Caro energia, protestano allevatori e agricoltori

Gli agricoltori e allevatori lombardi chiedono con forza azioni di contrasto ai rincari dell’energia che incidono pesantemente sui bilanci delle loro imprese costrette a vendere sottocosto. In migliaia sono scesi in piazza a Milano, Brescia, Bergamo, Cremona, Pavia, Mantova, Lodi, Como, Varese e Sondrio. Nel capoluogo lombardo è stato allestito anche un presidio con un trattore e un recinto per vitelli, a pochi passi dalla prefettura ed una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Renato Saccone.

“Siamo partiti da problematica del latte – ha osservato il vicepresidente di Coldiretti Lombardia, Paolo Carra – che è trasversale su tutti i settori. Non chiediamo cose impossibili, ma siamo semplicemente qui a rivendicare il diritto a fare impresa con una remunerazione dignitosa, a fronte di rincari dell’energia che hanno raggiunto livelli del 200%, ma anche dei mangimi che costano oltre il 40% in più”. Tra le “soluzioni possibili” citate dall’associazione ci sono i fondi del Pnrr per il fotovoltaico nelle aziende agricole e i 26 milioni del 2021 per l’aiuto latte.
“Durante la pandemia – ha aggiunto Carra – noi abbiamo sempre assicurato la presenza dei nostri prodotti sugli scaffali, ora la politica si deve dare una strategia di sovranità alimentare, deve mettersi in un’ottica del fare, perché aziende come le nostre, che non possono delocalizzare, costi come questi non sono in grado di sostenerli”. Al presidio ha partecipato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, secondo il quale “il nostro Paese non può fare a meno di sostenere l’agricoltura, un comparto di cui dobbiamo essere orgogliosi perché in momenti anche peggiori di questo se l’è sempre cavata. Sono sicuro che ce la faranno anche questa volta”.

Tra i problemi evidenziati da agricoltori e allevatori c’è anche il prezzo del latte pagato agli allevatori che, secondo l’analisi Ismea, è “molto al di sotto del costo medio di produzione salito nelle stalle a 46 centesimi al litro”. Quanto alla filiere dei suini l’associazione ha fatto notare che in meno di un mese il prezzo riconosciuto agli allevatori è calato di 20 centesimi al chilo.

Gli agricoltori e allevatori lombardi chiedono con forza azioni di contrasto ai rincari dell’energia che incidono pesantemente sui bilanci delle loro imprese costrette a vendere sottocosto. In migliaia sono scesi in piazza a Milano, Brescia, Bergamo, Cremona, Pavia, Mantova, Lodi, Como, Varese e Sondrio. Nel capoluogo lombardo è stato allestito anche un presidio con un trattore e un recinto per vitelli, a pochi passi dalla prefettura ed una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Renato Saccone.

“Siamo partiti da problematica del latte – ha osservato il vicepresidente di Coldiretti Lombardia, Paolo Carra – che è trasversale su tutti i settori. Non chiediamo cose impossibili, ma siamo semplicemente qui a rivendicare il diritto a fare impresa con una remunerazione dignitosa, a fronte di rincari dell’energia che hanno raggiunto livelli del 200%, ma anche dei mangimi che costano oltre il 40% in più”. Tra le “soluzioni possibili” citate dall’associazione ci sono i fondi del Pnrr per il fotovoltaico nelle aziende agricole e i 26 milioni del 2021 per l’aiuto latte.
“Durante la pandemia – ha aggiunto Carra – noi abbiamo sempre assicurato la presenza dei nostri prodotti sugli scaffali, ora la politica si deve dare una strategia di sovranità alimentare, deve mettersi in un’ottica del fare, perché aziende come le nostre, che non possono delocalizzare, costi come questi non sono in grado di sostenerli”. Al presidio ha partecipato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, secondo il quale “il nostro Paese non può fare a meno di sostenere l’agricoltura, un comparto di cui dobbiamo essere orgogliosi perché in momenti anche peggiori di questo se l’è sempre cavata. Sono sicuro che ce la faranno anche questa volta”.

Tra i problemi evidenziati da agricoltori e allevatori c’è anche il prezzo del latte pagato agli allevatori che, secondo l’analisi Ismea, è “molto al di sotto del costo medio di produzione salito nelle stalle a 46 centesimi al litro”. Quanto alla filiere dei suini l’associazione ha fatto notare che in meno di un mese il prezzo riconosciuto agli allevatori è calato di 20 centesimi al chilo.

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