Calendario di governo

Carlo Calenda è salito sull’altalena tra Terzo Polo e maggioranza. Dopo aver aperto con Giorgia Meloni un dialogo sulla manovra di bilancio, ora il leader di Azione sembra ammiccare più a destra che a sinistra. L’incontro con la Premier ha avuto risvolto positivo “per il bene dell’Italia”, ma nonostante il feeling, Calenda non si sbilancia troppo: “Il Terzo Polo non entrerà in maggioranza, né supporterà il governo. Fa però l’opposizione come si richiede in un grande paese europeo, proponendo”. La frecciatina arriva verso i dem a cui il Terzo Polo aveva aperto per una linea comune sulla manovra e a cui Letta non aveva dato riscontro. Così Calenda ha virato sul Governo con una strategia che in vista della Legge di Bilancio potrebbe funzionare. Azione ha imboccato la strada del coordinamento con proposte presentate a Palazzo Chigi su cui Meloni si è detta disponibile. Un’atmosfera che apre alla collaborazione su molti temi che potrebbero segnare i prossimi passi del dialogo: si parla di Autonomie con Calderoli, di Abuso di ufficio con Nordio, di Industria 4.0 con Urso, ma anche di reddito di cittadinanza e di tetto al prezzo del gas contro il caro bollette. Una linea di opposizione leale con la piena disponibilità di sedere al tavolo delle decisioni. Decisioni che però devono essere prese alla svelta. Se Meloni accetta l’aiuto di Calenda non è per rinnovato buonismo, ma perché la finanziaria va approvata in tempi record, pena esercizio provvisorio. I tempi sono stretti: il termine per la presentazione degli emendamenti sarà fissato a inizio settimana, per chiudere l’esame entro il 23. Anche qui, Calenda si mostra alleato: “Non faremo ostruzionismo”. Un idillio scalfito solo da Renzi, che sull’ipotesi di avvicinamento ha fatto intendere chiaro distacco “Non facciamo i tre Promessi Sposi”, soprattutto in vista dell’assemblea di Italia Viva di domani a Milano. La fusione sperata tra le due forze del Terzo Polo trova alla vigilia opinioni discordanti: oltre alle discussioni sulla formazione, rimangono i dubbi sulle personalità da coinvolgere. Per Renzi “C’è spazio per tutti quelli che hanno idee e credono nella politica” mentre Calenda rimane con i piedi in due scarpe.

Carlo Calenda è salito sull’altalena tra Terzo Polo e maggioranza. Dopo aver aperto con Giorgia Meloni un dialogo sulla manovra di bilancio, ora il leader di Azione sembra ammiccare più a destra che a sinistra. L’incontro con la Premier ha avuto risvolto positivo “per il bene dell’Italia”, ma nonostante il feeling, Calenda non si sbilancia troppo: “Il Terzo Polo non entrerà in maggioranza, né supporterà il governo. Fa però l’opposizione come si richiede in un grande paese europeo, proponendo”. La frecciatina arriva verso i dem a cui il Terzo Polo aveva aperto per una linea comune sulla manovra e a cui Letta non aveva dato riscontro. Così Calenda ha virato sul Governo con una strategia che in vista della Legge di Bilancio potrebbe funzionare. Azione ha imboccato la strada del coordinamento con proposte presentate a Palazzo Chigi su cui Meloni si è detta disponibile. Un’atmosfera che apre alla collaborazione su molti temi che potrebbero segnare i prossimi passi del dialogo: si parla di Autonomie con Calderoli, di Abuso di ufficio con Nordio, di Industria 4.0 con Urso, ma anche di reddito di cittadinanza e di tetto al prezzo del gas contro il caro bollette. Una linea di opposizione leale con la piena disponibilità di sedere al tavolo delle decisioni. Decisioni che però devono essere prese alla svelta. Se Meloni accetta l’aiuto di Calenda non è per rinnovato buonismo, ma perché la finanziaria va approvata in tempi record, pena esercizio provvisorio. I tempi sono stretti: il termine per la presentazione degli emendamenti sarà fissato a inizio settimana, per chiudere l’esame entro il 23. Anche qui, Calenda si mostra alleato: “Non faremo ostruzionismo”. Un idillio scalfito solo da Renzi, che sull’ipotesi di avvicinamento ha fatto intendere chiaro distacco “Non facciamo i tre Promessi Sposi”, soprattutto in vista dell’assemblea di Italia Viva di domani a Milano. La fusione sperata tra le due forze del Terzo Polo trova alla vigilia opinioni discordanti: oltre alle discussioni sulla formazione, rimangono i dubbi sulle personalità da coinvolgere. Per Renzi “C’è spazio per tutti quelli che hanno idee e credono nella politica” mentre Calenda rimane con i piedi in due scarpe.

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