Carburanti e pedaggi, gli operatori della logistica: “Rischio nuovo shock”

Dal primo gennaio, come annunciato da tempo, abbiamo assisitito all’aumento di 18 centesimi dei costi del carburante. O meglio, siamo arrivati al giorno “X” del termine del bonus che scontava le accise dal prezzo di benzina, diesel e gpl. In questo 2023, quindi, sono tornati a gravare quei centesimi che avevano fatto tirare un sospiro di sollievo ai cittadini, ma soprattutto a chi, con i mezzi di trasporto a motore, ci lavora ogni giorno. Difatti, a seguito della decisione del governo di non rinnovare il bonus sconto carburanti, a chiedere aiuto per il settore e provvedimenti alle istituzioni è Enrico Folgori, il presidente di Feoli (Federazione Europea Operatori della Logistica integrata). Per Feoli, quella del “no” al rinnovo è “Una decisione che ci preoccupa. C’è il serio rischio che la crisi economica causata dalla guerra in Ucraina possa provocare nuovi shock al prezzo dei carburanti, facendo nuovamente impennare i costi di benzina e diesel” ha dichiarato. “Invitiamo il governo a vigilare a a valutare la reintroduzione del bonus sconto per calmierare il prezzo dei carburanti” chiede e spiega come “Anche una sola settimana di aumento dei costi di benzina e diesel potrebbe comportare perdite importanti per le imprese del trasporto e della logistica. Una rischio che non possiamo permetterci, anche in considerazione dell’aumento di tutti i pedaggi autostradali che comporteranno un aggravio di spese per le aziende di trasporto che rischiano di ricadere sui prezzi al consumo e sui cittadini, facendo aumentare ulteriormente l’inflazione”. Difatti, sempre dal primo giorno dell’anno, anche il costo dei pedaggi in autostrada è aumentato del 2%: un’altra spesa che si aggiunge agli impegni a cui il settore della logistica deve rispondere ogni giorno. “Pertanto – conclude Folgori – invitiamo il governo a monitorare la situazione e a intervenire prontamente. Prevenire è sempre meglio che curare”. Per il momento, almeno, non sembra esserci un intervento del Governo e, se la linea Meloni dovesse essere confermata, i prezzi sono destinati ad aumentare.
Dal primo gennaio, come annunciato da tempo, abbiamo assisitito all’aumento di 18 centesimi dei costi del carburante. O meglio, siamo arrivati al giorno “X” del termine del bonus che scontava le accise dal prezzo di benzina, diesel e gpl. In questo 2023, quindi, sono tornati a gravare quei centesimi che avevano fatto tirare un sospiro di sollievo ai cittadini, ma soprattutto a chi, con i mezzi di trasporto a motore, ci lavora ogni giorno. Difatti, a seguito della decisione del governo di non rinnovare il bonus sconto carburanti, a chiedere aiuto per il settore e provvedimenti alle istituzioni è Enrico Folgori, il presidente di Feoli (Federazione Europea Operatori della Logistica integrata). Per Feoli, quella del “no” al rinnovo è “Una decisione che ci preoccupa. C’è il serio rischio che la crisi economica causata dalla guerra in Ucraina possa provocare nuovi shock al prezzo dei carburanti, facendo nuovamente impennare i costi di benzina e diesel” ha dichiarato. “Invitiamo il governo a vigilare a a valutare la reintroduzione del bonus sconto per calmierare il prezzo dei carburanti” chiede e spiega come “Anche una sola settimana di aumento dei costi di benzina e diesel potrebbe comportare perdite importanti per le imprese del trasporto e della logistica. Una rischio che non possiamo permetterci, anche in considerazione dell’aumento di tutti i pedaggi autostradali che comporteranno un aggravio di spese per le aziende di trasporto che rischiano di ricadere sui prezzi al consumo e sui cittadini, facendo aumentare ulteriormente l’inflazione”. Difatti, sempre dal primo giorno dell’anno, anche il costo dei pedaggi in autostrada è aumentato del 2%: un’altra spesa che si aggiunge agli impegni a cui il settore della logistica deve rispondere ogni giorno. “Pertanto – conclude Folgori – invitiamo il governo a monitorare la situazione e a intervenire prontamente. Prevenire è sempre meglio che curare”. Per il momento, almeno, non sembra esserci un intervento del Governo e, se la linea Meloni dovesse essere confermata, i prezzi sono destinati ad aumentare.
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