrestare i merli?”.

A dirigerlo è designato, come commissario, Giovanni Buonvino, un ispettore non proprio di prima fila. A sorpresa, a Villa Borghese non pochi sono i casi da risolvere, tra inquietudine e serial killer. E’ qui che Buonvino si prende la rivincita sul mondo. Accanto ha una squadra di “improbabili poliziotti”. Nel gruppo spiccano: Gozzi “il grasso”, con Portanova “il vecchio miope” e con i due gemelli Morrone. 

Al lettore ora Veltroni propone un intrigante cold case, nel libro “Buonvino e il caso del bambino scomparso” (Ed. Marsilio). Al centro del racconto, c’è la scomparsa di un bambino di otto anni: sono passati alcuni anni e la vicenda è ancora avvolta nel mistero; da allora tra indagini malamente condotte e (forse) depistaggi non se ne era più occupato nessuno. Un giorno, una ragazza si avvicina a Buonvino alla Casina del Lago di Villa Borghese e gli chiede di riaprire il caso.

Dipanare la matassa misteriosa mette a dura prova il Commissario e la sua squadra, composta non da super-eroi ma che alla fine riescono a fare luce su tutto. Sarà un lieto fine? Come in ogni classico giallo, al lettore la scoperta del finale. 

Walter Veltroni è stato direttore dell’Unità e vicepresidente del Consiglio. Ha scritto vari romanzi, tra i quali “Noi” (2009), “L’isola delle rose” (2012), “Quando” (2017).

 

D.M.)

 

Al centro di “Assassinio a Villa Borghese” di Walter Veltroni del 2019, c’è il Commissario Giovanni Buonvino e il parco romano di Villa Borghese. La storia è dipanata dall’Autore con mano leggera e con il gusto di spaziare tra cinema e letteratura, tra rimandi e richiami. Il racconto nasce quando il sindaco di Roma decide di aprire un commissariato di Polizia al centro della città, esattamente a Villa Borghese. Si ironizza: “per arrestare i merli?”.

A dirigerlo è designato, come commissario, Giovanni Buonvino, un ispettore non proprio di prima fila. A sorpresa, a Villa Borghese non pochi sono i casi da risolvere, tra inquietudine e serial killer. E’ qui che Buonvino si prende la rivincita sul mondo. Accanto ha una squadra di “improbabili poliziotti”. Nel gruppo spiccano: Gozzi “il grasso”, con Portanova “il vecchio miope” e con i due gemelli Morrone. 

Al lettore ora Veltroni propone un intrigante cold case, nel libro “Buonvino e il caso del bambino scomparso” (Ed. Marsilio). Al centro del racconto, c’è la scomparsa di un bambino di otto anni: sono passati alcuni anni e la vicenda è ancora avvolta nel mistero; da allora tra indagini malamente condotte e (forse) depistaggi non se ne era più occupato nessuno. Un giorno, una ragazza si avvicina a Buonvino alla Casina del Lago di Villa Borghese e gli chiede di riaprire il caso.

Dipanare la matassa misteriosa mette a dura prova il Commissario e la sua squadra, composta non da super-eroi ma che alla fine riescono a fare luce su tutto. Sarà un lieto fine? Come in ogni classico giallo, al lettore la scoperta del finale. 

Walter Veltroni è stato direttore dell’Unità e vicepresidente del Consiglio. Ha scritto vari romanzi, tra i quali “Noi” (2009), “L’isola delle rose” (2012), “Quando” (2017).

 

D.M.)

 

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