Caos sbarchi: numeri 5 volte maggiori al 2021

Lampedusa e Pozzallo in Sicilia, Crotone e Roccella Ionica in Calabria: puntualmente, come ogni anno all’insorgere della stagione più calda, prende forma la geografia degli sbarchi sulle coste italiane. Il continuo stillicidio di arrivi dal Nord Africa ha di nuovo fatto accendere la spia d’allarme sul sovraffollamento dell’hotspot di Lampedusa, nel quale, a fronte di una capienza di 250 persone, se ne trovano ammassate in queste ore oltre mille. Gli appelli della popolazioni meridionali interessate dal fenomeno sono una costante, come quelli che giungono da Pozzallo, nel Ragusano, dove soltanto stamattina è arrivato in porto un barcone di 450 immigrati, scortato dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di Porto. Lo ha reso noto il sindaco della cittadina, Roberto Ammatuna, osservando che “è inevitabile ormai la presenza nel Mediterraneo di una forza militare europea”, e che “il salvataggio di migliaia di vite umane non può essere soltanto prerogativa di qualche ong”.

Una missione dell’Unione europea nelle acque del fu Mare Nostrum la invoca anche Fratelli d’Italia, per bocca della deputata Augusta Montaruli, ma non per sostituirsi alle ong bensì per bloccare le partenze e per verificare nei Paesi di provenienza i “casi meritevoli di protezione”. Si rivolge invece al governo italiano Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, in quota Lega, chiedendo di attuare una “strategia di contenimento della fuga” e un “controllo capillare di chi giunge in Italia”. Del resto, aggiunge Mancuso, “gli arrivi sulle coste calabresi, stanno caricando sui Comuni e sui soggetti preposti ad occuparsene, una responsabilità che da soli, per le tante problematiche che un fenomeno così complesso presenta, non possono reggere”. Qualche numero in proposito lo ha fornito Vittorio Zito, sindaco di Roccella Jonica: “Nell’ultimo week end sono state tre le operazioni di soccorso in mare di 243 migranti che sono poi giunti nel Porto delle Grazie di Roccella. Sono già 17 gli sbarchi registrati nel 2022. Nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati 1.300 i migranti soccorsi contro i 200 dello stesso periodo del 2021, anno nel quale registrammo complessivamente 5.700 arrivi”. “Questo significa – aggiunge Zito – che dovremmo prepararci a dover gestire numeri cinque volte più grandi rispetto al 2021”. Di qui la richiesta d’aiuto dal governo. Intanto il segretario della Lega, Salvini, si domanda: “Ma il ministro Lamorgese cosa sta (o non sta) facendo, mentre gli sbarchi sono fuori controllo e io sono a processo per averli quasi azzerati? Intendo chiedere a Draghi un impegno diretto, gli italiani non si meritano un’altra estate di caos e problemi”.

Lampedusa e Pozzallo in Sicilia, Crotone e Roccella Ionica in Calabria: puntualmente, come ogni anno all’insorgere della stagione più calda, prende forma la geografia degli sbarchi sulle coste italiane. Il continuo stillicidio di arrivi dal Nord Africa ha di nuovo fatto accendere la spia d’allarme sul sovraffollamento dell’hotspot di Lampedusa, nel quale, a fronte di una capienza di 250 persone, se ne trovano ammassate in queste ore oltre mille. Gli appelli della popolazioni meridionali interessate dal fenomeno sono una costante, come quelli che giungono da Pozzallo, nel Ragusano, dove soltanto stamattina è arrivato in porto un barcone di 450 immigrati, scortato dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di Porto. Lo ha reso noto il sindaco della cittadina, Roberto Ammatuna, osservando che “è inevitabile ormai la presenza nel Mediterraneo di una forza militare europea”, e che “il salvataggio di migliaia di vite umane non può essere soltanto prerogativa di qualche ong”.

Una missione dell’Unione europea nelle acque del fu Mare Nostrum la invoca anche Fratelli d’Italia, per bocca della deputata Augusta Montaruli, ma non per sostituirsi alle ong bensì per bloccare le partenze e per verificare nei Paesi di provenienza i “casi meritevoli di protezione”. Si rivolge invece al governo italiano Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, in quota Lega, chiedendo di attuare una “strategia di contenimento della fuga” e un “controllo capillare di chi giunge in Italia”. Del resto, aggiunge Mancuso, “gli arrivi sulle coste calabresi, stanno caricando sui Comuni e sui soggetti preposti ad occuparsene, una responsabilità che da soli, per le tante problematiche che un fenomeno così complesso presenta, non possono reggere”. Qualche numero in proposito lo ha fornito Vittorio Zito, sindaco di Roccella Jonica: “Nell’ultimo week end sono state tre le operazioni di soccorso in mare di 243 migranti che sono poi giunti nel Porto delle Grazie di Roccella. Sono già 17 gli sbarchi registrati nel 2022. Nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati 1.300 i migranti soccorsi contro i 200 dello stesso periodo del 2021, anno nel quale registrammo complessivamente 5.700 arrivi”. “Questo significa – aggiunge Zito – che dovremmo prepararci a dover gestire numeri cinque volte più grandi rispetto al 2021”. Di qui la richiesta d’aiuto dal governo. Intanto il segretario della Lega, Salvini, si domanda: “Ma il ministro Lamorgese cosa sta (o non sta) facendo, mentre gli sbarchi sono fuori controllo e io sono a processo per averli quasi azzerati? Intendo chiedere a Draghi un impegno diretto, gli italiani non si meritano un’altra estate di caos e problemi”.

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