Bye bye Pam: Trump caccia Bondi
Una "purga": al suo posto Todd Blanche
Un benservito, a farne le spese una fedelissima della prima ora: Pam Bondi, l’ormai ex procuratore Generale degli Stati Uniti, per Donald Trump ufficialmente fuori dai giochi.
Bondi licenziata
In quello che i corridoi della Casa Bianca definiscono ironicamente l’ennesimo “licenziamento in tronco” (o meglio, una vera e propria cacciata in puro stile Maga), Donald Trump ha segnato con l’uscita di Bondi la fine di un’era per il Dipartimento di Giustizia.
Perché Trump ha dato il benservito a Pam?
Nonostante i saluti ufficiali parlino di un passaggio al “settore privato”, i motivi dietro l’allontanamento forzato sono molto più profondi.
Due i fattori chiave che hanno mandato su tutte le furie il presidente Usa. Il caos sui file Epstein: la gestione dei documenti relativi a Jeffrey Epstein considerata un disastro comunicativo e legale. Errori nelle omissioni hanno esposto nomi sensibili e causato ritardi che il Congresso, a trazione repubblicana, non ha perdonato.
Poi, la mancanza di “aggressività”. Trump si aspettava una taskforce pronta all’attacco contro i suoi avversari politici, da Letitia James a James Comey. La Bondi, pur essendo una lealista, accusata di non aver premuto abbastanza sull’acceleratore delle incriminazioni politiche.
Una “purga”
La stampa americana è divisa, ma concorde sulla rapidità dell’esecuzione. Mentre la Cnn parla di una “purga” interna per fare spazio a figure ancora più radicali. Il Financial Times sottolinea come la Bondi sia la seconda vittima eccellente dell’anno dopo la rimozione di Kristi Noem.
Giustizia “ad personam”
Al suo posto, Trump ha già nominato come reggente Todd Blanche, il suo ex avvocato difensore personale. Un segnale chiaro. La giustizia americana sta virando verso una gestione sempre più diretta e “ad personam” da parte dello Studio Ovale.
Il messaggio per i collaboratori di Trump è cristallino. La fedeltà non basta, serve l’obbedienza assoluta.
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