Carta Docente: meno fondi ma più beneficiari, come cambia il bonus scuola
La Carta Docente si avvia verso una riforma significativa che modifica sia l’importo del bonus sia la platea dei beneficiari. A partire dai prossimi mesi, il contributo annuale destinato agli insegnanti sarà ridotto. Da 500 euro a circa 400, ma verrà esteso anche ai docenti precari con contratti fino al 30 giugno e al 31 agosto. Una novità importante sul piano dell’inclusività, che però comporta una riduzione concreta delle risorse disponibili per ciascun docente.
Il bonus continuerà a essere erogato tramite il borsellino elettronico e potrà essere utilizzato per spese legate alla crescita culturale e professionale: libri, corsi di formazione, eventi culturali, software, dispositivi informatici e altri strumenti utili all’attività didattica. Rispetto al passato, tuttavia, l’importo risulta più basso, anche a causa dell’assenza di un adeguamento all’inflazione accumulata negli ultimi anni.
Perché l’importo della Carta Docente è stato ridotto
La diminuzione del valore della Carta Docente è direttamente collegata all’allargamento dei beneficiari. Il fondo complessivo non è stato incrementato, e questo ha portato a una redistribuzione delle risorse disponibili. In pratica, l’estensione del bonus ai precari è stata finanziata riducendo la quota individuale spettante a tutti.
Un altro elemento che ha influito sulla decisione riguarda l’utilizzo del bonus negli anni precedenti. I dati mostrano che una larga parte delle risorse è stata spesa per hardware e software, seguita dall’acquisto di libri, mentre solo una percentuale limitata è stata destinata a corsi di formazione e aggiornamento professionale. In alcuni casi sono emersi anche usi impropri del bonus, che hanno spinto il ministero a rivedere il sistema.
Nuove risorse alle scuole e ruolo degli istituti
Accanto alla Carta Docente individuale, il nuovo assetto prevede anche finanziamenti diretti alle scuole, pari a circa 270 milioni di euro, destinati all’acquisto di strumenti tecnologici come computer e tablet. Questi dispositivi potranno essere concessi ai docenti in comodato d’uso, supportando l’attività didattica quotidiana.
In questo scenario, le scuole assumono un ruolo più centrale nella gestione delle risorse per la formazione. I docenti, per accedere a corsi o materiali, dovranno coordinarsi con i dirigenti scolastici e con i piani formativi degli istituti. L’obiettivo dichiarato è rendere l’utilizzo dei fondi più coerente con le esigenze della scuola e con lo sviluppo professionale degli insegnanti.
La riforma della Carta Docente punta quindi a un equilibrio tra maggiore inclusione e controllo della spesa, ma il taglio dell’importo continua a suscitare dibattito e preoccupazione nel mondo della scuola.
Torna alle notizie in home