Caro bollette, Utilitalia: subito misure per accelerare sulle rinnovabili

La guerra Russa – Ucraina rafforza i ragionamenti delle imprese che da tempo lavorano per un equilibrio maggiore tra le energie tradizionali e quelle rinnovabili, anzi per fornire impulso alla crescita delle renwables. “Contro il caro bollette, e alla luce degli eventi straordinari delle ultime ore che potrebbero comportare un’ulteriore crescita dei prezzi e mettere a rischio la sicurezza dei sistemi di approvvigionamento, è necessario mettere in campo nei prossimi mesi misure concrete anche per ridurre la dipendenza del Paese dal gas”. Lo ha detto Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche), intervenendo alla X Edizione del Top Utility Award organizzato da Althesys.

Top Utility, promosso da Althesis, analizza il sistema italiano delle public utility, valorizzando le aziende impegnate nei servizi di pubblica utilità (elettricità, gas, acqua, gestione rifiuti), con lo scopo di sottolinearne il ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese, della competitività e del benessere collettivo.

“Nel breve e medio periodo – ha aggiunto Colarullo, che rappresenta 450 imprese con un valore della produzione pari a 40 miliardi di euro – è necessario lavorare a dei patti territoriali che coinvolgano imprese ed enti locali per accelerare sul fronte delle energie rinnovabili”.

Ciò alla luce del fatto, precisa “che su questo tipo di impiantistica non è solo il Governo centrale a decidere, ma è fondamentale la collaborazione dei territori per riuscire a portare a compimento gli investimenti necessari in maniera rapida. In quest’ottica, lo sviluppo di patti territoriali tra imprese ed enti locali, tesi all’individuazione di aree idonee alla realizzazione degli impianti e alla velocizzazione delle procedure, potrebbe aiutare il Paese a ridurre la dipendenza dalle
fonti fossili”.

A fronte di uno scenario ove le imprese dei servizi pubblici sono pronte a massicci investimenti sulle rinnovabili e a iniziative che per gli enti locali si tradurrebbero in importanti vantaggi ambientali ed a ricadute occupazionali di rilievo per il territorio, Colarullo è duro: “In questi giorni, le prime mosse del Governo sono invece andate nella direzione sbagliata: è il caso dell’articolo 16 del Decreto Sostegni Ter, che finisce per colpire proprio il settore delle rinnovabili”. In un orizzonte di medio periodo, “bisogna invece ragionare su un ampio spettro di vettori a sostegno della transizione energetica. Penso al teleriscaldamento, a un’impiantistica adeguata per la gestione dei rifiuti che possa valorizzarli anche dal punto di vista energetico e al biometano, che ha un potenziale di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del fabbisogno nazionale”.

La guerra Russa – Ucraina rafforza i ragionamenti delle imprese che da tempo lavorano per un equilibrio maggiore tra le energie tradizionali e quelle rinnovabili, anzi per fornire impulso alla crescita delle renwables. “Contro il caro bollette, e alla luce degli eventi straordinari delle ultime ore che potrebbero comportare un’ulteriore crescita dei prezzi e mettere a rischio la sicurezza dei sistemi di approvvigionamento, è necessario mettere in campo nei prossimi mesi misure concrete anche per ridurre la dipendenza del Paese dal gas”. Lo ha detto Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche), intervenendo alla X Edizione del Top Utility Award organizzato da Althesys.

Top Utility, promosso da Althesis, analizza il sistema italiano delle public utility, valorizzando le aziende impegnate nei servizi di pubblica utilità (elettricità, gas, acqua, gestione rifiuti), con lo scopo di sottolinearne il ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese, della competitività e del benessere collettivo.

“Nel breve e medio periodo – ha aggiunto Colarullo, che rappresenta 450 imprese con un valore della produzione pari a 40 miliardi di euro – è necessario lavorare a dei patti territoriali che coinvolgano imprese ed enti locali per accelerare sul fronte delle energie rinnovabili”.

Ciò alla luce del fatto, precisa “che su questo tipo di impiantistica non è solo il Governo centrale a decidere, ma è fondamentale la collaborazione dei territori per riuscire a portare a compimento gli investimenti necessari in maniera rapida. In quest’ottica, lo sviluppo di patti territoriali tra imprese ed enti locali, tesi all’individuazione di aree idonee alla realizzazione degli impianti e alla velocizzazione delle procedure, potrebbe aiutare il Paese a ridurre la dipendenza dalle
fonti fossili”.

A fronte di uno scenario ove le imprese dei servizi pubblici sono pronte a massicci investimenti sulle rinnovabili e a iniziative che per gli enti locali si tradurrebbero in importanti vantaggi ambientali ed a ricadute occupazionali di rilievo per il territorio, Colarullo è duro: “In questi giorni, le prime mosse del Governo sono invece andate nella direzione sbagliata: è il caso dell’articolo 16 del Decreto Sostegni Ter, che finisce per colpire proprio il settore delle rinnovabili”. In un orizzonte di medio periodo, “bisogna invece ragionare su un ampio spettro di vettori a sostegno della transizione energetica. Penso al teleriscaldamento, a un’impiantistica adeguata per la gestione dei rifiuti che possa valorizzarli anche dal punto di vista energetico e al biometano, che ha un potenziale di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del fabbisogno nazionale”.

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